I Comuni chiamano, il Governo risponde. E lo fa cercando di tranquillizzare sia gli enti locali che i cittadini, esasperati da possibili, nuovi aumenti dell’aliquota Imu come si paventa, ad esempio, a Livorno e Milano.

“Non ci sarà nessun ammanco, contrariamente a quanto comunicato dall’Anci”, ha precisato Palazzo Chigi con un comunicato ufficiale che risponde alle paure dei Comuni di un calo degli introiti conseguente alla tassazione degli immobili. Il Governo conferma un gettito complessivo di circa 21 milioni di euro derivanti dall’Imu, con l’impatto della nuova municipale che dovrebbe aggirarsi attorno ai 200 euro a famiglia, sempre che ci sia un’effettiva chiarezza sulle rendite catastali in territorio italiano. In questo senso, il sottosegretario all’economia Vieri Ceriani lancia la formula magica, ovvero “avviare assolutamente la riforma del catasto fabbricati” anche perché “dall’aumento delle rendite emergerà che si amplieranno le sperequazioni”. Il tutto mentre Cgil, Cisl e Uil controbattono chiedendo di aumentare di 400 euro le detrazioni per redditi da lavoro e pensione entro 55mila euro e abolire l’Imu su prime case non di pregio per famiglie con un solo immobile. Insomma, l’ennesima battaglia di una guerra infinita.


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