Il geometra è sempre abilitato alla progettazione delle costruzioni civili e tale competenza permane sia con riferimento alle costruzioni a struttura metallica, sia con riferimento alle costruzioni che richiedano l’impiego di conglomerato cementizio armato normale o precompresso, a patto che l’edificio civile progettato sia qualificabile “modesto”.

Lo ha stabilito, con sentenza n. 1022/2011, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione prima di Catania, accogliendo il ricorso proposto da un geometra avverso il diniego di nulla osta del Genio civile, perchè gli elaborati progettuali non erano stati redatti e firmati da un tecnico laureato.

Si tratta di decisione destinata a rilanciare un dibattito, in realtà mai sopito, sulle competenze progettuali relativamente agli edifici civili, ma soprattutto a porre in discussione l’orientamento della Cassazione che aveva sin qui considerato nulli – sul piano civilistico – i contratti d’opera professionale stipulati da geometri, qualora gli stessi avessero ad oggetto la realizzazione di opere in cemento armato.


Secondo il TAR, in particolare: ” ai sensi dell’art. 17 della L. 64/1974, possono essere eseguite costruzioni su progetto di ingegneri, architetti, geometri o periti edili iscritti nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze. Per delineare, allora, le competenze dei geometri occorre fare riferimento alle norme che disciplinano la specifica figura professionale, e quindi all’art. 16 lett. m del R.D. 274/1929 (Regolamento per la professione di geometra) che contempla chiaramente – tra le varie ipotesi – le attività di “progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili”.

Pertanto,nei limiti del carattere “modesto” dell’edificio civile, la progettazione può essere eseguita in zona sismica anche da un geometra. Si può aggiungere poi che tale competenza del professionista permane anche … nelle ipotesi in cui il progetto (di edificio modesto) preveda l’impiego di cemento armato.”

Ed ancora, “se.. il legislatore ha richiesto l’intervento dell’ingegnere (o architetto) al fine di tutelare direttamente la staticità dell’edificio e, indirettamente, la sicurezza pubblica; e se – a tali fini – viene ritenuta sufficiente in giurisprudenza la ‘ratifica, con assunzione di responsabilità’ ad opera di un ingegnere del progetto redatto da un geometra; allora si deve ritenere che – a maggior ragione – sia legittimo ed ammissibile il progetto che un geometra abbia redatto solo per la parte architettonica, allorquando lo stesso contempli gli elaborati tecnico strutturali firmati tutti da un ingegnere.”

La sentenza, da un canto non dubita in ordine alla possibilità per i geometri di eseguire la progettazione degli edifici civili modesti anche in zona sismica, dall’altro – e contraddittoriamente – finisce col ritenere ciò ammissibile solo qualora il “geometra abbia semplicemente confezionato l’aspetto esteriore della costruzione, lasciando correttamente all’ingegnere il compito di determinare gli aspetti tecnico/costruttivi del ‘disegno’ proposto”.

In definitiva, sarebbero legittime le progettazioni di opere private effettuate dal geometra, fermo rimanendo la necessità della sottoscrizione di un ingegnere o architetto, in ordine all’idoneità delle soluzioni tecniche ed architettoniche adottate.


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3 COMMENTI

  1. Caro Nunzio, “certo” proprio per niente.
    Come al solito voi geometri prendete solo quelle (pochissime e contraddittorie) sentenze che se ben “forzate” nell’interpretazione, potrebbero far intendere che il geoemtra è un progettista. Tra l’altro guardacaso sono sentenze tutte di tribunali del profondo sud dove l’edilizia e la legge sono due cose assolutamente distinte.
    C’è la ben più recente sentenza del TAR Abruzzo che invece entrando nel merito e non facendo salti logici e deduzioni da bar sport, è ben chiara e va nella direzione della stragrande maggioranza delle sentenze che “cercano”, non riusciendoci ancora da decenni, a riportare la figura del geoemtra, che è SOLO UN DIPLOMATO, un tecnico quindi che ha studiato solo fino a 18-19 anni a scuola e non sa l’università e lo studio scientifico/culturale neanche dove stia di casa: la modesta costruzione non è un fatto nè solo quantitativo, nè solo tecnico, anche se di per i due aspetti possono genericamente definirla. Può esserci una costruzione di “piccole dimensioni” (ben sotto i 5000 MC) che non sia affatto “modesta”, ovviamente. Ma questo bisogna comprenderlo, e se mancano le nozioni di base, non si riesce neanche ad arrivarci.
    Come ci possono essere banali villette a schiera che nel loro insieme, incidendo sul territorio, sull’urbanistica quindi, sul paesaggio (ha idea di cosa sia il “Paesaggio” nell’accezione della Convenzione Europea sottoscritta ANCHE dall’Italia o anche solo alla francese?), sulle maestranze contemporaneamente impegnate in cantiere, sulla contabilità e sicurezza certamente non sono più definibili “modeste costruzioni”, ecc.
    In ogni caso, la prassi italiana è completamente illegittima. Un geometra, e TUTTE, proprio TUTTE le sentenze di gerarchia superiore hanno ribadito, non può guardare il C.A. neanche da lontano. Salvo per costruzioni ACCESSORIE che non implichino la sicurezza delle persone: stalle, piccole rimesse, piccoli depositi, ecc.
    Il resto sono assolute forzature.
    A parte le favole, non esiste in Europa una figura paragonabile (per pochezza di studi) al geometra italiano. Corsi e corsetti successivi di certo non possono e non potranno mai “abilitare” a settori che implicano un livello culturale e tecnico-scientifico che in TUTTO IL MONDO è riconosciuto SOLO A CHI HA COMPIUTO STUDI DI LIVELLO UNIVERSITARIO. Fuori dall’Italia il geometra italiano FA RIDERE. Non esiste.
    Tutte le figure paragonabili, hanno compiuto dopo la scuola percorsi ulteriori, non universitari, di 4 e a volte 5 anni. Il geometra italiano non ha la minima preparazione ultra-scolastica.
    La forza gli deriva da decenni di esercizio abusivo della professione di architetto e ingegnere, grazie a centinaia di comuni in cui i tecnici (spesso geometri) facevano passare progetti dei loro colleghi senza rifiutarli come avrebbero dovuto.
    Ogni volta che qualcuno si è opposto o ci sono stati contenziosi, i progetti dei geoemtri sono stati giustamente rifiutati per mancanza di competenze.
    Non c’è presidente o persona che tenga: il geoemtra NON E’ UN PROGETTISTA a tutto tondo. Non ne ha la minima formazione.
    E non si tratta di strutture, il mio campo e dei miei colleghi.
    Io collaboro quotidianamente con architetti e geometri: signori geometri, non potete paragonare uno di voi che per la “mera pratica” dovuta all’età, ha fatto magari 10 anni di “esperienza” ad un architetto neoolaureato o addirittura ad un architetto che nella vita fa “altro”.
    Prendete ad esempio i progettisti con anche solo qualche anno di esperienza e UNA LAUREA in Architettura. Parlate linguaggi completamente diversi. Imparagonabili sia per spessore culturale, sia per approccio alla progettazione.
    So bene che ci sono geometri che “tirano su palazzine”. E infatti hanno massacrato la maggio parte del territorio italiano.
    Però PROPRIO PERCHE’ NON SIAMO PIU’ NEL 1929, E’ ORA DI DIRE BASTA.
    La progettazione deve essere consentita, COME NEGLI ALTRI PAESI, ad architetti ed ingegneri LAUREATI (quinquennali).
    Il “supporto” alla progettazione anche ai laureati triennali.
    Il geometra deve tornare a fare ciò che fanno le figure corrispondenti negli altri paesi che hanno la sua formazione scolastica o addirittura 4 anni aggiuntivi di percorsi formativi di “edilizia” (non certo architettura o ingegneria): cantiere, cantiere, cantiere sotto la responsabilità dal punto di vista progettuale di un architetto e strutturale di un ingegnere. Il resto è robaccia esclusivamente italiana. Basta.
    In ogni caso se siete tanto bravi, le università, dai Politecnici in giù sono lì: iscrivetevi e dall’alto della vostra “scienza” ne uscirete in quattro e quattr’otto.

  2. Certo Geometra Mario Ambrosini che rientra nella competanza di un geometra ai sensi della sentenza dela corte costituzionale 199/93 il limite quantitativo , qualitativo ed economico è contenuto nella volumetria dell’involucro edilizio pari a 5000 mc ed in linea con le normative edilizie correlate che la disciplinano , compreso il D.M. 14 gennaio 2008 Norma sismica e s.m.i. che non precludono in nessun modo le competenze del geometra . In ultima analisi anche la giurispudenza piu’ attenta sta’ riconoscendo tale principio vedasi sentenza del Tar Marche del 12 maggio 2011 che ha riconosciuto le competenze ad una geometra progettista di un immobile di mc 4261 composto da tre piani fuori terra ed uno entro terra .
    Pertanto in attesa di una variazione del legislatore l’unico parametro superiore di riferimento è l’anzidetta sentenza della corte costituzionale 199/93 .

  3. vorrei sapere se un fabbricato composto su un unica platea di fondazione quota meno m 3 sotto livello di campagna con rialzo muri perimetrali in c.l.s armato e costruzione piani 2 furori terra composta da due fabbricati con 4 unità abitative ciascuna totale 8 appartamenti ,rientra nella modesta progettazione competenza calcoli cementi armati del geometra .

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