Al Meeting si è parlato a lungo di economia nell’incontro “Lavoro e crescita” che, introdotto da Bernhard Scholz, Presidente della Compagnia delle Opere, ha visto protagonisti il Ministro del lavoro Elsa Fornero, il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ed il Vicepresidente di Confindustria, nonché amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti.

Il dibattito è stato suddiviso dal Presidente Scholz in due parti, una prima prevalentemente dedicata alle prospettive della crescita ed una seconda focalizzata sull’occupazione.

  1. Crescita

L’Italia, ha spiegato Fulvio Conti, è un Paese prevalentemente manifatturiero. La crisi finanziaria, contagiando l’economia reale, ha portato a una generalizzata crisi di fiducia, che a sua volta ha determinato una caduta della domanda interna e una contrazione degli investimenti, sia nazionali che esteri.


La prima riforma di cui ha bisogno l’Italia, ha continuato Conti, è il “disboscamento del sistema legislativo”: con 4-5 volte il numero di norme in più rispetto a Francia e Germania, il nostro Paese è un vero rompicapo burocratico per chi vuole investire. Quel che occorre non è una giurisprudenza imponente, ma “la certezza del diritto”, poiché “più leggi fai, meno leggi osservi”.

Raffaele Bonanni ha quindi osservato che il recente depotenziamento della crescita economica dei Paesi “emergenti”, ma in realtà già emersi, del Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, con la l’economia cinese che da una crescita del +9% del Pil frena al “solo” +7%) costituirà un problema per le nostre esportazioni. Ha quindi proposto di riattivare la “vitalità economica” lavorando su cinque versanti: 1) vendita del patrimonio immobiliare dello Stato, 2) riduzione delle tasse ed in particolare di quelle sul lavoro, 3) lotta all’evasione fiscale, 4) rilancio delle infrastrutture e 5) riduzione dell’eccessiva dipendenza nazionale da idrocarburi, costosi ed inquinanti, a favore delle energie rinnovabili e del gas naturale.

È stata quindi la volta del Ministro Elsa Fornero che, interrogata da Scholz su come “unire rigore e crescita e avere la ‘quadratura del cerchio’”, ha subito spiegato che “non esiste una ricetta unica per la crescita: le ricette vanno adattate perché devono inserirsi nel corpo sociale” e non ne esiste un prototipo ideale universalmente valido. Compito del Governo è stato quello di “instradare il Paese sulla sentiero della crescita”, lavorando alle “precondizioni” per favorirla, ed in particolare:

  • con la manovra Salva Italia si è impedito che l’Italia andasse in default;
  • con le liberalizzazioni si è cercato di sciogliere “lacci e lacciuoli” che imbrigliano la nostra economia e di dare a tutti nuove pari opportunità;
  • con le semplificazioni si sta cercando di sostituire ad una burocrazia che frena una burocrazia che vigila ma, al tempo stesso, accompagna la crescita;
  • con la Spending Review si vuole far sì che, in maniera strutturale, lo Stato e la P.A. non solo spendano meno ma, soprattutto, spendano meglio, a vantaggio di cittadini e imprese.

Altre precondizioni indispensabili per la crescita che il Governo ha cercato di favorire sono:

  • il valore del risparmio, radicato nella tradizione dell’Italia, che fa da contraltare e bilanciamento al nostro grande debito pubblico;
  • gli investimenti per accrescere il capitale fisico (innovazione tecnologica e competitività) ed il capitale umano.

Per quanto riguarda il capitale umano, in particolare, il Ministro ha ricordato come nessun Paese può crescere in maniera completa e durevole se, come purtroppo attualmente in Italia, vengonotagliati fuori i giovani, le donne ed intere parti del proprio territorio (nella fattispecie, il Mezzogiorno).

Fornero ha ribadito l’impegno del Governo a continuare ad intervenire su tutti e tre questi fronti “aperti” del capitale umano e ha concluso spiegando che, in virtù dei prerequisiti della crescita finora messi in campo, è possibile che già nel 2013 il Pil italiano torni a crescere, sia pur in maniera limitata.

  1. Occupazione

Nella seconda parte della discussione il Presidente Scholz ha incentrato il discorso sul lavoro, invitando gli ospiti a riflettere soprattutto attorno alle politiche attive, alla formazione professionale e all’apprendistato.

Conti ha spiegato che è indispensabile inserire nel futuro del “Progetto Paese” una seria riflessione su come unire la formazione scolastica ed universitaria all’applicazione pratica, su come avvicinare due mondi (quello dell’educazione e della formazione da una parte e quello del lavoro dall’altra) che in Italia restano inspiegabilmente lontani. A fronte di molti laureati in discipline umanistiche se ne contano pochi in quelle scientifiche, oltre alla diminuzione del numero dei diplomati nelle scuole professionali. Secondo Conti, “abbiamo perso il gusto della professione, perché abbiamo tutti l’ambizione ad essere qualcosa di diverso”, atteggiamento sbagliato che va addebitato anche alla responsabilità delle famiglie e ad un sistema di valori in campo lavorativo che si è progressivamente distorto, a tutto svantaggio delle professioni tecniche, artigianali e manuali. L’invito rivolto ai giovani è stato quello a diventare “imprenditori di sé stessi”.

Anche Bonanni ha concordato con il Vicepresidente di Confindustria sul punto che, per i giovani, fare esperienza di lavoro, già durante il periodo universitario, serve a dare concretezza alla propria vocazione. Ed ha proposto il credito d’imposta per le imprese che assumono giovani e donne. Le spese per l’Erario dovute ad un simile provvedimento sarebbero giustificate, secondo il Segretario della Cisl, dai 14 miliardi che verranno risparmiati sulla previdenza, nell’arco dei prossimi 10 anni, con la riforma del mercato del lavoro.

È toccato ad Elsa Fornero chiudere anche questa seconda parte del dibattito, spiegando che la sua riforma delle pensioni è stata “la più importante operazione di ribilanciamento dei rapporti tra generazioni che questo Paese abbia mai fatto negli ultimi decenni” e “ha tolto un’importante fetta di debito pensionistico … lasciato alle giovani generazioni da politici non lungimiranti del passato”. Il Ministro ha poi spiegato come obiettivo prioritario della riforma del lavoro sia stato quello di favorire le politiche attive, per cui è impensabile che non solo i giovani, ma anche persone con più di 50 anni debbano essere considerate perse per il mercato del lavoro e fatte scivolare gradualmente verso la pensione (magari chiudendo un occhio se, nel frattempo, lavorano in nero).

Fornero, rispondendo a Bonanni che le chiedeva di ridurre il costo del lavoro, ha proposto al riguardo una “sperimentazione” che si è impegnata a portare al tavolo del Consiglio dei Ministri di venerdi 24 agosto: “Non possiamo semplicemente abbattere il cuneo fiscale per tutti i lavoratori. Si può pensare a una sperimentazione: le imprese che valorizzano il capitale umano potrebbero avere una sorta di riconoscimento”, nella forma di uno sconto sui contributi. Ed ha confermato anche il suo impegno e quello di tutto il Governo ad innalzare, allacciandola all’aumento della produttività, la retribuzione dei lavoratori, che in Italia “è bassa. Questo è un problema perchè è da qui che nasce la domanda. Per aumentarla, bisogna lavorare sulla produttività del lavoro, è possibile farlo”. Ad esempio adottando una struttura salariale che aumenti sulla base della produttività (come in Germania) e non sulla base dell’età (come attualmente in Italia): “Vogliamo – ha infine chiesto il Ministro al Segretario della Cisl – riflettere anche su questo?”.

Fornero ha concluso ricordando il motivo ispiratore di tutta la sua riforma, che è quello di procedere nella direzione di “un mercato del lavoro inclusivo e dinamico”. Ora bisogna vigilare perché questo obiettivo si realizzi.

Il Presidente Scholz ha concluso ricollegando idealmente l’incontro appena conclusosi con il tema annuale del Meeting (“La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”), per cui “il lavoro è una delle espressioni più alte e più nobili di questo rapporto”.


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