Domani è il gran giorno, almeno per i 160.000 candidati al concorso indetto dal ministro dell’istruzione Francesco Profumo, domani uscirà questo sospirato bando di concorso ufficiale che svelerà tutto quello che c’è da sapere sul concorso, con ogni probabilità, più chiacchierato della recente storia contemporanea italiana.

Da quando il Miur, il ministero dell’istruzione, ha reso noto che ci sarebbe stato il concorso per erogare 11.892 (sono 350 in meno in realtà) il fermento intorno a questo evento è stato crescente, molti hanno creduto al miracolo, quanto meno in un primo tempo, poi però hanno cominciato a circolare le prime indiscrezioni, la verità lentamente è venuta a galla cancellando a poco a poco ogni sorriso, disvelando l’ennesima beffa per i cittadini.

Un concorso strutturato sul turn over di insegnanti che ci sarebbe stato comunque a prescindere, dilazionato in 3 anni, solo per abilitati o per tutti coloro che rientrano in quella schiera che vanta un titolo di studi preso entro e non oltre il 2002 o che si può attaccare ad un qualsivoglia cavillo della norma per poter dire “ho facoltà di partecipare”.


Perché queste non restino semplicemente congetture e la situazione possa essere chiara a tutti, ci siamo rivolti a chi davanti al ministro ci è andato, o almeno ci voleva andare, per avviare quel dialogo necessario alla costituzione di un provvedimento per il riordino degli organici nella scuola mirato e funzionale alla struttura. Abbiamo intervistato Anna Fedeli, segretaria nazionale della Flc – Cgil, che ci ha spiegato come il ministro non abbia mai cercato il dialogo e abbia deciso in totale autonomia rispetto alle parti politiche e sociali. Qui di seguito in esclusiva per leggioggi l’intervista che spiega cosa dobbiamo aspettarci dal concorso di Profumo.

 

Il concorso della scuola indetto dal ministro Profumo costerà allo stato oltre 1 milione di euro, secondo lei in che misura saranno i cittadini ad ammortizzare i costi e soprattutto quanto contribuiranno i candidati che si presenteranno a sostenere la prova?

La FLC CGIL sta conducendo una battaglia contro l’uscita del bando di concorso e i costi sono una delle motivazioni di questa opposizione.  Il concorso costerà unicamente ai cittadini e sarà un costo inutile, perché i posti  previsti sono esigui, a fronte di una mancata riorganizzazione degli organici delle scuole, inadeguati nel numero e nella stabilità necessaria a dare continuità ai piani dell’offerta formativa.

La via telematica per avere una prima scrematura di quel nucleo di 160.000 aspiranti docenti è la soluzione migliore? Non rischia di essere una scelta frettolosa che, vista la ristrettezza dei tempi, porrebbe sacrificare alla praticità, se praticità ce ne è, la qualità delle correzioni?

La via telematica è offensiva per la preparazione degli aspiranti al concorso e non si coniuga con quel famoso merito di cui tanto si parla. E’ mortificante per la professionalità a cui quel concorso dovrebbe dare sbocco e che è garantita dalla Costituzione nella sua libertà.

Del Tfa non si parla più, ma a ben guardare i risultati provenienti dalla seconda prova, la strage di studenti è continuata su livelli inaccettabili, secondo lei, viste le analogie di strutturazione fra il concorso e il Tfa c’è la possibilità di un disastroso bis o sono state prese delle contromisure necessarie perché ciò non avvenga?

E’ possibile pensare che ancora una volta la fretta sarà cattiva consigliera e questa fretta non depone per una visione oggettiva di quel concorso che “profuma” di mandato elettorale più che di buone intenzioni.

Uno degli elementi su cui si è dibattutto maggiormente è stata l’abilitazione e la necessità di averla per poter partecipare al concorso. Il concorso è strutturato sulla normativa vigente,e quindi prevede l’abilitazione come requisito d’accesso, non sarebbe stato il caso di riformare prima la normativa e poi realizzare il concorso?

La FLC CGIL ha più volte chiesto un tavolo di confronto sui temi del reclutamento per dar seguito alla direttiva Fioroni del 2007. Quel tavolo non si è mai aperto e si è preferito bandire un concorso per docenti che hanno già fatto un concorso e per questo sono abilitati. Ma se questo concorso si farà bisogna stare attenti alle deroghe previste dalla normativa per chi si è laureato o diplomato entro il 2002. In tempo di crisi occupazionale da quel versante potrebbe venire una sorpresa in termini di numeri di aspiranti.

I posti proposti dal Ministro Profumo sono da considerarsi una illusione per certi versi, non solo perché sono meno del previsto ma perché verranno spalmati in un arco di tempo che non era stato reso noto da principio, questo come influirà sulle carriere dei vincitori del concorso? Sono tutelati nel periodo di “vacanza” dall’insegnamento? 

Il numero dei posti fa parte dello scandalo di questo concorso e denunciano come la Riforma delle Pensioni incida drammaticamente sul turn over, depotenziando quel ricambio generazionale tanto sbandierato dal ministro. Naturalmente  nei tempi di attesa dei vincitori per avere la cattedra l’unica possibilità di lavorare saranno solo le supplenze.


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2 COMMENTI

  1. […] La Flc – Cgil torna invece sulla questione dei titoli, e lo fa nello specifico ponendo l’accento sul fatto che la sezione  per dichiarare i titoli valutabili non è ancora attiva; il Ministero, tramite una semplice faq, ha reso noto che sarà attivata più avanti senza però chiarire con precisione quando. Questa comunicazione però fa sorgere un problema non da poco, il bando prevede infatti che la dichiarazione dei titoli valutabili sia da presentare contestualmente alla domanda e non dopo.  […]

  2. Sinceramente credo che i Sindacati, tutti, non hanno mai fatto abbastanza per i precari della scuola. Ma diciamola tutta! I docenti in primis non hanno mai difeso veramente i propri diritti, non hanno mai preso in mano la situazione. Al di là dell’appartenenza sindacale, in questa ed altre occasioni simili, bisognava mobilitarci tutti in massa. Siamo un esercito! Non so cosa aspettiamo!

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