Il nostro attuale legislatore ?

In questi mesi mi sono spremuta sino all’ultima papilla cerebrale per riuscire a trovargli un appellativo quanto più possibile garbato, grazioso ed al contempo realmente descrittivo della sua intima essenza: Abile prestigiatore, Aladino, Peter Pan

Oggi si avvicinano i freddi invernali, la fantasia inizia a scarseggiare e non riesco a pensare a null’altro se non ad Attila, quel virile monarca d’oltralpe a noi tutti conosciuto come “il Flagello di Dio”.


La differenza è che il nostro legislatore – certamente meno attrezzato per aspirare agli antichi e divini obiettivi – è, molto più semplicemente ed oseremmo dire miseramente, il flagello del nostro assetto costituzionale e delle nostre rare leggi buone.

L’ultima tra queste, presa accuratamente di mira dalla germanica ascia, è il D.Lgs. 231 del 2001; uno dei pochi baluardi della legalità inseriti nel nostro Sistema normativo su precisa imposizione della Comunità Europea ed Internazionale.

Come abbiamo avuto modo di ricordare più d’una volta, il Decreto Legislativo 231/2001 è quello con cui – finalmente – si è preso atto della necessità di dovere controllare, ed eventualmente sanzionare in via diretta ed all’interno di un processo penale, la cd. illegalità aziendale.

Pleonastico e tedioso fare mente locale agli sfaceli causati alla collettività da società (precisiamo: da alcuni loro amministratori) come la Tyssen Krupp, la Parmalat, o tante altre sicuramente meno famose ma fuor di ogni dubbio altrettanto pericolose e foriere di danno per tutti, lavoratori, risparmiatori, consumatori, società civile in genere.

Tra gli oneri-obblighi del Decreto Legislativo 231/2001, due sono i principali: da un lato, la predisposizione di un Modello di Organizzazione che dia prova di avere azionato una precisa serie di misure atte a prevedere, prevenire e controllare, determinate condotte criminose in capo all’azienda ed alle persone che lavorano con o per essa; dall’altro, la nomina di un Organismo di Vigilanza – autonomo, indipendente ed estraneo alla società – che garantisca l’effettiva applicazione di tali misure preventive.

Oggi Attila ha deciso che troppi controlli rompono l’armonia dell’agognato rifacimento legislativo; e comunque sono invadenti, fastidiosi e dichiaratamente poco amati dall’ “elettorato societario”.

Ed allora?

Sorpresa! Nel faraonico Decreto Sviluppo, da mandare a Bruxelles per rimediare le figure più o meno barbine raccolte negli ultimi tempi, si è pensato bene di inserire un articolo 114 con cui si modifica il Decreto Legislativo 231/2001 e – guarda caso – ci si sbarazza in un batter d’occhio proprio di quell’impiccione dell’Organismo di Vigilanza.

Questo il testo letterale della geniale modifica: “nelle società di capitali, ove lo statuto o l’atto costitutivo non dispongano diversamente, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione coordinano il sistema dei controlli della società e svolgono le funzioni dell’organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b)” (comma 4 bis inserito all’art. 6 del D.Lgs. 231/2001).

In altre parole: fuori dalle balle i controllori…

Plateale presa per i fondelli il contrabbandare questo tipo di scelta con il proposito di ridurre i costi.

Ma i costi di chi?

Dei piccoli imprenditori che già oggi, in base alla 231 varata nel 2001, non sono obbligati a nominare l’Organismo di Vigilanza (comma 4 art. 6 cit.)?

O dei grossi – quelli stile Tyssen Krupp o Parmalat per intenderci – che si permettono un Consiglio di Sorveglianza ed un Comitato di Controllo della Gestione (entrambi interni all’azienda) e che alla fine, grazie alla nuova norma, finirebbero per risparmiare una vera e propria quisquilia per un organo esterno operante una tantum?

E tale presunto ed ipotetico risparmio dei ricchi potrebbe mai giustificare il certo e sicuro sacrificio dei poveri, v. la distruzione di una importantissima funzione di ausilio per la legalità e per l’intera collettività?  Legalità? Legalità, certo! Perché non dimentichiamo che c’è anche la riforma epocale sulla Giustizia…

Profezia? Di questo passo andrà a finire che i nostri Tribunali saranno frequentati solo dagli extracomunitari, che tra l’altro sono anche tristi e forse eccessivamente abbronzati…


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30 COMMENTI

  1. […] di inserire nel decreto sviluppo-bis l’abolizione dell’Organismo di Vigilanza. (vedi “Responsabilità delle società ed inaudita defenestrazione degli Organismi di Vigilanza” di Franzina Bilardo del 31 ottobre […]

  2. ecco Stefano, è proprio quello che dicevo.
    se si vuol fare male non c’è professionista esterno che non possa mettersi una mano davanti agli occhi.

    io mi focalizzerei su organismi indipendenti di whistleblowing invece, loro si che non sono influenzabili e se l’odv ignora una loro segnalazione passa i guai…

  3. io credo che il sistema dei controlli societari sia alquanto bizantino: collegio sindacale, revisori, per le quotate anche il comitato per il controllo interno, l’organismo di vigilanza 231, gli amministratori indipendenti, funzione complia…nce. e ciò nonostante, quando succede qualche truffa, imbroglio, nessuno ha visto niente. ma perché ci sono due ordini di problemi alla base: innanzitutto la maggior parte di questi soggetti è pagato dal controllato, e sfido qualunque professionista a denunciare il proprio pagatore. anche perché, nel mondo degli affari e delle professioni, il circolo è talmente chiuso che nei cda e nei collegi sindacali delle società ci sono sempre gli stessi soggetti, per cui se uno di questi realmente facesse il suo dovere e denunciasse ciò che non va, alla fine non lavorerebbe più. quindi organi scelti e remunerati da autorità di vigilanza a carico degli emittenti e apertura del mondo delle professioni soprattutto ai giovani, in modo da far entrare aria nuova e volti nuovi

  4. C’è un “piccolo”, in realtà gigantesco, particolare su cui vorrei focalizzare l’attenzione. La 231 è una legge che dovrebbe aiutare a prevenire ed evitare un centinaio circa di reati. La funzione di prevenzione è, dunque, strettamente penalistica, tanto quanto penalistica dovrebbe essere la funzione di vigilanza e di controllo assegnata all’organismo di vigilanza. Mi chiedo a questo punto: che senso ha affidare questo tipo di controllo ai sindaci (usualmente commercialisti, dunque esperti solo in fatti contabile) o al controllo di gestione, che normalmente è composto da dipendenti o funzionari dell’azienda che non sanno neanche la differenza tra il codice civile e il codice penale?
    Chi ha pensato a questa modifica normativa a mio avviso, o è ignorante, o è in male fede!
    Non vedo altra alternativa.

  5. credo che la proposta di legge non focalizzi il punto cruciale del problema.
    1 – la 231 impone espressamente l’Efficacia del Modello231
    2 – con questa normativa si tende a rendere la 231 uno dei tanti adempimenti burocratici che rimangono lettera morta.
    3 – condivido le perplessità sul risparmo …anche se ad onor del vero è indiscutibile che un Modello231 eseguito sulla base della proposta di legge sarà più economico,
    Ma, in conclusione, la domanda è:

    dato che il risparmio sul modello231 (come da proposta di legge) corrisponde ad un proporzionale incremento delle probabilità (non mere possibilità) di inefficacia del modello231

    questo risparmio è una operazione economicamente vantaggiosa (dato che la 231 si concretizza per lo più in una condanna economica/risarcitoria e gli imprenditori ragionano in termini squisitamente contabili) specie per i riflessi che ne potrebbe avere a medio lungo termine ?!
    qui prodest ?! …

    M.C

  6. Si parlava da tempo di dialoghi fitti con CONFINDUSTRIA ….
    Ormai siamo alla prepotenza politica più sfrenata.
    Dovrei utilizzare altri termini ma: “a buon intenditore poche parole…”!

  7. Sono assolutamente d’accordo con Enzo Frigerio.
    Questo tipo di provvedimenti è solo la perfetta ruota di scorta della riforma societaria e della assurda depenalizzazione dei reati societari.

  8. Complimenti per l’articolo.
    Come te sono sconcertato ma devo riconoscere il …colpo da maestro. Dopo il depennamento del falso in bilancio ecco la ciliegina sul dolce…..
    Dall’altra parte devo anche constatare la validità del vecchio e ironico detto “poche idee ma confuse”. Infatti dalla stessa sorgente tempo fa non veniva anticipata la volontà di rendere obbligatoria la certificazione dei Modelli? Quindi: dall’estremo incremento dei costi al costo zero.
    Credo che a Napoli direbbero: “ma che bella pensata”….

  9. Finalmente si parla di argomenti tecnici e difficili con la massima semplicità e chiarezza. Siamo talmente abituati al politichese, avvocatese, professorese, che leggere una professionista che riesce ad affrontare i temi più contorti e scottanti con la più assoluta naturalezza e linearità, è un piacere senza eguali!

  10. Buonasera Francesca,
    condivido pienamente l’articolo e sottopongo un mio personale spunto di riflessione: se si dovesse incaricare il Collegio Sindacale, il Collegio è disposto a fare questa attività senza nessuna remunerazione? Dubito che un Sindaco accetterebbe (ovviamente posso sbagliare ed essere smentito)… senza condiderare che è molto probabile l’eventualità che il Collegio stesso richieda un supporto consulenziale ad esempio per espletare gli audit periodici in azienda. Dico ciò perchè la ratio della riduzione dei costi mi pare una fesseria.

    Saluti,
    Matteo Scomparin

  11. Signora Biliardo la sua chiarezza nello scritto mi lascia a bocca aperta. Mai potrebbero esserci commenti, esterna sempre in modo inequivocabile i suoi argomenti. Attendo sempre con ansia ogni suo argomento per leggerlo e soddisfarmi. Davvero i miei complimenti!!

  12. E’ bello vedere questo ping pong dialettico tra il lettore e l’autore. Mi piace anche molto l’amore per il dialogo (a volte anche acceso e pungente) mostrato da Franzina Bilardo.
    Al di là delle scaramucce verbali, io credo sia proprio questa tra le maggiori potenzialità del web e delle riviste on line: potere parlare liberamente ed eventualmente confrontarsi senza problemi. Un po’ come nei salotti privati.

  13. Gentile Alessio B., che piacere riaverla tra noi !
    Al di là della forma più o meno spartana usata da entrambi – stia tranquillo, io sono un maschiaccio che da ragazzina faceva a botte con i compagni di classe – credo che l’apparente litigio nasconda una cosa bellissima: il dialogo, il confronto, la ricerca di una soluzione comune, la non precostituzione di ricette perfette. Potrei avere ragione, ma potrebbe essere nel giusto Lei. L’importante è parlarne.
    Il vero problema odierno è purtroppo questo: troppa legislazione di emergenza al di là di un dialogo fattivo e profondo. Questo, Le posso assicurare, io l’ho contestato sempre a chiunque (destra, centro, o sinistra che fosse) abbia ritenuto di poter trattare la gente come pecorume inerte ….
    Sperando di potere riavere con Lei una prossima e sana scazzottata sul ring del confronto dialettico, mi auguro di poterLa considerare uno dei nostri.
    A presto
    Franzina Bilardo

  14. Ottimo articolo, anche perché di questi cavilli giuridici a volte è difficile informarsi, a meno che non si è direttamente calati nell’ambiente.
    Ogni volta leggo di queste leggi, anticostituzionali ed illegali, e mi chiedo: è mai possibile che non abbiamo nessun modo per contrastarle? È mai possibile che noi cittadini siamo talmente in schiavitù da poter soltanto commentare questi meri atti, senza nessuno strumento per far sentire il nostro dissenso? Repubblica sulla carta, ma oligarchia di fatti.
    Io solo da poco ho iniziato ad informarmi seriamente di politica e contorni, quindi rivolgo queste “preoccupazioni” a voi che di conoscenza ne avete senza alcun dubbio ben di più.

  15. scusandomi ancora pregherei di cancellare la risposta delle 11.53 per trasformarla cos

    Gentile signora Bilardo

    ho riletto dopo un caffè la mia prima frase, aveva ragione , era infelice

    prego i moderatori di cancellarla perchè non la intendevo nel senso che si può leggere, c’era dietro un ragionamento tutto mio di gola e golosità che non ho saputo esprimere.

    Non vedo però traccia di necessità comuni nella difesa degli ordini e delle corporazioni che oggi sono le uniche benificiarie delle opportunità date dall’obbligo di OdV esterni e come Lei facilmente immagina non appartengo a nessuna di queste.

    Nell’ultimo suo punto invece posso assicurarLe che si sbaglia , so perfettamente quante pendenze caricano la nostra amministrazione giudiziaria, ma ora vede cara signora che si spiega meglio, noi di controlli abbiamo bisogno e da parte della Gdf , dei VVFF et simila , non di ODV esterni che nulla garantiscono se non di lucrare abbondantemente sulle loro prestazioni.

    Confermo quindi la mia idea iniziale, anche un OdV interno può essere ottimo se costituito in buona fede,e uno esterno pessimo se incoraggiato essere molto comprensivo con il sorvegliato.

    Con i miei più cordiali saluti

    Alessio G. Barbera
    agb@alessiobarbera.com

  16. Gentile Signor Emilio

    credo che il punto sia proprio che il “flagello di Dio” ha disposto che possano vigilare anche organi interni ma non ha mai detto che si può fare a meno di vigilare.

    è un po come l’rspp, se lo fa il datore di lavoro perchè tutti pensano che allora non lo faccia ?

    alcuni DdL la prendono seriamente la cosa

    chi non la prende seriamente anche con l’Rspp esterno ( quindi con un ODV in altro ambito ) non farà altro che non leggere il piano di miglioramente e lasciare le cose come stanno, perchè nessuno controlla

    cordiali saluti

    Alessio G. Barbera

  17. Il vero guaio è che alla fine la gente non capisce più come deve comportarsi e perché.
    Le aziende, ad esempio, che hanno digerito poco e male la 231, perché la dovrebbero implementare o peggio ancora mettersi in casa dei controllori esterni, quando gli stessi organi di governo dicono che ne possono fare a meno?

  18. Gentile Alessio G. Barbera, è vero, probabilmente io avrò spremuto poco e male le mie papille gustative, e chissà fors’anche quelle ottiche, renali, dermiche, duodenali, nonché tutte quelle presenti nel panorama anatomico delle papille da Lei volgarmente richiamato a fini denigratori nei miei confronti. E’ però certo che Lei ha azionato poco o nulla le connessioni logiche intercorrenti tra i Suoi neuroni. Mi è, ad esempio, del tutto oscuro il nesso logico tra il problema della 231 e degli organismi di vigilanza e quello degli imprenditori collusi con la mafia …
    Circa la mia presunta pochezza di idee ed il mio uso di luoghi comuni, riterrei di cattivo gusto uno scontro sul tema in questa sede. Mi ritengo tuttavia soddisfatta di potere essere in grado di trasfondere gli stessi luoghi comuni (che, forse, potrebbero anche riagganciarsi a tematiche ed a necessità “comuni” ….) in un italiano un pochino più attento del suo.
    Per il resto, è anche possibile che io abbia visto poche aziende, ma di certo Lei non ha la più pallida idea di quanti processi penali sono quotidianamente pendenti per violata sicurezza sul lavoro, false comunicazioni sociali, riciclaggio e ricettazione industriale, smaltimento illecito di rifiuti, truffe ed abusi degli strumenti finanziari e societari, violazioni del più vario genere afferenti il diritto penale dell’economia; tutti reati che, al contrario di quanto illogicamente ritenuto da Lei, necessiterebbero il quadruplo dei controlli oggi esistenti.
    Mi fa comunque piacere che Lei legga la nostra rivista e colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
    Franzina Bilardo

  19. Franzina , centri sempre gli obiettivi più scottanti di questo Governo fascista-celato .
    Complimenti e sempre in bocca al lupo .

  20. Per fortuna c’è chi riesce a sgamare e, quantomeno, a gridare al mondo intero quello che sta succedendo. Non si può smontare così un assetto normativo. Si alzano la mattina e cambiano una legge, poi un’altra, poi emettono decreti su cui costringono a dare la fiducia, e tutto con una superficialità da fare veramente paura. Io conosco bene il problema della 231 e degli organismi di vigilanza. Sono tematiche molto serie e molto difficili. Non si possono affrontare con una tale incompetenza, e non si possono sopratutto lasciare fuori i diretti interessati, quelli che ci lavorano, quelli che conoscono il tema. Vorrei proprio conoscere gli esperti che hanno lavorato a questa bella torta!

  21. Premesso che le papille sono formazioni a forma di mammella , le più note sulla lingua dette gustative e che a usare quelle putroppo Lei ottiene solo i risultati che leggiamo, un mucchio di luoghi comuni , poche idee e tanti pregiudizi contro il legislatore oltre che una difesa corporativa delle società di consulenza che spremono decine di migliaia di euro per modelli e procedure fotocopia, premesso ciò direi che Lei non ha mai visto società con eccellenti odv interni che non per forza sono associati a delinquere , se una società vuole , fa ottimi mog anche senza odv esterni, se non vuole non sarà certo pagare a qualche avvocato o dottore in lettere e filosofia a farle rispettare la legge .

    A noi manca la moralità non le leggi, finchè imprenditori collusi con la mafia vengono scarcerati quotidianamente vanificando l’attività investigativa e la certezza della pena è tale solo per i poveracci e non mai per i potenti e ricchi (che abbiano o meno un odv esterno) , non ci saranno leggi che tengono ,saremo il terzo mondo dell’europa.

    distinti saluti

    alessio g barbera
    milano

  22. Non cambierebbe nulla sotto il profilo della sanzionabilità dell’ente.
    Qualcosa cambierebbe, però, sotto il profilo della “prevenzione” delle condotte illecite.
    La possibile coincidenza fra “reo” e “controllore” potrebbe facilitare – non di poco – l’aggiramento della legislazione posta a tutela dei lavoratori e dei consumatori.
    Concordo. Effettivamente un passo indietro.

  23. Questo Attila è oltremodo flagello della società italiana. A me sembra che si potrebbe accostare ad un altro personaggio, altrettanto scomodo e forse “fantastico”, chiamato Dracula. Quest’ultimo sicuramente non aveva le capacità di portare fuoco, fiamme e distruzione dove passava, ma chiaramente, come tutti sanno, riusciva a “cacciar l’anima” della malcapitata succhiandogli le energie(il sangue).
    A me sembra che la direzione sia proprio questa, tirano il sangue ai poveretti e sostengono le banche e le aziende con le quali riuscono a organizzare i propri affari.
    Questo è l’atteggiamento che la politica sta deliberatamente manifestando mentre la gente è presa dalle mille imprese quotidiane per portare il pane a casa o semplicemente a districarsi tra i cavilli imposti da leggi ” ‘mpirugghia peri “(dalla lingua siciliana “intralci per i piedi”).
    Il tutto è ben condito dal sistema mediatico che partecipa abbondantemente all’affare facendo comunicazione programmata per fare apparire tutto il contrario della realtà.
    Non so dove siamo e dove andremo, so con certezza che qualcosa non funziona e che in tanti stanno cominciando a soffrirne… spero che si raggiunga presto una massa critica di persone che vogliono abbattere il sistema per proporre un nuovo risorgimento.

  24. E’ un problema di ignoranza e di malafede. E loro, ovviamente, se ne approfittano. Come sempre, infilano dentro il mucchio quello che gli interessa e lo vestono con una qualche scusa più o meno plausibile. L’Organismo di Vigilanza ed il Modello di Organizzazione sono le uniche cose che possano permettere un minimo di controllo sostanziale all’interno delle società. Controllo non solo di contabilità e di gestione, ma sopratutto sui reati.
    Ha fatto benissimo l’avv. Bilardo a ricordare la Tyssen Krupp e la Parmalat. Dubito che un Organismo di Vigilanza esterno, formato da professionisti che rischiano la propria carriera ed onorabilità, si presterebbe a diventare complice di tali massacri e disastri.

  25. condivido tutto con un ulteriore precisazione: i controllati diventano controllori. I sindaci infatti sono anche essi destinatari del Modello con l’obbligo di rispettarlo! in particolare per quanto riguarda i reati connessi ai dati contabili e ai bilanci. Che dire poi del trasferimento automatico senza salvaguardia delle decisioni gia adottate e per gli Odv esistenti. Basterebbe dire che la scelta per laffidamento ai sindaci o a diverso organo deve essere espressa nello statuto o atto costitutivo ( ma perchè poi scomodare l’assemblea straordinaria per di più) e stabilire che sino a questa modifica per chi ha gia adottato il Modello e nominato lOdv vale la delibera gia adottata!! e infine : che diranno i magistrati a proposito do un Odv affidato ai sindaci???

  26. Condivido quanto hai chiaramente argomentato.
    Evidentemente questi controllori fanno ombra e tutte le occasioni sono buone per potersene disfare.
    Nell’ultimo tuo capoverso hai affronatto un problema di non poca importanza: Tibunali penali e quindi Procure della Repubblica.
    E’ ben vero che il legislatore ci mette del proprio al fine di rendere le maglie della giustizia più larghe, ma anche le Procure a 10 anni dall’entrata in vigore della 231/01 cosa hanno fatto? Quanti magistrati di Procura conoscono la menzionata legge? Forse una percentuale infinitesimale.
    Si tende a perseguire rapidamente quei reati che possono avere una risonanza sui media, mentre per tutti gli altri molte volte si tende a far passare il tempo e così si arriva alla prescrizione con poco lavoro e nessun impegno.
    Prova a vedere la questione anche da questo punto di vista che può essere l’altra faccia della medaglia.

  27. Troppo tenera ed educata la critica del’autrice, focalizzata su aspetti prettamente giuridici. Sarebbe giusto cominciare alla radice della cultura che sta generando queste e altre distorsioni. Da tempo si tenta di far passare una scelta di rilancio dell’economica basta sulla distruzione dei capisaldi della legalità e del vivere civile. Delle due forze che si scontano sempre in questi tempi di crisi c’è sempre forte presente quella che vede nelle legalità e nei principi etici un limite e un vincolo alla possibilità di fare affari, anche passando sopra la la vita e la dignità delle persone. La scorciatoia dell’illegalità e del sopruso anche violento, tipico delle società barbariche e delle realtà dominate dalla cultura criminale, fa credere che così si possa fare lauti affari in modo rapido e abbondante. Questa distorsione culturale retaggio di epoche oscure della storia, si è sempre rivelata devastante e assolutamente inefficace nel medio e lungo periodo. Ma tantè che l’idea di un facile vantaggio o un guadagno da rapina che resti senza una punizione rappresenti una sirena dal canto irresistibile. La cultura del denaro facile senza vincoli etici, morali e legali, è quella stessa che ha creato le organizzazioni criminali che devastano anche il territorio dove vivono con rifiuti tossici per trenta denari. Già oggi manca una cultura dei controlli efficaci e non basata su bizantinismi formali, figuriamoci se a certificare la bontà di tali controlli saranno ora gli stessi controllati e i loro collusi. Speriamo che coloro che capiscono che solo una società basta su solidi principi etici e rispetto dell’uomo e dell’ambiante è la sola che possa consentire uno sviluppo sostenibile duraturo e non più solo l’illusione di una ricchezza formale e effimera.

  28. Anche oggi si tocca un argomento scottante, che cela sotto le vestigia di una modifica legislativa squisitamente tecnica, una nuova sciabolata alla già bucherellata rete di protezione sociale, al cui smantellamento l’odierno legislatore si sta allegramente dedicando.
    E’ verissimo che il disegno finale parrebbe quello di stigmatizzare e processare oramai solo i ladri di galline e forse magari di biciclette: i potenti, le multinazionali, le banche ed i centri occulti di potere saranno sempre più coperti dall’impunità.
    Come? Semplice, inserendo le picconate più insidiose a norme quali quella che prevedeva l’obbligatorietà degli Organismi di Vigilanza autonomi per sorvegliare le gradi realtà societarie (che più grandi sono più danni all’intera società possono fare, vedi ad es. Cirio, Parmalat, Bipop-Carire ecc ecc) in commi di Decreti o Disegni di Legge ben camuffati ed apparentemente innocui.
    La tecnica legislativa attuale è infatti questa: prevedere l’abolizione di un reato o di una norma incriminatrice (particolarmente odiosa e socialmente repellente) nel decreto stabilisce ad esempio……….la normativa di riferimento per i livelli massimi di anticrittogamici nelle barbabietole!!!!!
    Ecco quindi svelato il mistero, una politica di falsa legalità o meglio di contrasto ai ladri di polli, lasciando impuniti e tranquilli coloro che, dietro lo schermo delle grandi società, possono agire, commettere reati, arricchirsi con tale attività criminale ed essere impuniti per Legge.
    Ormai per i Tribunali penali d’Italia (quelli che resteranno….) si apre un futuro di fogli di via, di ritiro di patenti e forse, in qualche caso eccezionale, di condanne ai fumatori di haschish; per tutto il resto, maglie larghe e prescrizioni brevi faranno il lavoro sporco.

  29. Sono perfettamente d’accordo con l’Autrice. I nostri guai continuano ad essere legati a modifiche legislative anti legalità ed anticollettività. E’ una operazione raffinata, sofisticata e nello stesso tempo pericolosissima.

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