Il 30 novembre 2011, il Disegno di Legge n. 1693 di “Valorizzazione del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale” , insieme agli altri DDL collegati, è stato approvato dall’aula del Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati in attesa della sua approvazione definitiva. Da tempo, infatti, la 7ª Commissione del Senato è impegnata a dare piena e completa attuazione alla legge n. 508 del 21 dicembre 1999 , di riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati. Purtroppo, a causa dell’inerzia dell’Amministrazione nell’emanazione della relativa normativa di esecuzione si è creata una situazione di stallo, di cui continuano a farne le spese non solo i docenti ma anche gli studenti. Ad oggi, infatti, lo status dei docenti non è stato ancora equiparato a quello dei professori universitari, mentre gli studenti conseguono dei titoli non riconosciuti a livello universitario, sia in Italia che all’estero. In attesa della definitiva approvazione alla Camera, esaminiamo nello specifico gli articoli di questo DDL.

Art. 1. (Validità dei titoli)

 I diplomi di primo e di secondo livello rilasciati dalle Accademie di belle arti, dall’Accademia nazionale di danza, dall’Accademia nazionale di arte drammatica, dagli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonchè dai Conservatori di musica e dagli Istituti musicali pareggiati sono equipollenti alle lauree triennali e magistrali dell’area umanistica ai fini dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso.


Tale riconoscimento permette di ridurre nel prossimo futuro il gap sempre più insostenibile del nostro ordinamento rispetto agli altri paesi europei. La non ben definita collocazione istituzionale dei Conservatori e delle Accademie ha fatto sì che in passato il titolo fosse riconosciuto solo parzialmente in Europa e che gli studenti, una volta all’estero, dovessero spesso frequentare ex novo le Università o le scuole musicali superiori di grado universitario straniere. Anche il diploma di Conservatorio non era un vero e proprio diploma di scuola media superiore e non dava accesso all’Università e per chi volesse accedervi era necessario essere in possesso anche di un diploma di scuola media superiore.

Art. 2. (Istituzione del CNSAC)

E’ istituito il Consiglio nazionale degli studenti delle accademie e dei conservatori (CNSAC), organo consultivo di rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi attivati nelle istituzioni di cui all’articolo 1.

Al riguardo, occorre segnalare che la previsione di un Consiglio Nazionale degli Studenti di Accademie e Conservatori, analogo al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), fra i cui compiti vi sarebbe pure quello di formulare pareri e proposte al MIUR, non è supportata da alcun finanziamento: di conseguenza, la partecipazione alle relative attività, comportanti trasferimenti per le riunioni dell’organo istituzionale, saranno ad esclusivo carico economico degli studenti interessati, come previsto esplicitamente al comma 6 “per la partecipazione al CNSAC non sono previsti compensi o rimborsi spese. Alle attività di cui al presente articolo si provvede, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili”.

Art. 3. (Formazione dei docenti)

Le accademie e i conservatori sono sedi primarie della formazione del personale docente, rispettivamente di discipline artistiche e musicali, nelle scuole di ogni ordine e grado.

Con particolare riferimento alla formazione musicale professionale il sistema italiano è sempre apparso chiuso in se stesso, impermeabile a ogni innovazione, totalmente avulso dalla realtà culturale, musicale e didattica, nazionale e internazionale, un sistema che non considerava formativo lo studio di uno strumento musicale e si avvaleva di docenti cui non era richiesta alcuna preparazione musicale e didatticaspecifica. L’impostazione e la struttura universitaria dei corsi, quale risulta delineata negli ultimi interventi legislativi, dovrebbe finalmente portare alla formazione di un musicista colto e consapevole. Così, accanto alla tradizionale formazione dei concertisti, dei compositori, degli orchestrali, dei direttori d’orchestra, si aprirebbe la porta alla formazione dei didatti, sia di musica che di strumento. A distanza di dodici anni dalla emanazione della legge 21 dicembre 1999 n. 508, la riforma delle Accademie e dei Conservatori – elevati a livello universitario, sotto la comune denominazione di Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) – potrebbe, quindi, essere attuata.

Art. 4. (Iscrizione contemporanea agli istituti superiori musicali ed a un corso di laurea)

E` consentita l’iscrizione contemporanea agli istituti superiori musicali ed a un corso di laurea.

Con tale articolo si archivia l’anomalia, tutta italiana, dell’incompatibilità di una contemporanea iscrizione a un corso di laurea e ad un istituto musicale superiore.

La riforma di Accademie e Conservatori è, indubbiamente, una rivoluzione che sta favorendo lo svecchiamento delle strutture e dei programmi, di tutta l’impostazione dell’insegnamento musicale, non solo nei Conservatori stessi, ma anche in tutto il resto dell’istruzione nazionale, uscendo da un secolare limbo. Con il definitivo abbandono del vecchio percorso unitario e indifferenziato, grazie alla più recente diversificazione dei percorsi, ogni studente potrà scegliere il corso più confacente al proprio talento e alle proprie esigenze. Per quanto riguarda le scuole inferiori, inoltre, la riforma in senso universitario dei Conservatori e delle Accademie impone la creazione di licei musicali e coreutici in grado di curare la formazione di base, precedentemente compito esclusivo dei Conservatori e dell’Accademia Nazionale di Danza. Con la creazione di un liceo ad hoc la musica e la danza vengono elevate definitivamente alla stessa dignità delle altre materie di studio, riscattandosi finalmente dalla condizione di apartheid culturale del passato. Tuttavia, ad oggi, ancora pochissimi e del tutto insufficienti sono i licei musicali e coreutici istituiti dalla recente riforma della scuola secondaria superiore. Eppure, proprio in un momento storico che sembrerebbe poter fare a meno della cultura, non vanno sottovalutate le prospettive di occupazione del tutto nuove per musicisti e danzatori che la diffusione della pratica musicale nella scuola di base e nella fascia universitaria aprirebbe. In attesa degli sviluppi concreti di questa riforma e delle opportunità di formazione che grazie ad essa avranno i Saranno Famosi di domani, ricordiamoci che anche ciò che è pratico è cultura e non solo techné!


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