L’attesa per nuovi concorsi è durata tredici anni, ma d’ora in avanti pare che la scuola da simbolo della precarietà sia destinata a trasformarsi in un approdo lavorativo sicuro e aperto con regolarità ai nuovi entranti. Una favola? No, secondo il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che rispedisce al mittente le critiche degli ultimi giorni confermando come, dopo il primo concorso la cui indizione è in calendario per il 24 settembre, si svolgerà già un “replay” a inizio 2013. A ruota, verrà poi emanato un bando ogni biennio.

Niente di più gradito, nelle intenzioni. Ma le remore, tra gli addetti e aspiranti ai lavori, si sprecano, in primis sul capitolo precari. A questo proposito, il ministro ha precisato come le finalità del nuovo regime occupazionale delle cattedre derivi in prima analisi proprio dalla sfoltimento delle liste di attesa, elenchi di instabilità lavorativa e terra di mezzo per migliaia e migliaia di precari. “Non ci saranno nuove graduatorie dai concorsi che stiamo per bandire. Questi concorsi avranno un numero di vincitori pari al numero di posti messi a concorso”.

Insomma, il precariato nella scuola avrebbe i giorni contati, almeno a sentire le parole del ministro Profumo. Ma chi tribola da anni tra incarichi a tempo, periodi di pausa e supplenze, che fine farà? “Nessuno ha mai detto di voler cancellare le attuali graduatorie – fa scudo il ministro – che, finché non saranno esaurite, resteranno”. Dunque, la riserva di precari non sparirà, ma si può “scaldare” per farsi largo tra i prof in cerca di cattedra che tenteranno la “cura Profumo”.


Per i primi tempi, negli auspici del dicastero il turnover scolastico si svolgerà sul doppio binario del ripescaggio dalle graduatorie e dei nuovi posti messi a bando di concorso. Ciò a cui si punta con la riorganizzazione delle piante scolastiche, è di raggiungere “l’obiettivo di creare un processo e una tempistica che ci consenta nel tempo – ha sottolineato il “deus ex machina” del concorso scolastico – di avere una regolarità nel reclutamento”.

Per i “dannati” delle graduatorie, ha confermato poi Profumo, non ci sarà infatti alcuna preclusione per l’accesso al concorso: “Avranno un’opportunità in più”.  E su quali saranno i posti in palio nel primo bando, Profumo ha chiarito che “essi riguarderanno le classi in cui non ci sono più persone in graduatoria”. Dalle parti del ministero si sta mettendo a punto in questi giorni uno screening delle categorie d’insegnamento, per capire quali discipline sarebbero più a corto di docenti.

Per chi ha avuto modo di vivere e lavorare nel modo della scuola negli ultimi anni, insomma, quella anunciata non può che essere una rivoluzione. Ma le perplessità, per chi ha svolto o seguito, di recente, lo svolgimento di concorsi come quello sui presidi – bloccato dal Consiglio di Stato – o il quizzone del Tirocinio formativo attivo, restano. Tra domande sbagliate, prove da rifare e polemiche al vetriolo, i precedenti non lasciano ben sperare. Non hanno mancato di metterlo in luce i sindacati, sul piede di guerra ormai da mesi contro le figuracce del ministero.

Il maxi-concorso è atteso da 13 anni e sarà probabilmente uno dei banchi di prova più importanti per il governo Monti. In gioco, stavolta, non c’è soltanto la credibilità di un ministro, ma quella di un intero sistema educativo e, da ultimo, istituzionale.

Leggi l’approfondimento sul concorso cattedre 2012: come si svolge e cosa fare per superarlo

 


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1 COOMENTO

  1. Ma siamo sicuri che sia competenza di un governo tecnico pro tempore la questione del reclutamento nella scuola? o è meglio attendere un governo legittimato dal voto?
    Cosa ne pensate?

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