Sta ormai prendendo forma definitiva l’entità complessiva della revisione della spesa pubblica italiana. E le cifre sono imponenti. In un intervento alla trasmissione “A conti fatti” su Radio Vaticana, il Ministro dei rapporti con il Parlamento nonché titolare dell’operazione Spending Review, Piero Giarda, ha parlato di 100 miliardi di euro di spesa pubblica “potenzialmente aggredibile nel breve periodo”. Se poi si allarga la visuale ad interventi nel medio-lungo termine, la cifra complessiva sale ad almeno 300 miliardi di possibili risparmi. Il lavoro di verifica, ha sottolineato Giarda, sta procedendo a ritmo serrato su entrambi i fronti, con una ricerca di “risparmi e tagli agli sprechi che riguarda l’intero settore pubblico dallo Stato al più piccolo dei Comuni“.

Questi dunque i numeri, sicuramente di tutto rispetto (ricordiamo, infatti, che l’ammontare della spesa pubblica in Italia, calcolati tutti i comparti, è pari a circa 800 miliardi annui). L’attenzione, ora, viene richiamata su quel particolare avverbio adoperato dal Ministro, “potenzialmente”. Resta infatti da vedere, di questa cifra “aggredibile” in tempi brevi, quanto concretamente il Governo riuscirà a recuperare agli sprechi ed alle inefficienze.

I Ministri, pare di capire, stanno collaborando. Secondo Giarda, “diversamente dal passato non ci sono interessi di natura elettorale o di collegi da soddisfare; l’intero Governo è pienamente convinto che bisogna intervenire, anzi, i Ministri stanno progressivamente proponendo, sollecitati dalla direttiva del Presidente del Consiglio degli inizi di maggio, progetti di ristrutturazione della loro attività”.


Questa positiva unità di intenti, tuttavia, rischia di naufragare nel prosieguo dell’iter normativo, con il passaggio dalle parole ai fatti. Il momento più difficile, prevede Giarda, si avrà quando “questi progetti si tradurranno in iniziative legislative per la riduzione degli stanziamenti”. A quel punto l’emergere di resistenze da parte degli Enti colpiti sarà quasi inevitabile.

In questo senso Giarda mette le mani avanti, con la rassicurazione che si cercheranno di evitare la “scure” ed i famigerati tagli lineari che, con ottica miope, si abbattono su tutto e tutti indistintamente. “Per ora il clima è molto positivo”, ha concluso il Ministro con una nota di ottimismo.

Scongiurare l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 23% (previsto a partire dal 1o ottobre 2012 dalla manovra correttiva “Salva Italia” di fine 2011) dovrebbe rimanere l’obiettivo prioritario. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha già detto di non poterlo promettere al 100%, ma ha al tempo stesso rassicurato sull’impegno di tutto il Governo. Un fallimento in tal senso esporrebbe l’esecutivo ad una grave impopolarità agli occhi di un’opinione pubblica sempre più in difficoltà nella capacità di spendere e di risparmiare.

Ma, ha ancora ricordato Giarda nell’intervista, altri obiettivi non meno importanti riguardano l’avvio di un processo di detassazione e, al tempo stesso, una minore emissione di Titoli di debito pubblico. Da questo punto di vista, la Spending Review è chiamata a dare un contributo sostanziale all’operazione “Cresci Italia”. La quale, a sua volta, è auspicabile venga inserita nella più ampia dimensione del “Cresci Europa”. Anche su questo fronte, il prossimo sarà un mese di grandi manovre a livello europeo, con i Paesi sostenitori dello sviluppo (guidati dalla Francia) e i difensori della linea del rigore (con una sempre più isolata Germania) che ancora si studiano a distanza, prima della resa dei conti prevista per il vertice Ue del 28 giugno.

Infine, se l’operazione di revisione della spesa verrà impostata in termini strutturali ed avrà successo, potrebbe facilitare notevolmente lo svolgimento di un altro capitolo dell’agenda di Governo, questa volta a diretto beneficio del mondo dell’imprenditoria italiana. Il taglio degli sprechi consentirebbe infatti di portare avanti con maggiore celerità il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, una fondamentale boccata d’ossigeno per le imprese in questo periodo di pesante stretta creditizia. Il Premier Monti ha già stimato in una forbice compresa tra i 20 ed i 30 miliardi di euro l’ammontare dei rimborsi in arretrato che verranno sbloccati nel corso del 2012 a favore degli imprenditori. Il percorso al momento delineato, così come emerso da una lunga trattativa tra Governo, imprese ed istituti di credito, non pare tuttavia particolarmente snello, strutturato com’è su quattro decreti attuativi e due protocolli d’intesa ancora da adottare. In questo senso, una Spending Review efficace e rapida potrà senz’altro contribuire a rendere meno impervio anche il cammino del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione.

Come si vede, dal successo della revisione della spesa discendono, come diretta conseguenza, molteplici benefici per l’intero “Sistema Italia”: dalla sostenibilità e diminuzione del nostro debito pubblico al riavvio della macchina di un’economia in recessione.


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