In seguito all’incertezza politica prospettata del recente esito elettorale, lo tsunami grillino che si è accaparrato, ipotizzando per difetto, una mole di consensi rivelatasi  più consistente di ogni previsione, ha decretato il Movimento Cinque Stelle primo partito nazionale, sfiorando il 24% dei voti. Si sono così smussati gli equilibri pre-elettorali che davano per certa la vittoria del centro sinistra, e l’effetto Grillo sembra continuare ad influire sul rimescolamento delle carte in gioco.

Il ministro Francesco Profumo, a viale Trastevere, ha infatti impartito disposizioni volte a chiudere tutte le possibili partite rimaste aperte. Nella giornata odierna, il consiglio dei ministri ha ufficialmente approvato il via libera al decreto sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione. Trattasi della decretazione finale della sperimentazione già correntemente attivata nelle scuole, sulla quale lo stesso segretario del Pd Pierluigi Bersani si era pronunciato con cautela chiedendo di soprassedere in vista della delicatezza della tematica che a suo parere non avrebbe dovuto ricevere una risoluzione conclusiva da parte di un governo tecnico, per giunta nella fase terminale del mandato.

Il ministro, entro una decina di giorni, dovrebbe anche ufficializzare il pacchetto nominativo per la presidenza e i cda di Indire e Invalsi, gli istituti che insieme al corpo ispettorale detengono un ruolo funzionale alla valutazione. Sembra indirizzato alla chiusura anche il decreto sui Tfa speciali, ossia i tirocinii abilitativi assegnati ai docenti precari, il quale ha ottenuto, al pari della valutazione, il beneplacito delle commissioni parlamentari. Viene accantonata definitivamente, tramite il provvedimento che ritocca il sistema valutativo, la congettura di brunettiana memoria che optava per l’usufrutto delle rivelazioni sui rendimenti degli studenti per assegnare premi ai docenti che si dimostravano più apprezzati e competenti.

Il nuovo regolamento, permetterà invece di valutare l’efficacia didattica, gli elementi debilitanti e le plausibili operazioni di miglioramento. Nel decreto si inizia con la prassi dell’autovalutazione da parte delle istituzioni scolastiche del servizio offerto, in relazione ai dati resi fruibili dal sistema d’informazione del ministero. Si prosegue poi con le procedure di rilevazione sugli apprendimenti, passando dalle elaborazioni sul valore aggiunto riconsegnate dall’Invalsi. Allo strumento valutativo interno farà poi seguito quello esterno prodotto dallo stesso Invalsi che identificherà, basandosi su specifici controlli effettuati da un ispettore e due esperti, gli istituti scolastici da porre sotto verifica.

Lo scopo che regge l’intero impianto è quello che intende stabilire con e attraverso le scuole, unitamente come d’ovvio al supporto dell’Indire e di eventuali atenei universitari, associazioni socio-culturali ed enti di ricerca, vere a proprie azioni migliorative. Ogni scuola sarà chiamata a fare la rendicontazione sociale dell’operato portato a termine, così come degli effettivi risultati conseguiti. I piani preventivi di miglioramento dovranno poi sempre essere comunicati al direttore scolastico regionale allo scopo di trovare “gli obiettiva da assegnare al dirigente scolastico in sede di conferimento del successivo incarico” e ai fini della stessa valutazione “per la retribuzione del risultato”.

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