Sono state depositate ieri presso la Corte d’assise di Torino le motivazioni della sentenza sul processo relativo alla morte di sette operai nello stabilimento torinese della Thyssenkrupp nel dicembre 2007.

Nelle circa 500 pagine vengono spiegate le ragioni della condanna degli imputati, in particolare dell’amministratore delegato Herald Espenhahn a 16 anni e sei mesi di reclusione per omicidio volontario con la formula del dolo eventuale, perché secondo i giudici, non avrebbe fatto nulla per la sicurezza e per la prevenzione incendi, accettando il rischio di un possibile disastro. La pena è stata  ridotta in ragione degli indennizzi già versati e dell’atteggiamento tenuto durante il processo dall’amministratore delegato della Thyssen. Condannati anche cinque dirigenti per omicidio colposo con colpa cosciente.

La Corte ha giudicato attendibile la ricostruzione dei fatti raccontata dall’unico sopravvissuto Antonio Boccuzzi  e ha denunciato il tentativo di depistaggio fatto dall’azienda per il quale è stata aperta un’inchiesta parallela.

Un risultato importante per le inchieste e i processi delle morti bianche, in caso la condanna fosse confermata nel processo d’appello e in Cassazione.

E sulle responsabilità penali dell’azienda recentemente aveva suscitato molte polemiche la decisione dell’ex governo Berlusconi di inserire nel decreto sviluppo-bis l’abolizione dell’Organismo di Vigilanza (vedi “Responsabilità delle società ed inaudita defenestrazione degli Organismi di Vigilanza” di Franzina Bilardo del 31 ottobre scorso)


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