Il concorso a cattedre ideato dal ministro dell’istruzione Francesco Profumo doveva essere un po’ come il Titanic quando fu varato, ossia una netta rottura col passato che portasse con sé aspettative di nuovi posti di lavoro e soprattutto nuove possibilità, invece proprio come il Titanic rischia il naufragio nei primi giorni di navigazione, ossia a meno di un mese dall’uscita di quei tanto chiacchierati test preselettivi che sono stati al centro di accese polemiche.

L’annuncio ufficiale del Miur, il ministero dell’Istruzione, diceva che nella data di ieri, 8 gennaio, sarebbero state rese note le prove di preselezione del concorso; quindi i candidati che vi avevano preso parte, indipendentemente dall’esito conseguito, da ieri hanno facoltà di consultare il proprio quiz, previa introduzione di username e password nel sito internet dell’istruzione, e capire quindi quali quesiti hanno fatto bene e quali hanno sbagliato, e magari quali errori sono stati decisivi al fine della loro ammissione, o peggio, della loro esclusione, vista l’alta percentuale di estromessi.

Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo dal momento che il ministero ha già oltre un giorno di ritardo nel mettere a disposizione i test; infatti ancora nessun partecipante ha potuto visionare il proprio elaborato come invece prevedeva l’annuncio ufficiale proveniente dal ministero stesso. Il ritardo comincia ad essere preoccupante visto che questo doveva essere il concorso del futuro, della prova computer – based, della banca dati informatica, della gestione on – line dei dati e quindi di tempi più brevi e una trasparenza maggiore, invece per il momento assomiglia ai soliti “mostri” italiani, tristemente famosi per la lentezza burocratica e la poca chiarezza.


Di qui a pensare male il passo non è poi così lungo, il fantasma degli errori delle domande del Tfa e delle risposte approssimative è ancora vivo, ancora di più lo sono i ricorsi intentati dai sindacati contro la soglia di ammissione del test preselettivo. La domanda dunque sorge spontanea, e se fosse una manovra per dilatare i tempi e mettere fuori gioco ogni tentativo di sovvertire il risultato dei quiz? Se i ricorsi andassero a buon fine la macchina organizzativa concorsuale, già priva della propria testa, vista la caduta del governo, rischierebbe di subire un serio contraccolpo che ne renderebbe molto più difficoltosa la preparazione degli step d’esame futuri.

Non vogliamo poi paventare la possibilità di correzioni o che siano stati rilevati errori nelle domande e nelle risposte fra le quali bisognava scegliere quella corretta, cosa che non sarebbe da escludere a prescindere visti i precedenti e visto che chi ha gestito il Tfa sono gli stessi che si sono occupati di far funzionare il concorso a cattedre e che quindi ne hanno determinato le prove di esame.

Giulio Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre, la speranza, sinceramente, è che le nostre considerazioni si rivelino sbagliate, perché dopo tutte le dispute, le tensioni e soprattutto i dubbi, sarebbe inaccettabile se venisse fuori una verità come quella sopra prospettata. Speriamo dunque che il ritardo sia solo dovuto a problematiche tecniche ed organizzative, a breve comunque scopriremo cosa è successo e allora non ci saranno più alibi per nessuno.

 


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here