Notai sulle barricate contro la spending review. Alla X Conferenza di Cassa Forense, svoltasi lo scorso weekend a Roma, è salita forte la protesta della categoria professionale, che si è scagliata contro le misure inserite nel decreto sulla revisione di spesa, in particolare per quanto previsto in termini di versamenti allo Stato. Una presa di posizione che si è già tradotta nella costituzione di una riserva fondi interna che non verrà scalfita dalle richieste dello Stato.

Un grido di rabbia che è arrivato anche all’Adepp, l’ente che riunisce le casse previdenziali, da cui, in rappresentanza di tutte le categorie di professionisti, è stato deciso, mertedì, di ricorrere speditamente alla magistratura.

A confermare l’alzata di scudi dei notai, è stato il presidente della Cassa del notariato in persona, Paolo Pedrazzoli, che ha spiegato come le norme che in decreto spending review che introducono  “il risparmio del 5% sui consumi intermedi del 2012 da versare allo Stato sono un prelievo forzoso”. Una presa di posizione che introduce alla linea dura dell’istituto di previdenza dei notai sulla materia: “Come ente, noi non verseremo un euro finché non sarà accertata, dalla Corte costituzionale, la legittimità di questa legge”.


La questione, di recente, è approdata anche dinanzi alla Corte europea, a seguito di un’impugnazione proprio da parte di alcuni professionisti che si sono rivolti alla giustizia comuitaria per vedere cancellata la disposizione introdotta nella riforma Fornero sulla sostenibilità a 50 anni delle casse previdenziali, misura poi affinata con la spending review. 

Ciò che resta ancora dominante, però, è l’incertezza sull’entità della somma complessiva che la Cassa si troverà costretta a versare. A paragone, si possono trovare 200 milioni da parte dei Consulenti del lavoro, 550 dai ragionieri, 500 dai geometri, ma sui notai restano ancora molti dubbi, non chiariti dalla relativa circolare emessa dal ministero dell’Economia lo scorso 7 settembre.

A conti fatti sulle previdenze degli altri professionisti, comunque, la novità sarebbe un bel macigno anche per la previdenza dei notai, che si vedrebbero probabilmente costretti a elargire alle casse statali parecchi milioni di euro come i corrispettivi di differenti categorie professionali.

In seguito alla decisione di ricorrere direttamente alla magistratura, invece, l’Adepp ha motivato la sua linea affermando: “Il provvedimento è incongruente e inapplicabile poiché non solo prevede il versamento di somme che andrebbero ad intaccare i montanti contributivi, sottraendo risorse destinabili solo agli iscritti e ai servizi a loro diretti, ma lede l’autonomia gestionale, organizzativa e contabile delle Casse”.

 

Leggi il testo della circolare del Ministero dell’Economia .28 del 7 settembre 2012


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