Iniziano a diradarsi le nubi sul piano crescita del governo e l’orizzonte è zeppo di novità per le nuove imprese e, di riflesso, per gli imprenditori di domani. La leva su cui il governo poggia per sospingere lo sviluppo, dopo i grandi sforzi dei tagli antispread, sarà dunque quella dell’innovazione, materiale e burocratica per le aziende italiane, con un principio di quella che potrebbe essere la “rivoluzione digitale” dell’economia italiana. Una strada su cui non potrà non accodarsi anche la pubblica amministrazione.

Rifacendosi alle linee guida diramate dal documento “Obiettivo crescita – L’agenda del governo“, il nuovo decreto crescita conterrà una profonda iniezione di novità verso le imprese di nuova costituzione, con la duplice finalità di portare a compimento gli obiettivi fissati a livello europeo in fatto di ammodernamento digitale e di dare una risposta compiuta all’esigenza di semplificazione burocratica.

Il primo stralcio del decreto potrebbe andare in Consiglio dei ministri già venerdì, una sola settimana dopo la ripresa dei lavori per l’esecutivo e alla vigilia della riapertura delle aule parlamentari. Se così sarà, dai vari dicasteri dovrebbe arrivare il via libera alle misure per la nuova “dieta” di leggi e leggine che ingolfano la pubblica amministrazione e i suoi rapporti con i privati, così come per le nuove frontiere digitali e la propulsione alle startup.


E proprio le nuove realtà imprenditoriali dovranno essere il motore aggiunto della crescita economica in programma per l’autunno, con un orientamento particolaremente votato al web e alla new economy. Le nuove imprese, infatti, potranno costituirsi come iSrl, dove la “i” sta per “innovazione”, uno status che prevederà anche l’iscrizione online, rapida e intuitiva, nei registri delle Camere di commercio delle rispettive zone.

L’insieme delle società oggetto delle attenzioni governative, si veda bene, includerà tutte quelle aziende votate, sì, all’innovazione, ma nate solo dopo il 31 dicembre 2009. Le agevolazioni per le nuove società potrebbero infatti arrivare fino al quarto anno dal lancio dell’attività, includendo, tra le altre misure, anche la sospensione degli oneri di ricapitalizzazione.

Le prossime startup verranno rese più appetibili al mercato grazie all’agevolazione di acceso al credito e al’introduzione di sgravi per chi decide di puntare sul loro business. Il pagamento delle imposte “per cassa”, così come già indicato dal recente decreto sviluppo sull’Iva, andrebbe, poi, esteso a tutte le nuove società anche relativamente alla contribuzione Ires, prevedendo anche bonus al pari della remunerazione di prestazioni o di servizi forniti all’impresa da parte di professionisti ed enti, tramite le mere quote societarie.

Strettamente correlato alla scommessa delle nuove imprese è il rispetto degli impegni in Agenda digitale, che dovranno essere sostenuti dal governo con un impegno economico certamente superiore a quello attuale, richiedendo un esborso di oltre 300 milioni di euro tra diffusione delal banda larga sul territorio e stimoli sia al privato che al pubblico. Uno dei traguardi, non a caso, sarà quello di costruire sempre più sul piano telematico il rapporto pubblica amministrazione-cittadino – integrando ad esempio il sistema Ict tra gli uffici statali – e ridurre, al contempo, il digital divide ancora molto diffuso tra la popolazione.

Non a caso, si sta pensando di spingere ogni cittadino a indicare il proprio “indirizzo digitale“, che valga come casella di posta elettronica certificata personale. Da ultimo, si pensa, poi, di spingere un settore che ancora latita in Italia, quello dell’e-commerce, accostando anche le imprese pubbliche al saldo elettronico dei servizi erogati.

Come lamentato da molti professionisti, infatti, gli uffici pubblici non si sono ancora liberati delle lungaggini che ne contraddistinguono troppo spesso le risposte attese dal cittadino. A rendere nota la strategia del governo, è stato, qualche giorno fa, il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, che ha caldeggiato riforme urgenti anche in contrasto alla corruzione dilagante. Ora, il suo lavoro potrebbe fondersi con quello del responsabile Sviluppo economico Corrado Passera, in direzione di un maxi-decreto di fine estate.

Tra i provvedimenti al vaglio, per il momento, in armonia con quanto previsto per le startup, dovrebbero arrivare una parificazione delle iscrizioni ai registri, il pagamento rateizzato con interessi calibrati a priori sui crediti contributivi e un potenziamento dello Sportello unico per le imprese. Non indenne dai rimedi allo studio del governo anche il comparto ambientale, che dovrebbe vedere la nascita della Valutazione d’impatto ambientale unica, che andrebbe ad accorpare i due livelli esistenti, statale e regionale.


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1 COOMENTO

  1. ma cicredete ? a questeparole ? non serve inventare nuove formule come le Isrl o le srl a1 euro solo per i giovani, ed i vecchi che fanno si sparano ? Eliminare la burocrazia, vuol dire Eliminare , non aggiungere. Semplificare, non aggiungere altre cose .

    Proposte di chi non vive la realta.

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