Nel ’99, ossia l’ultimo anno prima del 2012 in cui c’è stato un concorso per le immissioni in ruolo, o presunte tali, nella scuola, la situazione era molto diversa da oggi, molto più umana per così dire; c’erano le penne, i fogli protocollo, uno di bella uno di brutta per appunti, pensieri e intuizioni, c’era il tema, l’emblema dell’elaborato creativo di un essere umano. A distanza di 13 anni è cambiato tutto, ci sono telefoni cellulari che sono veri e propri micro pc, non si copia più utilizzando i bigliettini ma consultando google mentre si finge di stare in bagno né si ha più bisogno di fogli protocollo di bella o di brutta perché ora è tutto computerizzato, persino il test preselettivo che si sostiene per il prossimo concorso.

In aula ci saranno solo gli studenti e i monitor, scordatevi le penne, gli scarabocchi, le calcolatrici, ma soprattutto scordatevi il tema; ciò che resta del concorso del ’99, oltre all’antiquato bando, è il nome, concorso per l’appunto, per il resto è tutto informatizzato, rigorosamente cronometrato e protetto da passwrod, tutto immediato e talmente impersonale da non sembrare vero. E’ frutto del progresso direte voi, in realtà è frutto di un modo di pensare delle istituzioni che è cambiato radicalmente nell’ultimo decennio, è la volontà di avere schiere di docenti simili ed intercambiabili, competenti di tutto ed esperti in niente che, proprio come un piccolo esercito, di fronte ad un pc sono in grado di dialogare perfettamente con la macchina perché esperti di logica, informatica e calcoli. 

E il dialogo, il rapporto umano con gli studenti? Poco importa, l’importante è che l’insegnante sappia capire un testo, lo dice il ministro dell’istruzione Profumo, dunque c’è da credergli. In una scuola che, a livello burocratico, si adegua così velocemente alle nuove tecnologie, al nuovo pensiero formativo del governo, non poteva essere da meno la popolazione studentesca che, smessi i libri, consulta per studiare wikipedia, youtube o qualsiasi altra piattaforma fornisca informazioni rapide e di facile consumo.


Ecco perché la casa editrice Maggioli non può essere da meno e propone una soluzione intelligente e rapida per prepararsi alla prova preselettiva del concorso.  Sono infatti disponibili le App per sistema operativo Android e iOSgrazie alle quali prepararsi al test del concorso diventa semplice e divertente; senza alcun bisogno di essere connessi ad internet, infatti, è possibile sostenere batterie di test ovunque vi troviate per tenervi in costante allenamento.

Il vantaggio di poter fare test liberamente e di avere le risposte sempre a portata di mano non è però il benefit principale, infatti, come ha reso noto il ministero, a 20 giorni dalla prova preselettiva la banca dati del Miur, il ministero dell’istruzione, verrà resa accessibile a tutti. L’App del concorso a cattedre vi consentirà di accedere a questa banca dati facilmente mettendovi così a disposizione quesiti sempre aggiornati ma soprattutto ufficiali, di modo che l’approssimazione del vostro test sia la più reale possibile.

Se i tempi cambiano, anche le persone cambiano, inutile abbandonarsi alla nostalgia, l’uomo è l’animale che per definizione si adatta meglio ad ogni contesto quindi a tutti quei 160.000 futuri docenti che vogliono vincere il concorso, che vogliono essere fra quegli 11.542 “eletti” ad avere il posto fisso, consigliamo di usare ogni mezzo possibile per essere preparati, perché il tempo e denaro, o se preferite, quesiti ministeriali a cui rispondere.


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