Siamo un Paese non attrezzato al mal tempo, anche se l’eccezionalità di Big Snow suggerisce qualche precauzione.

Le conseguenze sono figlie della gestione approssimativa del concorso: sarà necessaria una rapida ricalendarizzazione che deve tenere conto anche delle date legate alle elezioni imminenti del 24-25 febbraio. Sibilline le parole del ministro Profumo che -intervistato dal Tg1- ha chiarito che le prove saranno spostate in coda al calendario (che si chiude proprio il 21 febbraio con le prove per le classi di lingue e del laboratorio C430), già con le valigie pronte per affrontare la sfida elettorale.  Saranno danneggiati i docenti della scuola dell’infanzia, della primaria e nelle classi di concorso A017 e A033.

Finché non è arrivata la conferma da un dispaccio dell’ANSA:


(ANSA) – ROMA, 11 FEB – Slittano a dopo le elezioni le prove scritte del concorso per insegnanti, inizialmente previste per oggi e domani e cancellate per le avverse condizioni meteo.

Lo ha confermato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, a margine di un’iniziativa sulla carta dello studente. ”E’ facile parlare ora – ha osservato il ministro riferendosi alle polemiche che hanno seguito la notizia del rinvio – e non prima. Ci sono 11 regioni bloccate per neve e una situazione complicata per la mobilita”.

Ma come si dice? Gli ultimi saranno i primi …

Alla fine ci sarà una grande corsa per poter finire presto e dare l’avvio alla fase degli orali. Sì, ma con quali commissari? I soliti maligni hanno avanzato l’ipotesi che big snow sia il frutto di ‘una danza della neve’ del MIUR in difficoltà con il reperimento di commissari (nota è la proroga al 31 gennaio 2013 per la candidatura al ruolo di commissario, dopo il primo bando di ottobre-novembre).

Ebbene il MIUR ha zittito tutti con un comunicato sostenendo di essere pronto, soprattutto grazie ad una nota di qualche giorno prima con cui, proprio in considerazione delle difficoltà nel reperimento di commissari per le prove scritte, ha stabilito che, in caso di mancanza di aspiranti, il direttore generale dell’Usr nomina direttamente presidenti e componenti, assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata esperienza nelle materie del concorso. La nomina a commissario è conferita anche ai docenti di ruolo privi del requisito previsto dall’articolo 3, comma 5, del decreto. Nei concorsi relativi alle classi di concorso di cui alla Tabella C, del decreto ministeriale n. 39 del 1998, e s.m.i., in mancanza di aspiranti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere a e b, la nomina a commissario è conferita ai docenti di ruolo titolari, ai sensi della Tabella A, del citato decreto ministeriale n. 39 del 1998, della disciplina alla quale sono associate le attività di laboratorio da affidare al docente tecnico-pratico. Cooptati con ordine di servizio, pur di arrivare alla fine del concorso: una soluzione democratica!

E ora? C’è già chi specula: diversi soggetti interessati hanno avviato la causa per un risarcimento di 500 euro a ciascun candidato; altri cavalcano l’onda dell’imprevisto puntando ad annullare il concorso.

Il disagio è stato grande, soprattutto per chi aveva già prenotato o si era già recato sul posto. Almeno su questo punto il ministro Profumo è stato chiaro: “dispiace umanamente il fastidio, ma è responsabilità del concorrente raggiungere il luogo del concorso. Così è per i lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro. E’ un fastidio inevitabile.” Ovvero: nessun rimborso!

Per fortuna, si fa per dire, molti degli aspiranti hanno potuto ‘risparmiare’ la richiesta di permessi per motivi concorsuali (che significa senza retribuzione) perché in quei giorni le lezioni sono sospese per Carnevale: si tratta delle scuole della Basilicata, Campania, Friuli, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto.

Gli altri dovranno accontentarsi di tornare in servizio: grama consolazione.

Che sia un concorso partito male, lo si sa dall’inizio: inopportuno rispetto ai TFA; discriminante nei requisiti; oneroso nella gestione in un momento di intensa attività didattica con personale docente e ATA ridotto all’osso da una politica di tagli lineare.

E’ proprio il caso di dire: “Nevica, governo ‘sfigato’!”

 


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