Confermate le misure contenute nell’art. 11 del d.l. n. 83/2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26.06.2012: dal 26 giugno scorso al prossimo 30 giugno 2013 la percentuale di detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sarà pari al 50%. Innalzato anche il tetto massimo detraibile da 48.000 a 96.000 euro. Il numero di rate rimarrà invece immutato: 10 saranno infatti le rate in cui suddividere la spesa fatta. A partire dal 01.01.2013 tale percentuale sarà estesa anche agli interventi di riqualificazione energetica.

Una decisione, secondo il nostro Governo, che risponde all’esigenza di rilancio di un settore fortemente colpito dalla crisi ormai da anni, oltre a quella di dare impulso a una cultura di sviluppo sostenibile e risparmio energetico di cui non si può più fare a meno.
Si ricorda infatti che secondo il d.l. n. 201/2011 la detrazione al 55% per gli interventi di riqualificazione energetica sarebbe dovuta terminare il 31.12.2012. Dal 01.01.2013 si sarebbe dovuta conformare a quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio passando quindi alla percentuale del 36%.

Ma cosa cambia nel concreto? Proviamo a fare delle ipotesi.
Chi ha sostenuto prima del 26.06.2013 spese per ristrutturazione o riqualificazione dovrà tenere come riferimento la vecchia normativa (detrazione del 36% e tetto pari a 48.000 nel primo caso, del 55% e tetto variabile a seconda del tipo di intervento nel secondo).
Chi invece ha sostenuto una spesa di ristrutturazione dal 26.06.2013 rientra nella nuova normativa, si vedrà quindi applicata una aliquota del 50% con un tetto massimo di 96.000 euro. Per le spese di riqualificazione energetica a partire dal 01.01.2013 soltanto l’aliquota del 50% diverrà uguale; i limiti di importo massimo detraibile rimangano variabili a seconda del tipo di intervento.


Al riguardo il sottosegretario al Ministero per l’Economia, Vieri Ceriani, ha fornito ulteriori delucidazioni dichiarando che per stabilire se si rientra nel 36% o nel 50% bisognerà guardare la data di pagamento (se quindi questa sia anteriore o meno alla data di entrata in vigore del decreto, il 26 giugno).

E se si eseguono lavori sia prima che dopo il 26 giugno?
I lavori rientranti – per data di pagamento – nella nuova normativa potranno usufruire della detrazione del 50% e del tetto di euro 96.000 fatta salva ovviamente la detrazione della somma già spesa mediante l’agevolazione della vecchia normativa.
Dal 01.07.2013 rimarrà in vigore solamente il bonus del 36% con il tetto massimo di 48.000 euro.

Una scelta che ha provocato diversi scontenti.
Sicuramente infatti l’innalzamento dell’aliquota dal 36% al 50% comporta un grosso vantaggio. Peccato non si possa dire lo stesso per la decisione di far passare anche gli interventi di riqualificazione energetica dal 55% al 50% a partire dal 01.01.2013 e solo fino al 30.06.2013.

L’UNCSAAL, l’Associazione di Confindustria che rappresenta l’intera filiera produttiva dell’involucro edilizio, e la FederlegnoArredo, già in una lettera del 07.06.2012 al Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti, avevano espresso le proprie preoccupazioni in caso di una riduzione dell’aliquota del 55%. Alla notizia della avvenuta conferma di tale riduzione e del protrarsi dell’aliquota al 50% per solo sei mesi hanno confermato quanto dichiarato in precedenza: secondo tali rappresentanti del mercato edile infatti un simile decreto non apporterebbe nulla di promettente. Non solo per il settore a cui appartengono, ma a tutto il Paese; sia per la mancata domanda incrementale che la detrazione del 55% avrebbe determinato (stimata intorno ai 2,5 miliardi di euro all’anno) sia per la minore e conseguente entrata all’Erario (pari circa a 600 milioni di euro in termini Iva all’anno oltre alle imposte derivanti dal maggior reddito che le imprese avrebbero potuto registrare).

Opinione condivisibile: se infatti si ragiona in un’ottica globale di crescita economica, risparmio energetico e sviluppo si può facilmente intuire come la proroga dell’aliquota al 50% fino al 30.07.2013 non sia assolutamente sufficiente a rilanciare un settore e una cultura volta allo sviluppo sostenibile ormai necessaria per una società che vuole definirsi “civile”.

Gli stessi Presidenti dell’UNCSAAL e della FederlegnoArredo, Corrado Bertelli e Roberto Snaidero, avevano proposto al Ministro Passera, nella lettera precedentemente menzionata, di rendere il rimborso modulabile da 5 a 10 anni onde incentivare maggiormente la domanda di riqualificazione energetica ed eliminare così gran parte dell’economia sommersa che affligge il settore (nonché le casse dello Stato). Economia sommersa che alla luce dei recenti sviluppi rischia invece di espandersi con le gravissime conseguenze facilmente immaginabili.


CONDIVIDI
Articolo precedenteIbrahimovic e l’aliquota del 75%: quando i ricchi piangono, o forse no
Articolo successivoRiforma del lavoro, come cambiano i contratti e la lotta alla disoccupazione “adulta”

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here