Via definitivo al decreto sviluppo. Il Senato ha approvato questa mattina in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, contenente misure urgenti per la crescita. Palazzo Madama ha detto sì al decreto con il parere favorevole di 216 senatori, 33 i contrari e 4 gli astenuti. Il governo guidato da Mario Monti ha posto la questione di fiducia sul provvedimento, che, così, non ha subito rilevanti modifiche in sede di discussione.

Priorità dell’esecutivo era infatti dare il via libera al decreto 83/2012 entro la pausa estiva, e l’obiettivo, pur con qualche affanno, è stato raggiunto. Il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera ha valutato le misure contenute nel decreto per la crescita come  un impulso al Prodotto interno lordo pari a circa 80 miliardi di euro. Le misure adottate nel provvedimento spaziano dalla riqualificazione energetica, alla semplificazione amministrativa, al filtro in appello, fino ai correttivi alla riforma del lavoro. Di seguito i punti chiave del decreto sviluppo 2012:

Energia: la detrazione Irpef per le spese programmate fino al 30 giugno 2013 viene elevata al 55% se i lavori sono finalizzati alla riqualificazione energetica degli immobili. Vengono prolungate le concesisoni idroelettriche, dagli attuali 20 anni a 30 e viene aperto il mercato del gas naturale. Sezione corposa del decreto è poi dedicata alle auto elettriche, dove si dispone la costrizuione capillare di colonnine di ricarica e la composizione di flotte di veicoli anche pubblici a basse emissioni nell’atmosfera. Gli edifici di nuova costruzione dal giugno 2014 dovrano prevedere necessariamente la presenza di infrastrutture per la ricarica dei veicoli.


Imprese e mercato: viene modificata la normativa dell‘Iva per cassa, che andrà corrisposta allo Stato solo nel momento effettivo del saldo e non in luogo, come in precedenza, dello svolgimento della prestazione. Ciò significa che il regime diventa opzionale, con innalzamento del tetto massimo per soggetti con giro d’affari di non oltre 2 milioni di euro: una misura che riguarderà quasi il 97% delle imprese totali.  In arrivo anche la nuova aliquota in ambito di project-bond per i titoli rilasciati per le nuove infrastrutture: il regime fiscale agevolato passa dal 20% al 12,5%Vengono inserite nuove tutele per le aziende italiane dedite all’export e a favore del made in Italy, compèito che viene affidato alle camere di commercio. Spazio anche per nuovi voucher individuali che le imprese possono utilizzare per progetti di innovazione posti in essere in sinergia con gli organismi di ricerca.

Semplificazioni amministrative: ampliamento dello Sportello Unico per l’Edilizia, che diventa il referente unico per professionisti e uffici tecnici nel momento di rilascio delle pratiche o di consegna documentazione richiesta ai prestatori di opera. Viene estesa la defiscalizzazione per i progetti in project financing alle stipule di parternariato pubblico-privato, mentre sale al 60% la percentuale minima che i concessionari di un lavoro devono affidare a terzi.

Sport e agenda digitale: colpo d’acceleratore per l’ammodernamento delgi impianti sportivi, con lo spostamento di 5 milioni dal Fondo per la diffusione della pratica sportiva a quello di garanzia per i mutui relativi alla costruzione e all’ampliamento per impianti sportivi. L’Agenzia per l’Italia digitale viene votata a un’opera di semplificazione della cosa pubblica e per la maggior diffusione di servizi in rete ai cittadini e alle imprese.

Giustizia: passata anche la riforma del filtro in appello, che introduce potere discrezionale per il giudice di respingere le impugnazioni in secondo grado di giudizio nel caso la vertenza abbia risicate probabilità di andare in porto. La norma è stata benedetta anche dal Csm, che ha rilevato come il criterio di ammissibilità per le cause dinanzi alla Corte d’appello costituisca la cura adatta per smaltire l’enorme arretrato, soprattutto in sede civile, che frena il sistema giustizia del Paese.

Francesco Maltoni


1 COOMENTO

  1. […] Il decreto Sviluppo è stato approvato settimana scorsa, ci sono voluti ben 32 voti di fiducia, ma alla fine è stato approvato. Alla soddisfazione degli addetti ai lavori – il primo è il progenitore del decreto Corrado Passera – non corrisponde la soddisfazione di chi al lavoro è addetto; nello specifico gli operatori di call center hanno tutti i motivi per essere profondamente scontenti. […]

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