Scatta oggi, inesorabile, l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto IMU, una ‘manovra’ che cambia di fatto la tassazione immobiliare, con un significativo inasprimento per permettere all’Erario di recuperare gli introiti persi con l’eliminazione dell’Ici. Si tratta di un’imposta che dovrebbe sostenere le casse dello Stato e dei Comuni complessivamente per 21,4 miliardi.

E, parallelamente, la goccia fa traboccare il vaso degli ‘anti-montiani’, con a capo la Lega che, dal “No Imu Day” di Verona di domenica ha lanciato una nuova invettiva al premier chiedendo senza mezzi termini al Pdl di “staccare la spina” a questo Governo tecnico. La manifestazione è nata come “protesta dei sindaci, dei cittadini, degli amministratori contro una tassa ingiusta” ma l’opposizione alla tassa continuerà, anzi si inasprirà da settembre in poi, quando “i nostri sindaci violeranno il patto di stabilità”.

L’invettiva di Maroni si è poi allargata anche al Ministro del Lavoro Elsa Fornero (“è da licenziare come tutti gli altri, non abbiamo paura delle elezioni anticipate perché il popolo con la sua sovranità ha sempre ragione”) e a Beppe Grillo, che continua a scalare col suo Movimento 5 Stelle la classifica di gradimento nel Paese ma, secondo Maroni, “non parla al nord ma parla di casta, di tante cose che hanno presa”. Tra le altre iniziative di protesta previste e presentate dai primi cittadini della Lega c’è anche la mancata approvazione dei bilanci, come protesta contro il patto di stabilità e per chiederne la revisione.


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