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No, egregio avv. Gianluca Tucci, l’avvocato NON E’ soggetto garante della legge e della legalità.
Oggi è riuscito anche a fare da mediatore per legge, impedendo al cittadino di agire in giudizio per tutelare il proprio diritto o interesse legittimo (1° comma Cost. 24); ma il suo originario DOVERE PROFESSIONALE era di curare l’interesse della persona che a lui si era affidato.
Oggi, grazie alla nuova legge del mediatore, l’avvocato che fa il mediatore può mettersi al servizio di qualsiasi potere locale o della legge dei ladroni, senza alcuna sanzione, infatti non à soggetto soltanto alla LEGGE come invece lo è il giudice (Cost. 101).
Rispondo brevemente ad Armando.
Oggi si tende sempre più a confondere il ruolo dell’avvocato con quello dell’imprenditore. L’avvocato è, unitamente al giudice e al notaio, soggetto garante della legge e della legalità, che spesso opera in situazioni molto delicate (nel penale, ma anche nel civile in casi difficili di separazione, successione, di lavoro, di sinistri, eccetera) e spesso evita che conflitti fra cittadini, fra parenti, fra datore di lavoro e lavoratore, eccetera, sfocino in vendette trasversali, violenze, aggressioni verbali e non, minacce, danneggiamenti, ed anche, nei casi più gravi, in fatti di lesione personale e di omicidio. Ecco perché un buon avvocato è quello che riesce a fare da mediatore tra le persone onde evitare che anche mere questioni private diventino “fatti di interesse sociale” e di ben più forte gravità, ricorrendo, laddove ciò non sia possibile, all’azione giudiziaria che molto spesso costituisce un deterrente per chi volesse “farsi giustizia da solo”.
Ecco perché sono importanti gli ordini, che prima certificano le qualità professionali dell’avvocato e poi controllano che il suo agire sia conforme alle norme deontologiche.
Se dal 1945 ad oggi, nonostante tutto, la società è migliorata e si è evoluta nei diritti e nelle garanzie, mi permetto di dirlo con modestia, un pò di merito è anche di noi avvocati.
Infine mi domando: perché ogni volta che si parla di crisi si guarda alla giustizia ed agli avvocati come se fosse nostra la colpa che in realtà è di altri? Ossia delle banche e della finanza, dell’economia virtuale per dirla in parole povere, dei governi che non sono in grado di contenere le spese, quelle inutili si badi, dell’economia globalizzata che ammette l’importazione di merci anche da paesi, fra i quali la stessa Cina, dove il lavoro è sottopagato, dove c’è lo sfruttamento dei minori, eccetera. Credo che uno Stato di diritto quale è l’Italia non debba liberarsi facilmente del suo terzo potere (quello giudiziario) e dei suoi avvocati che lo fanno, mi creda, ben funzionare. Il marcio va ricercato altrove.
Avv. Gianluca Tucci
Come volevasi dimostrare, è scomparsa la liberalizzazione delle professioni.
La parte principale del testo non approvato era: “1. Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni previste dall’ordinamento vigente, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto.”.
Ovviamente è bastato un minimo accenno di protesta delle parti interessate per far desistere il governo da questa riforma che, sebbene minima, sarebbe stata almeno un inizio.