concorso scuola

Il Tar del Lazio, ieri, ha pubblicato un’ordinanza collegiale nella quale si accoglie un primo ricorso dell’Anief consentito ad una candidata alla prova preselettiva di dicembre che aveva raggiunto la sufficienza ma non la soglia minima richiesta dal ministero dell’Istruzione per passare allo step concorsuale successivo.

Ieri, invece, la stessa candidata ha potuto leggere con sua grande soddisfazioneammessa con riserva, dando il via a quello che potrebbe essere un domino sensazionale, sono infatti 5000 i partecipanti al concorso in attesa dell’udienza del 7 febbraio che dirà se saranno ammessi o esclusi definitivamente e immaginiamo che ce ne siano molti altri che adesso vorranno farsi “giustizia”.

La questione, sul piano giuridico, verte attorno al punteggio usato per considerare superata la prova preselettiva; infatti se si sta a quanto recita il bando di selezione pubblicato dal Miur, la soglia ritenuta valida per ritenersi promossi è fissata in 35/50, mentre in base alla attuale legge in vigore, il Dlgs 297/94, articolo 400, comma 11, questo termine doveva essere più basso, ossia limitarsi alla sufficienza che sarebbe pari al punteggio di 30/50. E’ stato, senza dubbio, questo il cavillo, neanche troppo irrilevante, che ha spinto il sindacato presieduto da Marcello Pacifico ad avviare il ricorso.


Le prove preselettive non costituiscono una prima fase concorsuale” – ha dichiarato Irene Lo Bue, l’avvocato che ha patrocinato il ricorso“e non hanno influenza sul punteggio finale della selezione. Per quanto il voto richiesto per il loro superamento deve essere la sufficienza, come previsto dalla legge. E non altre soglie fissate arbitrariamente dall’amministrazione”.

Il Miur, però, non ci sta e contesta apertamente le dichiarazioni dell’avvocato anche se le aspettative generali sono che probabilmente l’ordinanza collegiale  verrà confermata nel giudizio di merito e questo permetterebbe l’apertura agli scritti da parte di quei candidati al concorso a cattedre che hanno conseguito un punteggio compreso tra 30 e 34,5 alla prova preselettiva.

Sarebbe una interpretazione eccezionale e non giustificata” spiega il capo dipartimento del Miur, Lucrezia Stellacci che forse non si aspettava una sentenza del Tar favorevole al sindacato.La sufficienza nei concorsi pubblici – prosegue la Stellaccinon è mai stata il 6, ma il livello di preparazione che l’amministrazione ritiene sufficiente”, peraltro, “nella scuola, in tutte le altre selezioni svolte, non è mai stato preso in considerazione il 6 come soglia per il passaggio alla prova successiva, ma il 7, esattamente come previsto dal bando dell’attuale concorso per docenti”.

Intanto sorgono problematiche anche di natura pratica nell’ambito del concorso; infatti in quasi tutte le regioni, dalle più piccole come il Friuli, alle più grandi come la Lombardia, non sono sufficienti i nominativi sorteggiati martedì 22 gennaio scorso per formare tutte le commissioni e sottocommissioni relativamente a varie classi di concorso. Profumo è dovuto, dunque, correre ai ripari di modo che i direttori regionali dell’istruzione riaprano i termini e acquisiscano entro il 31 gennaio prossimo altre richieste di inclusione negli elenchi.

 


1 COOMENTO

  1. L’Italia, che paese grottesco! Capisco se i ricorsi fossero partiti prima delle prove ma farli dopo perché non si è stati in grado di raggiungere il punteggio richiesto è veramente patetico, come lo è il Tar. Sostenendo il test hai accettato i parametri di ammissione, punto.

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