Siamo davvero a conoscenza che nel nostro ordinamento esiste la CADA?

Ne abbiamo sentito parlare, ne conosciamo il nome o per lo meno che l’acronimo sta per Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, ma sappiamo che il nostro ordinamento prevede espressamente, come strumento di tutela del diritto d’accesso, il ricorso alla stessa?

La legge 241 del 1990 che ha istituito questo organismo, quale soggetto preposto alla vigilanza sull’attuazione del principio della totale trasparenza dell’attività amministrativa, riconosce infatti sia alle pubbliche amministrazioni sia ai privati cittadini il diritto di ricorrere ad essa avverso le determinazioni di diniego o differimento concernenti il diritto di accesso adottate dalle amministrazioni.


Mi chiedo visto il bassissimo numero di ricorsi alla Commissione, cosa c’è che non va!

Assodato che il procedimento innanzi alla Commissione si svolge in tempi particolarmente brevi ( la Commissione, infatti, deve provvedere entro 30 giorni dalla richiesta) e nello stesso tempo garantisce il diritto al contraddittorio, cosa c’è che blocca i privati nel ricorso alla stessa?

Non sarà un problema di cattiva informazione?

Beh, proviamo a fare un giro sul web… E’ bastato fare un breve viaggio sul sito/i della Commissione per capire cosa non va…

Innanzitutto per avere informazioni sulla Cada si scopre che esistono due siti praticamente identici!!!

Attenzione, uno è vecchio  e uno è nuovo , quindi uno non aggiornato e uno… non aggiornato!!! Sì sì ho detto bene: un sito nuovo non aggiornato!!! Pensate che l’ultima seduta risale al 2010.

Inoltre, se a qualcuno venisse in mente di prendere visione delle precedenti decisioni della Commissione…beh se lo può sognare! Non sono pubblicate!

Per non parlare che attualmente manca il presidente perché in fase di nomina…

Tranquilli anche se manca il presidente, anche se il sito non è aggiornato, anche se non c’è ombra delle decisioni della Commissione sul sito, vi assicuro che la Cada c’è, esiste…si tratta semplicemente di uno fra i tanti paradossi all’italiana: un passo avanti e due indietro!

Con una mano dà con l’altra toglie… da una parte si da lo strumento ai cittadini dall’altra lo si nasconde.

 

 


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2 COMMENTI

  1. Ciao, se scade infruttuosamente il termine di 30 giorni, il ricorso si intende respinto ai

    sensi del comma 4 dell’articolo 24 della legge 241/1990.

  2. Ciao.. ma alla fine.. se la CADA non risponde entro i 30 giorni cosa si può fare ?
    Forse vale solo per le P.A. centrali ? :)

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