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    Processo Penale 30 maggio 2012, 19:56

    Unabomber, per la Cassazione non è certa la frode processuale

    La Suprema Corte annulla con rinvio la condanna dell’esperto balistico della polizia accusato di aver manomesso le prove per incastrare l’indiziato principale. L’alterazione potrebbe anche essere stata “casuale”


    Chi va dicendo in giro che odio il mio lavoro non sa con quanto amore mi dedico al tritolo“, cantava De Andrè..

    Vi ricorderete, certamente, di “Unabomber“, l’autore seriale, mai identificato, di numerosi attentati che per 13 anni (dal 1994 al 2006) ha terrorizzato la zona compresa tra il Friuli e il Veneto, piazzando ordigni esplosivi in luoghi pubblici o aperti al pubblico, senza alcun apparente motivo.

    Ebbene, il suo caso, uno dei tanti intricati x-files rimasti irrisolti, torna oggi a far discutere, a seguito della recente sentenza della Cassazione sulla possibile “casualità” della parziale alterazione di un congegno non esploso, considerata finora una volontaria manomissione dell’allora esperto balistico della polizia, Ezio Zorner, condannato a due anni di reclusione per violazione di custodia, falso ideologico e frode processuale.

    La Suprema Corte, quinta sezione penale, rileva nella pronuncia di annullamento con rinvio della condanna di Zorner, sentenza n. 20720/2012 , che “un profilo di travisamento della prova sussiste“, poiché mancano certezza ed omogeneità tra i periti e gli esperti tecnici “nell’affermare che l’asportazione della protrusione sia stata procurata utilizzando le forbici in sequestro” di Elvo Zornitta, indiziato principale degli attentati del bombarolo, in seguito del tutto scagionato.

    Ad avviso della Corte, il giudice dell’appello nel confermare la condanna in primo grazo di Zorner, “non dà adeguatamente conto del motivo per il quale la eliminazione dell’escrescenza non possa essere conseguenza di un evento casuale“, e piuttosto derubrica ad elementi di “scarsa importanza” le elaborazioni e le conclusioni degli esperti in materia, mancando, in tal modo, al proprio obbligo motivazionale.

    Piuttosto, secondo una ricostruzione alternativa, l’eliminazione di una microtraccia del taglierino, rinvenuto sull’ordigno inesploso, potrebbe essere del tutto casuale e non dolosa, sebbene avvenuta nel laboratorio dove Zorner effettuava l’esame balistico.

    Fatto sta che sulla manomissione delle prove non vi è chiarezza e se il giudice del rinvio dovesse confermare nuovamente la tesi del dolo, Ezio Zorner rimarrebbe l’unico autore possibile del depistaggio ai danni dell’ingegner Zornitta, al quale dovrebbe, quindi, un ingente risarcimento per danni personali e patrimoniali.

    Ad oggi, comunque, l’ennesimo giallo italiano si somma a tanti altri casi simili, e sembra non avere, anch’esso, alcuna prospettiva di soluzione.

    Unabomber, come sottolinea la Cassazione, rimane, infatti, “un personaggio mai identificato“, quasi leggendario.. di certo non “un cavaliere del lavoro“, citando ancora De Andrè.

     Qui il testo della sentenza della Cassazione


    Pubblicato da il 30 maggio 2012 alle 19:05 in Processo Penale
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    1 Commento per Unabomber, per la Cassazione non è certa la frode processuale

    1. Qui ci si vuole prendere in giro: immaginatevi che una forbice speciale, quella dell’ing. Zornitta si muova candidamente da sola a tagliare il lamierino che sarebbe servito a preparare l’oggetto esplosivo. Siamo ai limiti del ridicolo, e tutto questo per non voler individuare chi ordinò o suggerì al perito Zernar (o a qualche altro al suo posto, non sto a discutere) di eseguire il lavoretto che doveva servire ad incastrare lì’ingegnere Zornitta, su cui il procuratore capo Antonio Maria Pace attribuiva una “montagna di prove”, dalla quale tuttavia uscì il solo topolino del lamierino. Conosciamo l’ambiente locale e sappiamo l’aria che tira da molti anni là dentro, per questo ed altri piccoli affari. Si è voluto ignorare che tre militari americani si divertivano sul greto del Tagliamento a preparare un oggettino di questo tipo. Uno di questi, nel medesimo periodo della scoperta del “ritocchino”, rimase ferito alla mano gravemente e gli altri due se la svignarono, e il fatto venne trascurato ed insabbiato. Ovviamente il Potente Alleato non si tocca, e quindi occorreva trovare come sostituto colpevole un ingegnere che ai locali vicini appariva un po’ strano, non molto “socializzato”. In mancanza di meglio un ritocchino al lamierino sembrava perfetto, ma si sa che proprio questo dimostrò l’integrale innocenza dell’uomo. ll perito Zernar, se opportunamente interrogato, avrebbe potuto dirci qualcosa di più sulle correzioni eseguite da lui o da altri

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