La spending review è stata approvata, almeno in parte. Nella notte fra ieri ed oggi sono state ufficializzate le prime delibere sui tagli alla spesa per risollevare le sorti economiche del paese. L’approvazione della manovra però non è accompagnata da una grande chiarezza e sono molti i settori che si interrogano sul proprio futuro perché non gli è ancora chiaro in che misura dovranno contribuire al rilancio del paese tramite le lacrime e il sangue cari al primo ministro Mario Monti.

Uno di questi è il settore scuola dove, almeno al momento, i primi allarmismi sembrano ingiustificati o troppo precoci. Le dichiarazioni del presidente dei Verdi Angelo Bonelli : “Il ministro Profumo spieghi immediatamente perché nella bozza del decreto sulla spending review ci sono i 10 milioni per le università private. Si tratta di una ‘mancetta’ per la Bocconi, la Luiss o per la Cattolica? O per tutte e tre?” suonano come una sorta di riflesso involontario perché, al momento, i finanziamenti alle università private, e contestuali tagli a quelle pubbliche, sono solo una spaventosa chimera.

Ad innegiare ad una vigile calma è lo stesso Miur che cerca di tenere sotto controllo la situazione invitando a “nessun allarme”.  Qualcosa che non convince comunque c’è ed è la scarsa linearità dei tagli, gli interventi immediati concernenti la scuola nel decreto che finirà in aula il 31 luglio sono relativi ai libri scolastici per i quali verrà stanziata una cifra di 103 milioni affinché possano essere distribuiti gratuitamente fra la popolazione studentesca. 23 sono i milioni invece previsti per le visite fiscali, stanziamento questo proposto per sgravare gli oneri delle scuole e permettere l’intensificazione delle visite. 90 milioni sono invece destinati al diritto allo studio.


Si apre poi il capitolo dell’istruzione non – statale e per quanto le cifre non siano conformi a quelle ipotizzate ma siano minori destano comunque preoccupazione perché rievocano la complicata questione dei tagli al pubblico per favorire il privato. Sono 200 i milioni destinati alla scuole non statali, mentre sono “solo” 10 quelli per le università private.  

Nessuna traccia, per il momento, di tagli previsti per il sostegno, di tagli alle università pubbliche, così come non si trova riferimento alla situazione dei docenti in età pensionabile che hanno dovuto procrastinare la richiesta cessazione dal lavoro a causa delle modifiche legate alla legge Fornero. La prima sforbiciata è questa ma nuovi sviluppi sono attesi e adesso a tremare sono medici, avvocati e statali.


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2 COMMENTI

  1. E noi poveri assistenti amministrativi precari che fine facciamo????????????????
    Sono d’accordo buttiamo via le tessere dei sindacati!!!!!!!!

  2. La scuola è un comparto Statale o No???
    Allora perchè per gli altri si considera una deroga della riforma Fornero per mandare in prepensionamento con i vecchi criteri chi matura i reqisiti entro il 2012?
    Perchè questo non deve valere per il personale della scuola nati nel 52?
    Buttiamo via le tessere dei sindacati!!!!!!!

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