E’ stata presentata alla Camera la relazione annuale sugli appalti pubblici per il 2011 dal Presidente dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti pubblici di Lavori, Servizi e Forniture (AVCP), Sergio Santoro.

Dalla relazione emerge che nel 2011 gli appalti hanno avuto un valore complessivo di 106 miliardi di euro (Iva esclusa), pari a circa l’8,1% del Pil. Nel dettaglio, è precisato che sono stati perfezionati 1.236.000 appalti fino a 40.000 euro per un importo di circa 5,3 miliardi, 128.000 tra 40.000 e 150.000 euro per un importo pari a circa 8,3 miliardi di euro, 60.000 di importo maggiore a 150.000 euro per 92 miliardi di euro.

Santoro, durante la presentazione della relazione ha specificato che “La domanda degli appalti pubblici appartenente alla classe di importo superiore a 150.000 euro, pur essendo come numerosita’ molto al di sotto della classe d’importo inferiore ha un peso economico rilevante, pari a circa il 90% di tutti gli appalti. Questa domanda riguarda i settori ordinari per il 71% e per il 29% i settori speciali in termini d’importo”.


Relativamente alla suddivisione tra lavori, servizi e forniture, Santoro ha affermato che “il 31% riguarda lavori, il 41% servizi ed il 28% forniture”.

In rapporto all’anno precedente ha dichiarato che “I lavori pubblici complessivamente hanno subito una riduzione rispetto all’anno precedente di circa 4 miliardi di euro, concentrata soprattutto nei settori ordinari e negli appalti di valore medio-piccolo. Il 97% delle procedure attivate per lavori di importo superiore a 150.000 euro non supera i 5 milioni di euro”.

Sulla Spending Review ha affermato che “E’ necessario che le attività di spending review si inseriscano in modo permanente nei meccanismi di pianificazione e controllo della spesa pubblica e che riguardino non solo l’acquisto dei beni intermedi (servizi e forniture) e la sola area delle spese correnti, ma anche gli investimenti in opere pubbliche e le spese in conto capitale. Così come è necessario che la reingegnerizzazione dei processi e delle relazioni fra le varie organizzazioni della PA comprenda prioritariamente l’esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo sul ciclo passivo dei contratti in modo da ottenere un nuovo e più efficace sistema di governance con una chiara attribuzione di responsabilità e poteri di enforcement. L’Autorità nel perimetro dei propri compiti istituzionali condivide ogni possibile forma di utile cooperazione tecnologica e istituzionale”.

Qualche accenno anche alla Legge Obiettivo ricordando che “dopo 10 anni dall’entrata in vigore di tale legge – il 32% circa delle opere risulta già concluso, il 30% circa in fase di progettazione e la restante parte, pari circa ad un terzo del numero complessivo delle opere, in fase di aggiudicazione o di esecuzione. Dall’analisti svolta sulle modalità di realizzazione delle opere rientranti nella Legge Obiettivo risulta una lentezza del procedimento, in contrasto con la ratio del complesso normativo, senza peraltro il riscontro di un effetto deflattivo sul contenzioso in fase di esecuzione”.

In riferimento alle proprie attività ha dichiarato che “Nel corso del 2011 sono pervenute all’Autorità 529 segnalazioni relative a lavori di valore complessivo pari a 4,4 miliardi di euro e 335 segnalazioni relative a servizi e forniture di valore complessivo pari a 6 miliardi di euro.Per quanto riguarda i lavori, l’Autorità ha posto particolare attenzione agli affidamenti di concessioni mediante l’utilizzo della finanza di progetto e, come già detto, all’affidamento unitario a Contraente Generale per la realizzazione di infrastrutture strategiche”.

Tra le varie attività, vi sono le indagine svolte circa l’Alta velocità che hanno rilevato criticità sia sull’asse verticale che su quello orizzontale, “L’Autorità ha evidenziato violazioni di natura sistemica derivanti dalla atipica procedura di realizzazione utilizzata, caratterizzata dall’affidamento in assenza di procedure ad evidenza pubblica e fondate sulla base di una mera previsione di larga massima delle opere da eseguire e violazioni di natura sistematica, in quanto le citate violazione si riscontravano in tutti gli affidamenti al Contraente Generale”.

Infine, “Con riferimento agli affidamenti effettuati senza gara l’Autorità, negli ultimi anni, ha dedicato specifica attenzione agli appalti nel contesto di interventi emergenziali a seguito di ordinanze in deroga del Presidente del Consiglio dei Ministri. In quest’ambito si è potuto constatare, anche per l’anno 2011, la presenza di ingenti stanziamenti per le opere emergenziali”.

In conclusione ha affermato come “L’Autorità nel corso degli anni non ha mancato di evidenziare, con appositi atti di segnalazione, la necessità di interventi legislativi per semplificare le procedure di gara e consentire alle imprese di ottenere un risparmio sugli oneri di partecipazione, segnalando anche modalità di comportamento efficienti ed efficaci da parte delle stazioni appaltanti. Le recenti disposizioni normative vanno indubbiamente in questa direzione. Ma occorrerebbe, come si è detto, una rivisitazione più vasta nel senso della riqualificazione degli attori”.

La relazione integrale dell’Avcp, la presentazione del Presidente e tutte le schede di sintesi, a questo link


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