Prosegue l’azione dellIstituto Nazionale per la Previdenza Sociale in contrasto alle truffe, dai casi di pensioni erogate ai falsi invalidi e alle persone decedute a quelli degli assegni di sostegno per i falsi poveri. Una realtà  fin troppo diffusa nel nostro Paese, con grave danno arrecato all’intera architettura del sistema di previdenza. Nel corso del 2012 sono state denunciate per truffa oltre 9.000 persone, si sono avuti oltre 40 arresti (con 20 condanne), mentre sono stati recuperati alle casse dell’Istituto (ed a tutti i contribuenti onesti) più di 100 milioni di euro. È questo il bilancio dell’Inps riguardo alla “decisa azione dell’Istituto svolta in collaborazione con le procure e le forze dell’ordine, per prevenire e perseguire le situazioni che possono portare alla liquidazione di prestazioni non dovute”. Un’azione, quella del contrasto alle truffe, volta “a scovare prestazioni di disoccupazione erogate a falsi braccianti, pensioni a falsi invalidi, assegni sociali a falsi poveri, riscossione di pensioni di persone decedute, aziende che occupano in nero e lavoratori in cassa integrazione che lavorano”.

Per il Presidente dell’Istituto Antonio Mastrapasqua, intervistato dall’Ansa, “al vantaggio dei cittadini, che trovano una più solerte risposta alla loro domanda di giustizia, si aggiunge la diminuzione di oneri per la Pubblica Amministrazione. Meno liti, meno giudizi sfavorevoli. Questo sfata anche un luogo comune che vorrebbe i controlli e gli interventi a contrasto dell’illegalità come produttori di nuovo contenzioso per l’Inps. I dati di fine anno dimostrano il contrario: la maggiore efficienza nella scoperta di truffe e illeciti si accompagna a una diminuzione del contenzioso e a un incremento dei successi Inps in giudizio”.

Stando ai dati diffusi dall’Istituto, infatti, nel corso di 2010, 2011 e 2012 le cause civili promosse contro di esso hanno subito una diminuzione del 50%. I ricorsi ricevuti per il 1° grado di giudizio nel 2012 sono stati 155.000, in netta discesa dai 229.000 del 2011 e dai 316.000 del 2010. È continuata proficuamente la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate  e con la Guardia di Finanza.


 


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