Ormai ci siamo, dopo mesi di attesa, giorni fatti di ricorsi e appelli piene di speranze (per lo più accolte), dopo critiche e manifestazioni di dissenso lampanti, il concorso a cattedre il 17 dicembre vedrà la sua partenza ufficiale, infatti è fissata in questa data la prima turnata di prove che darà il via alla folla oceanica di 321.210 candidati a diventare uno degli 11.582 insegnanti di ruolo della scuola italiana.

Le modalità della prova preselettiva, ormai note da tempo, hanno destato subito perplessità, l’innovazione del test computer – based, ossia da svolgere integralmente davanti ad un pc, non ha entusiasmato i futuri docenti e nemmeno i sindacati perché, il tfa insegna, quando ci sono di mezzo i computer il caos spesso è una certezza. E così, purtroppo, è stato; infatti già all’ uscita della banca dati con le 3500 domande, che costituivano il bacino dal quale sarebbero state prelevate le 50 del test ufficiale, sono successi eventi poco chiari.

Le domande che dovevano essere top secret dopo appena due ore dalla loro pubblicazione erano già on line con un software che addirittura le correggeva e ne forniva la risposta esatta, la conseguenza era semplice ed immediata; il Ministero dell’Istruzione cambiava le carte in tavola e rivedeva le proprie regole, sino a li molto rigide per non favorire i più furbi, e rendeva noti i punteggi dei test di prova e quali domande fossero state compilate correttamente e quali no.


Questo avvenimento ha creato parecchio scompiglio, si è pensato ad una vendita sottobanco delle domande, ad un giro  di affari illegittimo, semplicemente che il test non si svolgesse in quella trasparenza e parità tanto professate dal ministro Profumo. La verità è che poi le domande, con annesse le soluzioni, hanno cominciato a circolare nella rete e i meno sprovveduti si recheranno a fare la prova preselettiva tenendo ben a memoria la maggior parte delle risposte corrette, e poiché sono sufficienti 35 risposte su 50, la missione non è proprio impossibile.

Se non bastasse già questo a dire quanto travagliata è stata la vita di questo concorso, senza contare la stranezza dei quesiti nei quali ci si può imbattere, ci si è messa anche Bruxelles a storcere il naso e a creare complicazioni; dopo la miriade di petizioni e ricorsi presentati dai docenti precari italiani, la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia proprio sui numeri esorbitanti dei lavoratori nella scuola con contratto a tempo determinato che, secondo la stessa Ragioneria dello Stato, sono oltre 130mila sul totale dei 260mila precari che lavorano per la pubblica amministrazione: un record assoluto poco onorevole.

Tra i 130 mila rientrano anche gli insegnanti con un solo giorno di supplenza, ma anche una folta schiera di docenti con numerose abilitazioni che vengono assunti a settembre e licenziati a giugno per molti anni consecutivamente. Questa gestione spietata degli organici contraddice la direttiva europea 1999/70 che disciplina anche alle pubbliche amministrazioni di assumere i lavoratori che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio in cinque anni.

Dunque il concorso, ormai alle porte, potrebbe apparire come un tentativo di regolarizzare una parte dei docenti precari, ma per i sindacati si tratta di una spesa inutile – la Cgil, infatti, parla di 120 milioni spesi dal ministero di viale Trastevere per organizzare il concorso – poiché sarebbe stato sufficiente fare assunzioni a tempo indeterminato in base a requisiti ormai conseguiti da tempo. Soltanto un terzo degli aspiranti docenti di ruolo possiede l’abilitazione all’insegnamento oppure realmente insegna, il resto dei candidati è costituito da persone con una età media di 38 anni che, in epoca di crisi, cercano un posto di lavoro sicuro.

Proprio per evitare che una situazione del genere si possa ripetere in futuro, l’insegnamento è una vocazione non una soluzione lavorativa di comodo, il ministro Profumo, a tal proposito, la scorsa settimana ha redatto un regolamento, non ancora in vigore, ma che sarebbe passato se il governo Monti non fosse caduto, e che avrebbe imposto nuovi concorsi con cadenza biennale alla condizione che coloro che avessero fallito una selezione non avrebbero potuto presentarsi a quella successiva.

Il regolamento, da subito, ha fatto registrare una grossa opposizione tra i docenti. “Sarebbe stato l’ultimo colpo di coda del ministro Profumo. Avrebbe anche vincolato i futuri governi a organizzare concorsi quando esistono decine di migliaia di precari storici in attesa di una cattedra ormai dovuta. In questo senso le dimissioni di Monti hanno scongiurato il peggio”, commentano nel sindacato di Susanna Camusso.

In tutto ciò non va dimenticato nemmeno il malumore di quei docenti a cui è stato affidato l’ingrato compito di costituire la commissione  dei test, è emerso infatti come siano sottopagati, circa due euro all’ ora, e come gli insegnanti stiano facendo a gara per sottrarsi all’ ennesima beffa dello Stato.

Altrettanto preoccupati, però, sembrano anche i candidati che parteciperanno, sul web la tensione e le perplessità sono palpabili; infatti il timore è che si possa ripetere “il pasticcio” occorso per il concorso dei dirigenti scolastici. L’Anief, uno dei sindacati più attivi nel fare ricorso contro il concorso, sul proprio sito ha già fornito la sua disponibilità a fare ricorso per coloro che verranno esclusi dal test preselettivo.

Se il buongiorno si vede dal mattino, per il concorsone di Profumo è notte fonda.


13 COMMENTI

  1. Fai bene ad essere orgoglioso !……Non mastica la matematica……….non parla una parola d’inglese……,mi spieghi come farà a superare le altre prove?Piuttosto ,pensa a vergognarti tu che pensavi che dopo il superamento della preselezione(che poteva essere anche fatta da ignoranti che hanno una buona memoria)tua moglie l’avrebbe fatta franca!
    Alle prossime!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. […] parte dei promossi ha un’età giovane e quindi è veramente in linea con l’idea del ministro Profumo di rinnovare gli organici dell’istruzione […]

  3. Che tristezza. Una banda di piagnoni. Invece di darvi da fare continuate a perdere il vostro tempo lamentandovi e piangendo.
    Questa è purtroppo la fotografia della nostra Italia. Non c’è speranza.
    Mia moglie ha 42 anni. Si è diplomata nel 1990. Non è laureata ed ha sempre avuto tante difficoltà in matematica. Non parla una parola di Inglese.
    Ha 3 figli, un marito ed una casa da mandare avanti. Lavora: insegna in una scuola elementare. Ovviamente è una precaria.
    Ha fatto il corso per 5 sabati, ha studiato tante notti e tanti week end, si è impegnata e ieri ha passato brillantemente la selezione. Se l’ha passata lei, potevano passarla tutti.
    Sono orgoglioso di lei. Volere è potere. E voi, provate a vergognarvi. Solo un po’.

  4. È una follia chiedere di conoscere una cosa in meno piuttosto che una in più, se il saper risolvere i test è un’abilità in più dovremmo desiderare che chi insegna possegga un vantaggio sugli altri.
    È una follia individuare le migliori università in quelle anglosassoni e poi non essere conseguenti e ostinarsi a non voler valutare anche altre soluzioni non alternative alle proprie.
    È una follia pretendere che per il pubblico valgano regole diverse dal privato dove una quota di lavoro a tempo determinato è la norma e le selezioni sono multilivello.Se è il merito che si cerca non è certo mettere in coda le persone il metodo da auspicare ma criteri oggettivi.Se si propugna la difesa dello status quo non avverranno mai cambiamenti.
    Io propongo una scaletta di Università, ssis trasformato in dottorato e periodo limitato di precariato affiancato a docenti part time prepensionandi.

  5. Io ho conseguito una laurea sociologica e non ho avuto nessuna difficoltà nè con i quesiti di logica nè con quelli di informatica…..conosco bene l’inglese….si tratta di un problema di competenze: si sono presentati al concorso persone con le lauree dell’ante-guerra…che speravano di fare????Spero vadano avanti i migliori, che non sono necessariamente i precari decennali….

  6. […] ha superato con successo il test preselettivo. L’unico a dirsi soddisfatto è stato il ministro Profumo “la pubblica amministrazione ha dato una grande prova. L’Italia è pronta, ha bisogno […]

  7. Sono veramente stupito. Le domande del test all’80% sono banali; posso capire che magari chi abbia seguito studi umanistici e per anni non abbia “masticato” matematica potesse aver riscontrato qualche difficoltà, tuttavia fare almeno 35 su 50 sembra piuttosto semplice…. eppure solo 1 su 3 è riuscito a passare…. povera Italia!
    Figurarsi se non avessero reso pubbliche in anticipo le 3500 domande… :O

  8. Va bene tutto ma come puoi selezionare insegnanti se non gli fai le domande anche le piu strane su questioni dello studio ovvero umanistiche!

  9. Un insegnante di qualsiasi disciplina PUO’, con impegno e preparazione, essere in grado di prepararsi per i test proposti dal Ministero. Io credo che i punti che suscitano disappunto (mi si perdoni il gioco di parole) siano un altri:
    1) Quanto questi test costituiscano davvero un pre-requisito all’insegnamento;
    2) Se questi test costituiscono effettivamente un pre-requisito all’insegnamento, allora fateli fare anche a TUTTI gli insegnanti di ruolo;
    3) Quanto il concorso, così come è strutturato, possa selezionare e premiare davvero il merito svincolandosi dalla logica della raccomandazione e delle conoscenze.
    4) ci sono già decine e decine di migliaia di precari formatisi secondo gli standard che il Ministero aveva individuato come formativi e selettivi: le Università, SSIS, l’esperienza maturata sul campo.

    ecc, ecc.

    Se il Ministero aveva in mente di selezionare insegnanti preparati, giovani e motivati, NON è questo il modo. Se la logica era quella di cercare di piazzare con un “posto fisso” buona parte dei dottorati senza sbocchi in Università, beh, allora… questo è un ottimo modo…

  10. abbiamo visto alcuni test e le risposte somno sbagliate, abbiamo vistoaltri test che non sono risolvibili sappiamo che un prof di lettere non può risolvere teste matematici e viceversa per i test di comprensioe linguistica.
    senza dilungarmi i test sono buoni soltanto per essere inseriti nelle riviste di parole crociate etc. che possono essere dedicati ai dirigenti ministeriali .

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