Dopo le numerose polemiche e i cori di protesta levatisi contro il maxi concorso indetto dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo è bene considerare nello specifico in cosa consisterà tecnicamente il test a cui è stato affidato il compito di effettuare una prima scrematura di quei 150.000 – 200.000 (almeno) candidati che ci si cimenteranno.

Come accaduto per i test preselettivi realizzati per il Tfa si tratterà di una prova a risposte multiple, con una sola risposta corretta su quattro, da esaudire in un tempo breve, una plausibile media di 2 -3 minuti a domanda,  e che garantirà l’accesso alle fasi concorsuali successive solo se si totalizzerà almeno il solito 70% circa di risposte esatte. La differenza principale rispetto al Tfa è che però il test preselettivo sarò uno unico, valido trasversalmente per tutte le classi di concorso, quindi non più un quiz ad hoc per ciascuna classe ma un test che racchiuda quel know – how di conoscenze che il ministro ha designato come necessarie per gli insegnanti del futuro.

Con ogni probabilità, quindi, le tematiche principali su cui verterà la prova sono quelle elencate in un intervista all’Avvenire dallo stesso ministro Profumo, secondo cui l’insegnante deve essere una “persona in grado di mantenere un filo logico”  nei suoi interventi, che sia capace di “interpretare un testo“, che abbia inoltre “competenze di tipo informatico” e di tipo “linguistico“. Dunque, è piuttosto verosimile che il test destinato a scremare la nutrita schiera di candidati preveda domande di logica, di comprensione, di informatica e con ogni probabilità padronanza di una o più lingue straniere.


Una prova certamente complicata senza la giusta preparazione è per questo che segnaliamo il manuale edito proprio oggi da Maggioli Editore intitolato“I test per la prova preselettiva”. Una guida irrinunciabile per chi voglia allenare la propria mente alla risoluzione dei quesiti che probabilmente costituiranno il modello di riferimento per la prova ministeriale, un testo eccellente dunque che non solo propone un numeroso campo di quesiti, fornendo così un significativo ventaglio di esempi ma che, di più, propone una serie di preziosi consigli su come approcciare la prova ministeriale e procedere alla risoluzione delle domande.

In questo genere di prove, non è solo sufficiente essere preparati culturalmente, ma esistono tutta una serie di tecniche comprovate che, in caso di difficoltà, possono soccorrere il candidato che mediante procedimenti logici è in grado di approdare all‘alternativa esatta; la guida Maggioli ai test preselettivi si propone proprio di consegnare ai candidati quelle chiavi che consentiranno loro di aprire le serrature del maxi concorso. 


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2 COMMENTI

  1. […] stesso ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, nei giorni scorsi, lo ha ribadito con forza: l’insegnante tipo che uscirà dal concorso a cattedre sarà “in grado di mantenere un […]

  2. il solito calderone,da dove dovrebbero uscire, i genietti, del ventunesimo secolo.
    Credo che ancora non hanno chiaro il concetto, di cosa vuol dire insegnare.
    Dopo la famiglia c’è la scuola, a buon intenditor poche parole.
    perchè non facciamo un test di cultura generale ai nostri politici, quanti ne rimarrebbero impiedi?.
    E’ pensare che hanno la pretesa di guidare una Nazione.
    buona fortuna ITALIA.

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