Il 18 giugno è ormai passato ma non tutti i cittadini italiani titolari di una o più abitazioni hanno provveduto ad effettuare il pagamento della prima rata dell’Imu, la nuova tassa sugli immobili. Per evitare di incorrere in più pesanti sanzioni amministrative, è possibile tuttavia per i contribuenti ritardatari rimediare per mezzo del cosiddetto “ravvedimento operoso”. È un sistema per cui, a fronte del pagamento della quota Imu maggiorata da una sanzione e da un interesse legale che va calcolato sui giorni di ritardo successivi alla scadenza fino al giorno del versamento effettivo e che – a decorrere dal 1° gennaio 2012 – ammonta al 2,5%, il debito con il fisco viene sanato. Attenzione però: è prevista per i Comuni la possibilità di alzare il tasso d’interesse legale dal 2,5 fino al 5,5%.

Anche chi versa l’Imu in ritardo dovrà compilare il Modello F24 e, nella fattispecie, dovrà barrare (oltre a quella di “acconto”) la casella di “ravvedimento operoso”, per il quale sono previste tre diverse formule (in base alla rapidità con cui si pone fine al ritardo):

1)  Ravvedimento “sprint”. Si ha quando il versamento avviene entro due settimane dalla data di scadenza (dunque entro il 3 luglio per la prima rata), pagando una sanzione dello 0,2%per ogni giorno di ritardo. Ad esempio, quindi, chi fosse in ritardo di 6 giorni dovrebbe pagare l’acconto Imu maggiorato di un 1,2% di sanzione (0,2 per 6) più gli interessi di mora calcolati sul tasso legale annuo


2) Ravvedimento “breve”. Il versamento avviene dal quindicesimo al trentesimo giorno successivo alla scadenza (dunque dal 4 al 19 luglio per la prima rata). In questo caso, all’acconto Imu si applica una sanzione fissa del 3%, più gli interessi pari al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

3) Ravvedimento “lungo”. Si ha nel caso in cui il versamento avvenga oltre i 30 giorni dalla scadenza (il 19 luglio 2012 per la prima rata, il 17 ottobre 2012 per la seconda ed il 16 gennaio 2013 per la terza), con il tributo maggiorato da una sanzione fissa pari al 3,75%, più i soliti interessi di mora.

 


 


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4 COMMENTI

  1. L’articolo è stato aggiornato con le correzioni relative alle due sanzioni fisse del 3% (per il ravvedimento operoso “breve”) e del 3,75% (per il ravvedimento “lungo”).
    Grazie a tutti della collaborazione.

  2. Cara Claudia, caro Antonio,

    chiedo perdono a Voi e a tutti i lettori dell’articolo, avete perfettamente ragione:
    la sanzione che si applica per le due fattispecie del ravvedimento “breve” e del ravvedimento “lungo” è, come avete giustamente osservato, una sanzione fissa, una tantum, del 3% nel primo caso e del 3,75% nel secondo, e non cumulabile giorno per giorno.
    Chiedo scusa per il disagio e la preoccupazione creata, e colgo l’occasione per ringraziarVi della segnalazione.

    Fabio Giambi

  3. Tranquillizzati Claudia, hai ragione tu; lautore si è confuso con il copia e incolla del primo paragrafo……

  4. Siete sicuri delle percentuali giornaliere di sanzione per ritardo pagamento IMU CON RAVV.TO OPEROSO che avete pubblicato in questo articolo?
    IL 3,75% è sempre stata la sanzione scontata per il ravvedimento entro un anno oppure entro la scad. della denuncia ( vedi IVA entro il 30/09) , ma viene calcolata una tantum e fissa in qualsiasi giorno si provveda al pagamento dopo essere scaduto il termine. E’ impensabile dover pagare il 3,75% al giorno di sanzione ( 30 giorni = 112,50% oppure 60 gg.= 225% e così via) suvvia non scherzate!!
    Mi ha preso quasi un infarto : tranquillizzatemi per favore!!.

    Claudia.

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