Ieri sera, al Festival di Sanremo lo spazio centrale della prima serata è stato riservato a una personaggio tutt’altro che abituato a stare sotto i riflettori.

Quel personaggio, è stato, per anni, il simbolo del calcio italiano nel mondo e, oggi, è un brizzolato signore sulla cinquantina, padre di famiglia, che porta in giro per il mondo il suo spirito filantropico: Roberto Baggio.

Dopo un’empatica intervista con il conduttore Fabio Fazio, l’ex Divin Codino si è preso tutto il palco del’Ariston e ha tenuto incollati gli oltre 10 milioni di telespettatori con la sua personalissima lettera ai giovani. Un momento toccante, già nella storia della manifestazione, dove uno dei beniamini sportivi più amati d’Italia si è distinto per la lucidità e la freschezza dei suoi sentimenti, non senza tradire un briciolo di emozione.

A distanza di poche ore, le parole di Baggio risuonano ancora tra i teleschermi e la rete di internet e noi le riportiamo affinché servano da monito a quanti, vittima della disoccupazione, di un lavoro malpagato o dell’insoddisfazione, abbiano smarrito l’entusiasmo di lottare, ogni giorno. Ecco l’esempio di un fuoriclasse vero, che non ha permesso alle difficoltà incontrate di soffocare il proprio talento.



“A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli.

Per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani, così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli, anch’io ero così. Io però, senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.

La prima è passione.
Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è gioia.
Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. E’ proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è coraggio.
E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è successo.
Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.

La quinta è sacrificio.
Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.

Ed è proprio questo che auguro a Voi ed anche ai miei figli”.

 


4 COMMENTI

  1. Io vorrei aggiungere CURIOSITÀ. Secondo me anche essa da parte dei bisogni della vita. Anche se non sono molto esperta, ho solo 15 hanno.

  2. PASSIONE, GIOA, CORAGGIO, SUCCESSO, SACRIFICO 5 parole chiave, ma che fanno male a doverle interiorizzare. per questo non le ammettiamo, che sia un adulto a dircelo.
    Ed invece sono l’essenza della vita racchiusa nell’Amore , basterebbe ogni giorno usare le 5 parole magiche è non ci sarebbero più violenze sulle donne !!! sui bambini!! sui vecchi !!

  3. le parole possono servire,aiutano ,a volte,con l’esempio costante è possibile educare ,formare i giovani

  4. chicchiere! LA cosa peggiore che un adulto può fare è cercare di indottrinare un giovane. Bisogna fare da soli sin da giovani. Smettessero di metterli al centro dell’attenzione mediatica per strappare una lacrima. Cercando di inculcargli qualcosa gli avete solo trasmesso i valori sbagliati. Le persone vanno avanti con l AUTOCRESCITA. Altro che genitori devono fare da soli. GLi abbiamo solo rovinati sti giovani! E LASCIATELI STARE!

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