Il Consiglio di Stato ha promosso con non poche riserve il regolamento sull’Imu agli enti non commerciali emanato dal ministero dell’Economia. Tra i soggetti interessati al provvedimento esaminato, figura naturalmente anche la Chiesa.

Ora, però, il lavoro del governo è tutt’altro che finito: come si evince dal testo del parere, ora il governo dovrà riscrivere la parte del regolamento che identifica le cosiddette “attività miste”.

Si tratta, in sostanza, di ridefinire i parametri di calcolo degli immobili appartenenti a enti no profit ed ecclesiastici in cui si svolgono funzioni che, anche se in parte, possono competere sul mercato con eventuali concorrenti.


A essere investite di questo status sono le strutture in campo sanitario, come ospedali, cliniche e ambulatori, più quelle affini all’ambito scolastico e ricettivo, come i pensionati e i refettori.

C’è poi la questione degli importi Imu simbolici, che il governo ha introdotto per quegli enti non votati per statuto a redistribuire gli utili tra i soci. Una linea bocciata da Palazzo Spada, che ha invitato il governo a seguire la legislazione comunitaria, tenendo conto anche della vertenza aperta dalla Commissione europea sull’adozione di eventuali aiuti di Stato.

Leggi il parere del Consiglio di Stato sull’Imu alla Chiesa e agli enti no profit


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