Com’era prevedibile, imperversano i ricorsi sulle prove del TFA.

Il 31 agosto scorso la Sezione Terza Bis dell Tar del Lazio con una decina di decreti ha accolto alcuni ricorsi patrocinati da Adida (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare), ammettendo con riserva i ricorrenti alle prova scritta svoltasi il 5/6 settembre scorso. Il Tar ha negli stessi decreti fissato l’esame collegiale dell’istanza cautelare per il 26.9.2012.

Finalmente il TAR ha preso posizione sui TFA e ne ha censurato le impostazioni e le modalità”, affermano i legali dell’associazione.


Le censure mosse dai ricorrenti lamentavano “un concorso con 25 domande annullate su 60, con quiz che neanche in una trasmissione televisiva avrebbero proposto”. Ma non solo. L’Adida accusa anche il Miur di aver leso il diritto di difesa degli insegnanti, contro un concorso chiaramente illegittimo, per aver convalidato le prove preselettive ad agosto anticipando le prove scritte ai primi di settembre. “Così vengono selezionati gli insegnanti? Così si vorrebbe dare ‘l’abilitazione’ a precari storici della scuola che da anni mandano avanti il servizio scolastico nazionale?”, si chiedono i rappresentanti dell’associazione.

Nel ricorso l’Adida sostiene a gran voce l’annullamento del concorso: “Il Legislatore deve prendere contezza e risolvere il problema dei precari della scuola. E’ per questo che Adida chiede un tavolo politico e tecnico sulla questione”.

Secondo i ricorrenti, i posti messi a concorso sarebbero ancora vuoti, e ci sarebbero delle università e dei corsi in cui neanche una persona si è collocata in posizione utile.

In un comunicato stampa diffuso dall’associazione qualche giorno fa, l’Adida annuncia che continuerà con i suoi ricorsi in tutte le competenti sedi “a denunciare un concorso illegittimo e falsato nel merito poiché gli insegnanti che lavorano nella scuola da anni hanno diritto all’abilitazione e alla stabilizzazione”. E che inoltre ha già dato mandato ai propri legali “di depositare un atto di querela per denunciare gli imbrogli verificatisi durante le prove di accesso al Tirocinio Formativo Attivo, nonché le irregolarità che hanno lastricato l’approvazione del decreto 249/2010 con cui sono stati istituiti i tirocini”.

I legali dell’associazione precisano anche che queste vittorie hanno segnato un punto a favore anche di tutti i ricorrenti inseriti nel ricorso collettivo avviato nel 2011. “Il Presidente del Tar Lazio ha infatti espresso un orientamento di cui i magistrati della sez. III bis non potranno non tenerne conto e che la posizione di questi soggetti ne esce notevolmente rinforzata“, affermano.

La polemica, nata tra i banchi delle università e passata per le aule di giustizia, approda anche in Parlamento.

La Sen. Adriana Poli Bortone ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione parlamentare nella quale si ripercorre l’iter del test TFA e si chiede al Ministro l’insediamento di una Commissione di saggi che valuti in maniera pedagogicamente corretta tutte le domande dei vari test ricreando le condizioni per un percorso giuridicamente legittimo e coerente con i programmi di insegnamento o in subordine far sostener prove suppletive ai non ammessi o ammettere alle prove scritte tutti i candidati.


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2 COMMENTI

  1. […] potrebbero essere valutati in aula come inadeguati alla procedura di selezione. Insomma, dopo il Tfa e l’imminente concorso a cattedre, anche i bandi universitari procurano al ministro Francesco […]

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