La riforma dell’ordinamento forense torna all’ordine del giorno della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. Nella seduta del 3 aprile scorso la Commissione presieduta dall’Avv. Bongiorno ha fissato per venerdì 27 aprile il termine per la presentazione di nuovi emendamenti al testo originale della proposta di legge (AC 3900).

Tutti i gruppi parlamentari hanno infatti manifestato all’ufficio di presidenza della Commissione la volontà di apportare nuove correzioni al provvedimento.

L’obiettivo principale è  quello di verificare nonché aggiornare il testo alla luce del decreto liberalizzazioni del Governo (Decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1), che, all’art. 9, è intervenuto su numerosi aspetti della professione, in primis le tariffe.


E proprio sulle disposizioni incriminate, le Commissioni Giustizia di Senato e Camera, nei rispettivi pareri di febbraio e marzo, avevano espresso rilevanti critiche.

Per discutere sugli emendamenti e per garantire il confronto, il Consiglio Nazionale Forense ha convocato per giovedì 12 aprile il tavolo con le rappresentanze istituzionali e associative dell’avvocatura, facendo seguito a una delle mozioni approvate al recente congresso straordinario di Milano.

Prendiamo atto con soddisfazione che i due principali partiti di maggioranza hanno preso posizione ufficiale sulla necessità di una legge. Si tratta di un segno di rispetto riguardo la funzione di difesa, rispetto necessario che il Cnf apprezza“, dichiara il consigliere segretario Andrea Mascherin.

Auspichiamo – continua – che anche gli altri partiti condividano questa valutazione circa il ruolo dell’avvocatura; abbiamo accolto positivamente la notizia che tutti i gruppi hanno chiesto la fissazione di un termine ulteriore degli emendamenti. Riteniamo importante che su questa riforma così delicata, che coinvolge i diritti dei cittadini, la discussione sia trasversale e serena e che la riforma sia il più condivisa possibile. Ci auguriamo che la calendarizzazione in aula avvenga presto e che la riforma venga varata quanto prima. Il Cnf e l’avvocatura tutta – promette Mascherin – daranno il massimo contributo per il raggiungimento di questo risultato fermo restando il rispetto del ruolo del Parlamento, che è sovrano in questa materia”.

Qui il testo a fronte dei successivi testi della riforma professionale forense aggiornato al 2 febbraio 2011


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