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Fisco 5 novembre 2012, 11:22

Decreto TFR: tornano i soldi nelle tasche dei dipendenti pubblici

In attuazione della sentenza della Consulta, lo Stato ristabilisce le norme precedenti e restituirà a suoi dipendenti quanto è stato tolto dal gennaio 2011 a oggi


Il Governo, con il decreto legge n. 185/2012 fa marcia indietro e adegua la normativa in materia di TFR dei dipendenti pubblici alla sentenza della Corte Costituzionale n. 223/2012. Con decorrenza 31 Ottobre, gli enti dovranno fare una variazione in bilancio per far fronte a questi oneri verso i propri dipendenti, quantificabili in una quota pari al 2,5% delle retribuzioni annue utili ai fini Tfr. La sentenza dunque, oltre a cancellare il contributo di solidarietà a carico degli statali e abolire i tagli alle indennità dei magistrati, boccia la trattenuta del 2,5% sul Tfr a carico del dipendente pubblico. Alla base della decisione dei giudici, che con un’unica sentenza hanno abbattuto tre misure importanti di austerity, ci sono chiare ragioni di equità.

La norma in questione, dl 78/2010 dell’ ex Ministro Tremonti, creava disparità di trattamento tra il pubblico impiego e il settore privato, in cui il tfr grava interamente sul’azienda. LaCorte ha richiamato la Costituzione negli articoli 3 – uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge – e 35 – proporzionalità tra oneri fiscali e capacità contributiva: un euro ha lo stesso valore se guadagnato da un lavoratore pubblico o privato, per cui il livello di tasse deve essere il medesimo. Un principio semplice, che tuttavia ha imposto al Ministro Grilli l’adozione di misure tempestive e la relativa copertura finanziaria.

Ristabilendo le norme precedenti, insomma, lo Stato restituirà a suoi dipendenti quanto è stato tolto dal gennaio 2011 a oggi. Al momento della pensione, la liquidazione sarà calcolata come se quel taglio non fosse mai avvenuto. Ed è stato stimato che questo ripristino delle vecchie norme costerà in totale 3,8 miliardi al bilancio dello Stato. Ciò non significa tuttavia che il governo dovrà trovare subito l’intera cifra: la gran parte della restituzione sarà un problema futuro. Anche se esiste un problema fiscale, a cascata, di non facile risoluzione, in quanto l’imponibile di questi lavoratori era stato decurtato ingiustamente e, dovendo essere sospesa la “rivalsa”, con la sua restituzione cambierebbero anche i conteggi delle imposte del 2011 e 2012.

Così, per ora, con il decreto il Governo ha stanziato risorse dal 2012 al 2015 per oltre 40 milioni di Euro. Per gli statali gli effetti in busta paga, che si manifesteranno presumibilmente da Dicembre, saranno quantomeno tangibili. Per un impiegato comunale, per esempio, la pronuncia costituzionale vale 332 euro di arretrati del 2011 e 307 euro per il 2012. Un totale di 639 euro di arretrati, pari a 24 euro netti mensili per 2 anni. Per un impiegato con la responsabilità di un ufficio, a cui generalmente spetta un’indennità di carica, la cifra sale a 35 euro mensili. Le cifre raddoppiano per i dirigenti (v. tabella).


Pubblicato da il 5 novembre 2012 alle 11:11 in Fisco
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13 Commenti per Decreto TFR: tornano i soldi nelle tasche dei dipendenti pubblici

  1. roberto

    salve sono um dipendente statale con 32 anni di servizio. divorziato , vivo da solo. sto acquistando per mia figlia un immobile sito nello stesso comune sede del mio lavoro. l’immobile viene intestato a mia figlia . abbiamo fatto gia il compromesso e l’anticipo e’ stato versato da me. il mutuo sara intestato a mia figlia con me come garante. Posso chiedere l’anticipazione sul tfr? grazie

  2. giuseppe

    ciao sono Giuseppe lavoro presso un ente pubblico ho avuto un problema di salute ,

    per questo motivo ho chiesto un anticipo sul mio TFR nella percentuale del 15% non mi estato concesso vorrei sapere se mi spetta oppure hanno ragione nella mia azienda. un grazie anticipato.

  3. edo

    Correggi l’articolo, su.
    Hai interpretato non correttamente il decreto legge approvato per tornare alle vecchie regole (ante riforma dichiarata incostituzionale) e per non scucire un euro.
    Ciao

  4. Serafino De Bellis

    A me sembra, al contrario, che questo decreto legge comporti come conseguenza che non sarà sospesa la trattenuta del 2,5% e non saranno restituite le trattenute del 2011 e 2012.
    Il D.L. 185 è stato adottato proprio per evitare l’esborso, da parte dello Stato e dei vari Enti, di una somma complessiva quantificata in circa 3/4miliardi di euro, che in base alla sentenza n. 232/2012 della Corte Costituzionale sarebbe dovuta essere restituita.
    Spero però di avere torto e che sia giusta la Sua interpretazione.
    La ringrazio
    Serafino De Bellis

  5. edo

    Caro commentatore.
    E’ già uscito il decreto legge che dispone il ritorno al vecchio sistema di TFS.
    Lo Stato non scuce un euro, altro che arretrati.
    In compenso si ritorna ai vecchi conteggi.
    Aggiorniamo l’articolo, su.

  6. Enio Minervini

    Continuo a non trovare risposta alla seguente domanda: cosa succede ai dipendenti pubblici che hanno il TFR perchè assunti successivamente al 2001, considerando che anche essi hanno la trattenuta del 2,5%?
    Passano anche loro al TFS?
    Qualcuno può rispondere?
    Grazie

  7. giuseppe piccolo

    se ho capito bene questo governo lascerà in eredità un ulteriore debito, scaricando sulle generazioni future debiti che si potevano coprire subito ( vedi evasione fiscale
    e/o patrimoniale )

  8. freddy

    Io continuo a ribadire che bisogna scindere il TFS dal TFR. Quest’ultimo riguarda solo gli assunti dopo il 31.12.2000. Per quanto rigurda gli anticipi si può chiedere basta utilizzare le chiavi giuste. L’art. 2120 cc regolamenta il TFR e nella fattispecie prevede anche l’anticipo. Il problema italiano è che il tfr è gestito dall’Inps ex inpdap e poichè anche in materia di tfr e tfs utilizza il sistema a ripartizione difficilmente riuscirebbe ad evadere tutte le domande di anticipo avanzate dai vari iscritti. E poi smettiamola di fare la guerra tra pubblico e privato, vorrei soltanto rimanrcare che nel privato l’estinzione del tfs risale agli anni ’80 e vede l’introduzione del TFR. Il tfr maturato fino al 31.12.2000 prevede la detrazione di imposta delle vecchie 600.000 e poi a tassazione separata, ed entro cinque anni dalla liquidazione l’agenzia delle entrate in genere emette una cartella esattoriale in base all’aliquota media degli ultimi cinque anni.
    Mentre per i pubblici per il personale in tfs ancora ad oggi è prevista la detrazione di 600.000 lire e non è soggetta a revisione da parte dell’agenzia delle entrate.
    Ergo la sentenza a parer mio è una vittoria di Pirro e gli eventi lo confermano, inoltre, io direi che si tratta di una sentenza viziata visto che proprio i giudici ricorrenti si applica il contratto di lavoro non è stato privatizzato (oltre a loro le forze di polizia, professori universitari etc) e quindi a loro è impossibile applicare l’art. 2120, ma in extremis è stato detto che si applica solo la modalità di calcolo.
    Vista la crisi che imperversa i soldi che l’inps dovrà sborsare per le riliquidazioni dei cessati e della reintroduzione della vecchia modalità di calcolo del tfs, ips, ia, da qualche parte la mannaia si dovrà abbattere.

  9. Mi unisco al sig. Giovanni lippolis, in merito alla corretta lettura della citata norma , esternando tutto il mio disappunto per la leggerezza con la quale molti organi di stampa, oltre a rappresentanze sindacali, hanno fomentato i vari lettori del pubblico impiego cavalcando l’idea tutta bizzarra che il Governo, dopo aver bloccato i contratti fino al 2015 e congelato l’indennità di vacanza contrattuale fino a medesima data, trovasse la disponibilità economica per riconoscere il rimborso per “l’indebita trattenuta del 2,5%”.

    Inoltre vorrei sottolineare ulteriormente il fatto che per il pubblico impiego non si può comunque parlare di TFR, in quanto l’unica applicazione dell’art. 2120 del C.C. riguarda solo il momento dell’erogazione della buona uscita, quindi alla cessazione, in cui si applicano le modalità di calcolo previste dallo stesso articolo del Codice Civile.
    La disparità di trattamento tra pubblico e privato rimane comunque anche dopo la tanto acclamata sentenza della Corte Costituzionale: lo dimostra il fatto che un dipendente pubblico non può chiedere un’anticipazione del TFR…

  10. marcello

    Sinceramente l’intero articolo mi appare controverso. Se i dipendenti pubblici sono ritornati al vecchio sistema (tfs per i cd privatizzati, indennità di buonuscita per le 6 categorie soggette a regime di diritto pubblico) come si fa a sostenere che riceveranno gli arretrati?

  11. freddy

    Il decreto legge non abolisce la trattenuta del 2, 50% per il personale in tfs (entro il 31.12.2000). L’art .12 c. 10 del d.l. 78/2010 prevedeva solo l’adozione del computo del TFR, ma restava a tutti gli effetti TFS. Quindi con il decreto legge si abolosce ex tunc l’art.10 di cui sopra e si continuerà ad effettuare la trattenuta. Non fate i conti senza l’oste.
    Riporto la parte finale del d.l. 185/2012:
    (…)
    Infine, si prevede che i processi pendenti aventi ad oggetto la restituzione del contributo previdenziale obbligatorio nella misura del 2,5 per cento si estinguono di diritto; e che le sentenze eventualmente emesse, fatta eccezione per quelle passate in giudicato, restano prive di effetti.

  12. giovanni lippolis

    egregio dottore

    concordo totalmente quello che lei ha illustrato nel testo, ma bisogna rettificare il titolo dell’articolo.

    a seguito della sentenza n. 223/2012 del corte costituzionale che dichiarava ilegittima la trattenuta del 2,50% sull’80% della retribuzione dei pubblici dipendenti.
    il consiglio dei ministri del 26 ottobre ha approvato un D.L. in cui ripristinava la trattenuta con l’abrogazione dell’art. 10 dl 78/2010.
    pertanto il governo non verserà ai lavoratori le trattenute effettuate, continuando con il vecchio regime.

    cordiali saluti

  13. Enio Minervini

    Egregio Dottor Sbreviglieri,
    le chiederei due chiarimenti ulteriori su quello che Lei ritiene avverrà ora su questa vicenda.
    1) Pensa che si possa ritenere che, in conseguenza del Decreto Legge 185/2012 e della Sentenza della Corte Costituzionale 223/2012 sarà sospesa la trattenuta del 2,5% e saranno restituite le trattenute del 2011/2012?
    2) Questa previsione riguarda tutti i dipendenti pubblici indipendentemente dal fatto che la data di entrata in servizio sia precendente o successiva al 2001, anno del passaggio dal regime del TFS a quello del TFR?
    La ringrazio
    Enio Minervini

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Giorgio Sbreviglieri

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