Il 24 settembre ormai non è più solamente il giorno nel quale verrà reso pubblico, e quindi ufficiale, il bando ministeriale per il concorso della scuola indetto dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ma, con ogni probabilità, sarà la data in cui tutte le polemiche riguardo a questo provvedimento cesseranno per ricominciare l’indomani visto che quasi certamente tanti saranno quelli fatti felici dal concorso ma altrettanti quelli che scontenterà.

In un affollarsi costante di notizie più o meno ufficiali, di voci di corridoio e indiscrezioni carpite nei pressi delle stanze dei bottoni dell’istruzione italiana cerchiamo di fare chiarezza su un punto di sicuro interesse; l’abilitazione e il suo ottenimento. Una volta, quando la scuola non aveva subito le mutazioni, praticamente transgeniche, dei vari ministri Moratti, Fioroni, Gelmini e dulcis in fundo Profumo, la pratica concorsuale prevedeva, per legge, che bastasse superarla, non vincerla, per ottenere l’idoneità all’insegnamento e quindi la relativa abilitazione.

Oggi, invece, dove le complicazioni sembrano necessarie per scindere meritevoli da furbi, non basterà fare il proprio dovere al concorsone per la scuola, ma bisognerà fare di più, bisognerà quindi essere fra i migliori e vincerlo, poiché senza la vittoria di questa prova non si ottiene nulla se non una idoneità che poco serve alla finalità di insegnare, visto che l’abilitazione è e resta il discrimine principale per ottenere un qualsivoglia incarico di ruolo nella scuola pubblica così come in quella privata.


Dunque se il concorso non dovesse andare più che bene, se vi riuscirà solo di ottenere l’idoneità non ci sarà nessuna accelerazione della carriera, nessuna corsia preferenziale, come ama definire il ministro la sua creatura concorsuale, la conseguenza dell’ottenimento della semplice idoneità è palese; il girone dantesco dell’istruzione italiana, il Tfa. E’ nel Tfa, allora, che l’idoneità troverebbe il proprio compimento, è qui che consente di cominciare quel lungo e tortuoso iter che supponiamo la maggior parte degli insegnanti voglia risparmiarsi visto l’andamento delle prime prove del Tirocinio Formativo Attivo, senza contare inoltre lo sforzo economico che richiede e l’impegno temporale che tiene impegnati per un anno.

Qui di seguito riportiamo gli articoli del decreto che regolamento legislativamente il raggiungimento dell’abilitazione.

Il Decreto Interministeriale 460/98 stabilisce infatti all’art. 5“Per i candidati di cui agli articoli 2 e 4, ammessi a partecipare ai concorsi senza il possesso del titolo di abilitazione, la vincita del concorso e la conseguente nomina a tempo indeterminato conferiscono anche il titolo di abilitazione all’insegnamento”.I candidati di cui agli articoli 2 e 4 sono per l’appunto i candidati che accedono al concorso pur non in possesso dell’abilitazione.art. 2 Possono partecipare ai concorsi a cattedre di cui all’art. 1, anche in mancanza di abilitazione, coloro che alla data dell’entrata in vigore del presente decreto siano già in possesso di un titolo di laurea, ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le accademie di belle arti e gli istituti superiori per le industrie artistiche, i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, gli ISEF, che alla data stessa consentano l’ammissione al concorso.Possono altresì partecipare ai concorsi di cui all’art. 1 coloro che conseguano la laurea entro gli anni accademici 2001-2002, 2002-2003 e 2003-2004 se si tratta di corso di studi di durata rispettivamente quadriennale, quinquennale ed esaennale e coloro che conseguano i diplomi indicati nel comma 1 entro l’anno in cui si conclude il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall’anno accademico 1998-1999.

art. 4 Fino a quando in una classe di concorso non vi sarà una sufficiente disponibilità di abilitati per un adeguato reclutamento, è ammessa la partecipazione al relativo concorso di candidati anche non abilitati. A tal fine se il numero di domande presentate per una classe di concorso a cattedre, per titoli ed esami, risulti inferiore al triplo rispetto alla previsione dei posti da conferire alle nomine nel periodo di vigenza delle graduatorie del concorso, i termini per la presentazione delle domande vengono riaperti ammettendo al concorso stesso anche gli aspiranti privi di abilitazione, purché in possesso di una laurea che consenta l’accesso all’abilitazione corrispondente.

 

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteCodice processo amministrativo, in Gazzetta il testo del D.Lgs. correttivo n. 160
Articolo successivoUn medico può farsi pubblicità tramite un volantino?

6 COMMENTI

  1. salve,
    io ho conseguito il diploma di maturità nel 2001 al liceo socio psico pedagogico.
    Volevo sapere se posso o meno partecipare al grande concorso.
    Grazie

  2. salve,
    io ho conseguito nel 2001 il diploma al liceo socio psico pedagogico.Ho fatto normalmente i 5 anni e poi nn ho più fatto niente.Posso o non posso partecipare a questo concorso?
    grazie

  3. Sono un’insegnante che ha conseguito, con ottimi risultati, nel Concorso del 2000, l’abilitazione all’insegnamento sia nella scuola dell’infanzia, che nella scuola primaria ove ho anche l’abilitazione all’insegnamento dell’inglese. Siccome ormai ho abbandonato le speranze di riuscire ad entrare nella scuola, e poco seguo tutte le vicende inerenti, vorrei capire un pò di cose: il concorso è per chi è già abilitato o consente a chi non lo è di abilitarsi? Se non si partecipa cosa succede? Che fine faranno le vecchie graduatorie? Come è strutturato questo concorso, si faranno solo i test o è prevista anche una prova orale?
    Io penso che nel periodo di crisi che stiamo vivendo bandire un altro concorso per la scuola è solo un enorme dispendio di denaro pubblico, e anche privato perchè, chi come me ha questa aspirazione farà di tutto per prepararsi anche togliendo denaro alla propria famiglia, avendo speso già una bella somma per la preparazione al Concorso del 2000. Avendo poi allungato l’età pensionabile quando entreranno i giovani e coloro che, come me a 40 anni, sono ormai da 12 anni in graduatoria?Perchè non predispongono dei test attitudinali per gli insegnanti di ruolo sia nella scola dell’infanzia che nella primaria? A mio avviso ce ne sono molte stressate, esaurite e incompetenti che non hanno la consapevolezza di lavorare con una materia prima speciale: i bambini. E non fanno altro che strillare invece di dialogare con loro e entrare nel loro mondo? Chissà cosa succederà staremo a vedere. Di sicuro presidi e direttori didattici si riempiranno di nuovo le tasche, visto che sono già partiti alla ricerca di aspiranti partecipanti al concorso per prepararli !!!!!!

  4. Se ho ben capito, potranno partecipare al Maxi-Concorso anche coloro in possesso di una laurea vecchio ordinamento conseguita entro l’anno accademico 2003-2004, anche se non in possesso di abilitazione. Correggetemi se sono in errore.
    Se così fosse sarebbe fortemente discriminatorio e lesivo nei confronti di quei professionisti che oltre la laurea hanno conseguito anche l’abilitazione, investendo testa, tempo e denaro!
    E cosa ne sarà fra due anni delle attuali Graduatorie ad Esaurimento in vigore fino al 2014? Svaniranno nell’oblio per essere sostituite dalla nuova procedura di reclutamento del personale docente?
    E soprattutto cosa ne sarà di quei docenti precari che non riusciranno a superare il Maxi-Concorso? Anch’essi finiranno nel dimenticatorio?
    A tal proposito vorrei ricordare che le Graduatorie ad Esaurimento, inizialmente chiamate Graduatorie Permanenti, sono nate in seguito al Concorso del 1999-2000 con lo scopo di immettere in ruolo, in tempi ragionevoli (sono passati ben 12 anni!) quei docenti che avevano conseguito l’abilitazione all’insegnamento mediante procedura concorsuale, ma che poi sono state più volte “aperte” per inserire nuovo personale docente abilitato attraverso corsi di abilitazione universitari per la Scuola Secondaria e personale docente abilitato attraverso il conseguimento della Laurea in Scienze della Formazione Primaria o addirittura attraverso corsi regionali abilitanti per la Scuola dell’Infanzia e Primaria.
    Insomma una vera macchina in grado di creare un’enorme quantità di docenti precari che da anni sperano nel “Miracolo”, ossia la tanto agoniata Immissione in Ruolo!
    I vari governi (la lettera minuscola è voluta) che si sono succeduti in questi anni sono stati in grado solo di “vendere illusioni” e di stravolgere continuamente la Scuola Italiana esclusivamente per scopi economici mascherati da mere motivazioni pedagogiche. Volete un esempio? I tagli al personale docente e al personale a.t.a, prodotti dalla Riforma Gelmini. Mi sono sempre chiesta quanto se ne intendesse di Pedagogia l’ex-ministro dell’Istruzione Gelmini. D’altronde la figura del Pedagogista in Italia non è ancora istituzionalizzata! Ma non c’è da stupirsi nel paese dei Paradossi!
    E sinceramente credo che il Maxi-Concorso rientri in questo losco sistema! Qualcuno ha detto che sarà questa un’operazione di almeno 120 milioni di euro.
    Infine vorrei soffermarmi sui quesiti che saranno oggetto del Maxi-Concorso. Personalmente prima di sottoporre tali test ai circa 200 mila aspiranti docenti, li sottoporrei primo fra tutti al Ministro Profumo, poi a tutti coloro che hanno lavorato a questa “operazione” e ai Parlamentari ed infine agli attuali docenti idi ruolo che si sentono, come si suol dire, in una “botte di ferro”!

  5. […] esserci una svolta clamorosa per quanto riguarda il concorso della scuola indetto da Francesco Profumo Ministro dell’Istruzione; è emerso, infatti, dall’incontro […]

  6. Vorrei sapere come fare per presentare la domanda di partecipazione al concorso.Se bisogna mandarla on line oppure cartacea e ovviamente a quale indirizzo.
    Grazie

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here