Una recentissima sentenza della Suprema Corte ha chiarito che il contributo per il mantenimento dei figli va pagato entro la scadenza, pena l’applicazione degli interessi decorrenti dalle scadenze, calcolati in modo “composto”; in altri termini, interessi sugli interessi.

Secondo la Cassazione, “l’assegno di mantenimento in favore del coniuge integra un credito pecuniario, come tale produttivo, a norma dell’art.1282 cod. civile, di interessi corrispettivi ope legis, salvo diversa previsione del titolo, dalla data in cui diventi liquido ed esigibile (Cass., sez. 1, 14 febbraio 2007, n.3336; Cass., sez. 1, 9 agosto 1985, n.4411), si osserva che, una volta determinato, esso è soggetto alle regole ordinarie in tema di mora debendi; inclusa, quindi, la produzione di interessi legali sugli interessi scaduti dal giorno della domanda giudiziale: e cioè, nella specie, dalla notificazione del precetto di pagamento, atto di natura giuridica e contenuto equivalenti ad un’ordinaria domanda di condanna. La liquidazione giudiziale di un’obbligazione di valore, da effettuarsi in valori monetari correnti, determina infatti la conversione del debito di valore in debito di valuta, con il riconoscimento, da tale data, degli interessi corrispettivi (Cass., sez.2, 14 aprile 2011 n. 8507; Cass., sez.3, 8 marzo 2005, n.5008).

Un utile chiarimento per gli avvocati che, dalla data di notifica dell’atto di precetto, potranno esigere interessi composti con decorrenza dalle singole scadenze ed uno stimolo per i genitori inadempienti ad evitare ritardi nel pagamento del contributo dovuto per il mantenimento dei figli.


Qui il testo integrale della sentenza

 

L'assegno di mantenimento

L'assegno di mantenimento

Francesca Arciuli, 2013, Nuova Giuridica

Il volume tratta il tema del mantenimento nella separazione e nel divorzio, con riguardo al coniuge ed ai figli, affrontandone ogni aspetto giuridicamente rilevante. Ampio spazio è riservato al mantenimento dei figli naturali ed una approfondita riflessione è stata dedicata alla...




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3 COMMENTI

  1. Purtroppo devo informarvi che mantenere i figli non é obbligatorio.

    Ecco in sintesi la sentenza del Tribunale di Torino:
    1) affido condiviso
    2) tempi e modi della frequentazione del genitore non coabitante
    3) il genitore non coabitante sollevato da ogni onere contributivo verso i figli
    4) i due figli, di conseguenza, integralmente a carico del genitore coabitante
    5) il genitore coabitante tenuto al mantenimento del genitore non coabitante.
    6) spese mediche e scolastiche del primogenito integralmente a carico del genitore coabitante
    7) spese mediche e scolastiche del secondogenito al 50%, solo se necessarie, concordate e documentate.(ovvero nessuna).

    Eppure la Corte di Cassazione e la giurisprudenza, più volte hanno affermato il principio che il genitore non convivente è sempre e comunque tenuto al mantenimento dei figli.
    Come é possibile una simile sentenza?
    Il genitore collocatario é il padre. Già, in questo caso sembra che la “legge” non valga. Il Tribunale dimostra quindi che la collocazione dei figli non c’entra nulla con il movimento di denaro che deve andare sempre nella stessa direzione.
    Cosa ne pensate?
    Grazie Luca

    Ho pubblicato una pagina internet in cui spiego meglio la questione.
    http://www.lucacervino.it

  2. Non possono esserci sentenze della Cassazione sul pagamento anticipato, dato che,in genere, se non è fissato un giorno preciso per il pagamento dell’assegno, è stabilito che lo stesso debba essere pagato “entro” una data specifica…
    E’ evidente il suo dolore per una paternità negata e,mi creda, comprendo profondamente le sua rabbia.
    Una madre che si comporta così sta recando un danno gravissimo al figlio che cresce come un albero con metà dei suoi rami…e delle radici.
    Questo è un danno risarcibile. Solo in danaro, purtroppo.
    Non solo. Vi è anche la possibilità di denunciare penalmente chi si renda artefice di tali comportamenti ai sensi dell’art. 388 cp per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
    e poi…mi perdoni, un figlio non può essere la “causa” di un contratto…

  3. Eh certo! se non paghi in tempo sei passibile di pagare gli interessi passivi…ovvio! E se paghi in anticipo? devi detrarre gli interessi attivi dall’assegno? Se vogliamo vedere la cosa dal punto di vista contrattuale si dovrebbe perchè si da’ un vantaggio di flusso di cassa alla ” controparte” ( moglie usuraia ) .
    Ma non mi risulta che ci siano sentenze della cassazione in merito no?
    LA cassazione va’ CASSATA quanto prima.
    E’ un organo di potere sovversivo dell’ordine pubblico e della legalità.
    Una madre che non molla il figlio al padre quando dovuto da sentenza che genere di interessi deve pagare al padre?non dovrebbe pagare la benzina e l’usura della vettura , oltre che il costo del tempo levato al lavoro per cercare di vedere il figlio negato?
    Ci sono sentenze della corte di cassazione in merito? ovviamente no.
    Meglio ancora…un CONTRATTO di separazione dovrebbe prevedere una fidejussione emessa dal genitore ricevente il ” pagamento” ( vedi assegno ) nei confronti del pagante nel caso di inadempimento ( negazione del figlio ).
    La fidejussione dovrebbe essere escutibile pro-quota dal padre pagante ” a prima richiesta”.
    Sarebbe una sacrosanta tutela NELL’ESCLUSIVO INTERESSE DEL MINORE.

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