Dopo numerose ingiunzioni provenienti dall’Europa, il Consiglio dei Ministri ha presentato alla Camera il disegno di legge costituzionale numero 4620 AC, che prevede l’inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione a partire dal 2014.

Il pareggio di bilancio, spiega Tremonti, “non sarà solo un criterio contabile” ma un principio “ad altissima intensità politica e civile” che per questo “sarà introdotto nella Parte Prima della Costituzione su Diritti e Doveri dei cittadini”.

Per garantire il pareggio di bilancio saranno modificati tre articoli della Costituzione: l’articolo 81, (che fino ad oggi prevedeva l’obbligo di copertura delle leggi), l’articolo 53 (sulla contribuzione dei cittadini) e il 119 (sul federalismo fiscale).


Il ddl, che consta di soli quattro articoli, muove dalla modifica dell’articolo 53, collocato nel titolo IV (Rapporti Politici) della nostra Costituzione.

L’articolo 53 sancisce: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Il “principio della progressività” rappresenta un cardine, non solo per quanto riguarda il funzionamento  dello Stato  (da questo principio dipendono tutte le leggi in materia fiscale), ma perché dà attuazione ai principi di equità e giustizia sociale cui la nostra Costituzione si ispira.

All’articolo in commento, il Disegno di Legge aggiunge il seguente comma: “La Repubblica, in conformità ai vincoli economici e finanziari che derivano dall’appartenenza all’Unione europea, persegue l’equilibrio dei bilanci e il contenimento del debito delle pubbliche amministrazioni, anche assicurando le verifiche a consuntivo e le eventuali misure di correzione, in base ai principi e ai criteri stabiliti con legge, approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna delle Camere”.

Rispetto alla versione precedente, l’articolo prevede la verifica di come saranno utilizzate le risorse. Resta ancora da definire quale sarà l’Organo preposto al controllo.

Il rispetto dell’equilibrio di bilancio sarà un vincolo anche per “i comuni, le provincie, le città metropolitane e le regioni” che dovranno tenerne conto anche nell’ambito della loro autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Gli enti territoriali possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, ma occorrerà definire i piani di ammortamento, nonché rispettare i principi e i criteri stabiliti da una Legge che, prevista dal nuovo articolo 53 della Costituzione, fisserà i vincoli che derivano dall’Unione Europea e le modalità di contenimento del debito delle amministrazioni pubbliche.

Il cammino del ddl non sarà rapido, poiché per la modifica costituzionale sarà necessario fare una doppia lettura di ciascuna Camera.

E’ già partita, però, la battaglia culturale e politica sul ruolo dello Stato e del suo intervento in economia. Ne riparleremo.


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1 COOMENTO

  1. Si vuole sancire così un ulteriore vincolo alla sovranità popolare, piegandolo alla volontà e ai capricci dell’economia (o meglio dei signori che giocano con l’economia) e di organi quale l’Unione Europea e la BCE distanti, mettiamola così, dai controlli elettorali delle popolazioni che vogliono governare/controllare/dominare.

    L’Unione Europea è in mano alle banche.
    Sarebbe tutto da rifondare da zero. Ma nessuno pare voglia svegliarsi…

    Saluti, G.

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