L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione Europea ha suggerito ai giudici comunitari, nelle sue conclusioni dello scorso 21 giugno relative alla Causa C-566/10 “Repubblica italiana contro Commissione europea”, di annullare la sentenza emanata dal Tribunale dell’Unione contro l’Italia nel settembre 2010.

La sentenza è relativa alla pubblicazione di un bando di concorso solo in tre lingue della Comunità.

Nel 2007, l’Italia infatti aveva contestato davanti al Tribunale dell’Unione europea la pubblicazione, nella gazzetta Ufficiale, in sole tre lingue (inglese, francese e tedesco) del bando di concorso per amministratori e assistenti nei settori dell’informazione e della comunicazione.


Il Tribunale aveva tuttavia respinto i ricorsi e l’Italia aveva a sua volta impugnato le sentenze di rigetto.

L’Avvocato generale, Juliane Kokott, nelle sue conclusioni, suggerisce alla Corte di “annullare la sentenza del Tribunale e anche i bandi di concorso oggetto del ricorso”,  sostenendo in particolare che un bando di concorso è un “documento di rilevanza generale in quanto contiene i termini per la presentazione delle candidature e le altre condizioni vincolanti per qualunque persona che intenda partecipare alla procedura di concorso”.

Si tratta quindi di un testo che “deve essere redatto in tutte le lingue ufficiali e anche pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, così come previsto dal regolamento che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea. Il Tribunale ha quindi commesso, nelle sentenze impugnate, un errore di diritto”.

Si tratta ovviamente di un parere non vincolante per la Corte di giustizia, che dovrà adesso pronunciarsi sul caso.

Qui il testo integrale delle conclusioni dell’Avvocato generale dell’UE


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