Quasi nascosto tra le varie norme del decreto Monti, e non citato nel comunicato-stampa di accompagnamento, troviamo un art. 6, che compie una piccola rivoluzione: l’abrogazione degli istituti dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.
Erano istituti di lunga tradizione, in particolare la pensione privilegiata; l’equo indennizzo risaliva al 1957.
Essi avevano prodotto una mole imponente di contenzioso, con correlata vastissima giurisprudenza, amministrativa e contabile.
Si comprende che lo scopo è di equiparare la tutela dei lavoratori pubblici a quelli privati, ritenendo evidentemente che i primi godevano di un trattamento più favorevole rispetto a quello dell’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.
Il legislatore di fine 2011 ha ritenuto che questo trattamento più favorevole fosse un privilegio da eliminare.
In effetti il trattamento assicurativo è più restrittivo rispetto a quello dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.
Il primo non spetta a tutti i lavoratori (come i secondi) ma solo a quelli che siano applicati a determinati macchinari oppure a determinate attività, ritenute in via generale pericolose dal legislatore (art. 1 dPR 1124/1965).
I lavoratori pubblici addetti a macchinari o ad attività pericolose erano già coperti dall’assicurazione obbligatoria (art. 9), quindi il senso dell’innovazione sta nella perdita radicale di copertura a favore degli altri lavoratori pubblici.
Inoltre l’equo indennizzo era cumulabile con il trattamento di pensione privilegiata (art. 50 dPR n. 686/1957), mentre la rendita infortunistica non è cumulabile con la pensione d’invalidità: infatti quest’ultima copre la perdita di capacità lavorativa non conseguente ai rischi professionali tipici e perciò assicurati (cfr. art. 6 l. n. 222/1984).
Infine, la copertura assicurativa esclude la responsabilità civile del datore di lavoro, tranne che questi abbia commesso un reato (art. 10), mentre l’equo indennizzo e la pensione privilegiata erano considerati dalla giurisprudenza compatibili con il risarcimento dei danni per responsabilità civile del datore di lavoro pubblico.
Che dire? L’impiego pubblico perde sempre di più il suo carattere di “sistemazione”: un mondo che va scomparendo.


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Dario Sammartino
Faccio l’avvocato a Catania dal 1989. M’interesso soprattutto di diritto amministrativo, cioè di tutto quello che ha a che fare con i rapporti con le pubbliche aministrazioni. Ho vissuto la professione sia dalla parte dei cittadini sia (in misura minore) da quella degli enti. Grazie a questa specializzazione, attraverso il mio lavoro posso osservare dal di dentro la vita pubblica, con i suoi vizi (molti) e virtù (poche). Di me su internet si trovano tracce di una campagna elettorale del 2005, quando mi fu chiesto di candidarm in una lista civica quale sindaco di Bronte (Ct), il paese dei miei genitori. Pur dovendo concorrere contro uno dei più potenti uomini politici della Sicilia, accettai per spirito civico ed anche d’avventura umana: fu eletto l’altro ma l’esperienza rimane umanamente importante. Comunque non avevo e non ho la tessera di alcun partito o consorteria, tranne quella dell’Associazione nazionale alpini, che tengo con orgoglio.

11 COMMENTI

  1. Dott. SENTINERI Benedetto, nato ad Alì Terme (ME) il 14.01.1948 e residente in via Roma, 36 – 98028 S. TERESA di RIVA (ME). in data 01/05/2012 lo scrivente è andato in pensione come Funzionario del Ministero della Giustizia come Assi-stente Sociale e Esperto di Ricerca Scientifica c/o Ministero della Giustizia – D.A.P. a ROMA. Allo stesso è stata riconosciuta un infermità, riconosciuta come dipendente da CAUSA di SERVIZIO: ANEURISMA CEREBRALE: Emorragia Subaracnoidea Silviana e Portatore a vita della Valvola di Derivazione di derivazione Peritoneale Sinistra. Con la legge FORNERO – Monti gli è stata NEGATA il diritto / possibilità di poter fruire della PENSIONE PRIVILIEGGIATA, essendo lo scrivente è andato in pensione per anzianità e non per CAUSA di SERVIZIO. Lo scrivente CHIEDE che gli spetta la fruizione e il rimborso della importo relativo al diritto di Pensione Privilegiata, ai sensi della vigente normativa – ultima SENTENZA.
    Recapito: Dott.Sentineri Benedetto, via Roma, 36 – 98028 S. Teresa di Riva (ME). Email: sentineribenedetto@hotmail.it – tel. 0942/7915/94 – cell. 328/561.57.62 – 380/697.15.70
    Fiducioso di un cortese riscontro, ringrazia
    S. Teresa di Riva, lì 14/05/2015
    f.to Dott. SENTINERI Benedetto

  2. Salve a tutti, io sono un militare in servizio permanente; a novembre del 2010 ho avuto un infortunio sul lavoro e mi sono rotto un menisco. dopo circa 40 giorni ho avuto un embolia polmonare al polmone sinistro.uscito dall’ospedale il 31 dicembre 2010. il 6 gennaio 2011 ho avuto una seconda embolia polmonare al polmone destro. praticamente sono vivo per miracolo. Il tutto è documentato da cartelle cliniche. Ora vorrei sapere se l’ho preso in quel posto visto ke ancora non ho presentato la domanda di equo-indennizzo dato ke sono ancora in convalescenza. Ringrazio anticipatamente chiunque mi fornirà risposte e chiarimenti seri.

  3. che dire? che auguro a tutti i “privilegiati” di cadere dalle scale bagnate e di trovarsi nelle mie condizioni dopo 20 anni di intenso ( e bellissimo) lavoro con i diversamente abili: una schiena che ha il doppio dell’età anagrafica. tanto che volente? tra un pò saremo tutti col piattino a chidere l’elemosina ai bordi delle stade. del resto finire così perchè non si è mai lavorato o perchè ci si è spesi per farlo al meglio non fa differenza in un mondo dove l’uomo non ha alcun valore!
    p.s. la solita fortuna: ho scoperto proprio in questi giorni i danni che si sono prodotti! quando si dice TEMPISTICA!
    GRAZIE A TUTTI I LADRI!
    piccola consolazione: prima o poi tutti ricorrono alle cure della mia professione!

  4. nel 2001 ebbi un infortunio sul lavoro, qualcuno aveva pensato bene di mettere un bel tappeto scivoloso vicinoad una rampa di scale, inciampai e lìmi feci la rampa a testa in giu. fratture multiple alla mano, polso, gomito e spalla e ginocchio, morale rimasi ingessata e steccata per 6 mesi, non mi è stato riconosciuto nessun indennizzo e una percentuale di invalidità del 4%,potevo denunciare l’amministrazione per quel tappeto che era al posto sbagliato e che il giorno dopo mi dissero che era sparito, ma non lo feci anzi ringraziavo il cielo che mi dessero anche lo stipendio (lo so di cretini come me ce ne sono pochi).l’unica cosa che mi è stata riconociuta è la causa di servizo che mi permette un paio di volte all’anno di fare delle terapie, pagandomi i giorni di lavoro..domanda vi sembra giusto che mi venga tolto ciò. io dal 2001 ho doloti lancinanti sia a tutto il braccio, spalla e ginocchio e la mano non sono mai più riuscita a chiuderla perfettamente, non riesco ad aprire una bottiglietta d’acqua o un barattolo di marmellata, e quiesta è giustizia???

  5. Era ora che venisse abolito il famigerato equo indenizzo e la causa di servizio. Forse pochi sanno che il 99% dei militari va in pensione con un’invalidità per cause di servizio fra le piu’ disparate. Per decenza non ne indico alcune. Aggiungo che 3/4 di queste sono inesistenti.

  6. volevo dirvi che molte pensioni minime non tutte sicuro ma molte sono frutto di cittadini che hanno evaso il fisco non pagando le tasse e oggi piangono vi posso assicurare molte professioni per esempio muratori e cosi via dovevano pensarci prima io governo prima di dare le pensioni farei una bella verifica fiscale perchè molti non meritano la pensione perchè non hanno mai pagato i contributi

  7. Se c’è una cosa che non capirò mai è per quale oscuro motivo, quando si parla di “differenze” in generale, si va a cercare l’equità (termine molto in voga, di questi tempi, ma pare dal significato sconosciuto da chi lo proclama a gran voce!) …ma al ribasso! Voglio dire che a prendere il caso in questione non si pensa mica di livellare e portare tutti ad avere le stesse garanzie, no! Si livella, certo, ma alle condizioni peggiori. Ed è lo stesso ragionamento che ci sentiamo fare da più parti ogni giorno. A partire, ad esempio, dall’età pensionabile: quante volte ci è stato detto, infatti, che “in Europa” si va in pensione più tardi? E sempre “in Europa” non si va certo in pensione con SOLO 40 anni di contributi! Poi, ancora “in Europa”, tutti pagano la tassa sulla casa anche se unica…insomma, si riempiono la bocca sempre con questa “Europa” che paga, lavora sodo e quant’altro e il tutto senza fiatare. E io mi chiedo: ma “in Europa” QUANTO guadagna un operaio? e un impiegato? e un musicista professionista? Perchè mai a nessuno viene in mente di equiparare oneri e onori? Per non parlare dei servizi…e per me, che sono siciliano, lo “spread” (altro termine abusato) tra tasse che pago e servizi che ricevo è uguale a quello che c’era 20 giorni fa tra i nostri titoli di stato e i Bund tedeschi, moltiplicato un coefficiente pari a quello che dovremo calcolare sulle rendite catastali! Ecco, togliamo i pochi “privilegi” degli italiani rispetto all’Europa ma non concediamo i tantissimi privilegi degli europei agli italiani…così come, per rimanere nel nostro orticello, togliamo i “privilegi” a quegli italiani che hanno avuto la fortuna di cominciare a lavorare a 16, 17 o 18 anni, ma stiamo molto attenti a negare non questi stessi privilegi – sarebbe utopico pensarlo – all’altra parte d’Italia, ma addirittura a negare un “privilegio” che – udite, udite – qualcuno sostiene (sarà satira?) sia COSTITUZIONALE! Viva l’Italia … e chil’ha ridotta così!!!

  8. Giusto che si tolga un privilegio, ma leggendo l’articolo si capisce bene che per qualcuno continua ad essere valido.

  9. E’ SCANDALOSO!!!
    SAREBBE A DIRE CHE IL PUBBLICO IMPIEGO NON E’ PIU’ UNA SICUREZZA CONTRO I SOPRUSI ED IL RISPETTO DEL DIRITTO SUL LAVORO MA DIVENTERA’ ANCH’ESSO SCHIAVISMO COME QUELLO PRIVATO!!!!

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