Basta tasse. Gli italiani venderebbero l’anima non si sa bene a chi, se dall’oggi al domani queste due ‘parole magiche’ si unissero diventando realtà. Dopo il salasso dell’IMU, che lunedì 18 giugno ha vissuto l’ultimo, concitato giorno utile per il pagamento del primo acconto sull’imposta municipale unica ‘erede’ della vecchia ICI, pare che il Governo voglia far respirare i cittadini almeno un po’. “Non credo che la cosa da fare adesso sia introdurre nuove tasse. L’ammontare del peso fiscale è molto elevato e non vedo spazio per ulteriori interventi”, ha detto il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

No quindi ad un ulteriore aumento dell’Iva (dal 21 si era paventato di arrivare fino al 23%) e strategia mirata al rispetto degli obiettivi della spending review e alla parità contributiva. Anzi, forse sarebbe meglio dire al premio dei contribuenti virtuosi. “Ridurre le tasse a quelli che le pagano è un obiettivo del Governo, anche se non è pensabile a breve – ha proseguito –. Per raggiungerlo, però, dobbiamo creare le condizioni e cioè che tutti paghino le tasse e fare in modo che la crescita economica crei più gettito”.

Detto del problema degli esodati per cui Elsa Fornero ha riferito abbastanza stizzita al Senato , ci si è poi concentrati sulla proposta del sottosegretario Polillo di fare meno ferie per alzare il Pil e sul ponte di Messina. “L’obiettivo del recupero di parecchi punti di produttività deve essere comune – ha chiuso Passera –. E il ponte sullo stretto per me non è una priorità”.


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