L’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269) ha sostituito il comma 5 dell’art. 230 del
D.Lgs. 152/2006 (il c.d. Testo Unico Ambientale – T.U.A.), che ora recita:

“5. I rifiuti provenienti dalle attivita’ di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia, sia pubbliche che asservite ad edifici privati, si considerano prodotti dal soggetto che svolge l’attivita’ di pulizia manutentiva. Tali rifiuti potranno essere conferiti direttamente ad impianti di smaltimento o recupero o, in alternativa, raggruppati temporaneamente presso la sede o unita’ locale del soggetto che svolge l’attivita’ di pulizia manutentiva. I soggetti che svolgono attivita’ di pulizia manutentiva delle reti fognarie aderiscono al sistema SISTRI ai sensi dell’articolo dell’art. 188-ter, comma 1, lettera f). Il soggetto che svolge l’attivita’ di pulizia manutentiva e’ comunque tenuto all’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, prevista dall’articolo 212, comma 5, per lo svolgimento delle attivita’ di raccolta e trasporto di rifiuti.”.

Viene introdotto un regime particolare per questa tipologia di rifiuti, ed in particolare:

– viene prevista la fictio juris per cui tali rifiuti si considerano prodotti dal soggetto che svolge l’attività di pulizia manutentiva;

– i rifiuti indicati, in alternativa al diretto conferimento presso impianti di smaltimento o recupero, possono essere “raggruppati temporaneamente” presso la sede legale o l’unità locale dello stesso soggetto che li ha prelevati (si tratta, in buona sostanza, di ipotesi particolare di stoccaggio in deroga al regime ordinario che impone, invece, un’apposita autorizzazione).

Si tratta di peculiarità di non poco conto.

Considerare produttore il soggetto che svolge la pulizia manutentiva (il c.d. “autospurghista”) rende particolarmente agevole le operazioni di tracciamento dei rifiuti medesimi col SISTRI, poichè tale soggetto non dovrà più dipendere dall’intervento (cartaceo/elettronico) del committente, ma curerà per intero le movimentazioni.

Il vantaggio è anche (forse soprattutto) per i soggetti gestori delle reti fognarie che, pertanto, hanno scampato il pericolo di aprire, giornalmente, numerosissime movimentazioni elettroniche nel SISTRI e di curarne il corretto e definitivo epilogo – perchè ogni intervento di pulizia manutentiva, anche urgente, sarebbe dovuto essere preceduto dalla necessitata transazione elettronica.

Va anche detto che l’intervento legislativo appare lodevole perchè, pur creando delle eccezioni particolarissime, ha comunque fatto salva l’esigenza di tracciabilità, tant’è che viene espressamente richiesta l’adesione al SISTRI per i soggetti che svolgono l’attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie.

Probabilmente, sarebbe stato il caso di estendere questo particolare regime anche ad altre tipologie di rifiuti, la cui tracciabilità (soprattutto se elettronica) presenta particolari criticità. Ma così non è stato e sarebbe consigliabile, per gli operatori che non hanno beneficiato di quest’eccezione,  interpretare la norma per quella che è, senza forzarne l’applicazione in via analogica (e qui i consulenti e le associazioni di categoria dovrebbero fare la loro parte, così da preservare i propri assistiti da spiacevoli conseguenze in caso di controlli).

Innanzitutto, occorre dire che la tracciabilità dei rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature va assicurata sempre (ed obbligatoriamente col SISTRI, a partire dal 1° giugno 2011), dal punto di prelievo in poi. Sia che i rifiuti siano trasportati presso l’impianto di smaltimento o recupero e sia che vengano “raggruppati temporaneamente” presso la sede legale o l’unità locale dell’autospurghista.

Ciò è pacifico, intanto perchè la stessa norma ha espressamen te previsto l’adesione al SISTRI di tali soggetti. Ma non solo: se il legislatore avesse voluto consentire, per l’ipotesi di trasporto presso la sede legale/unità locale dell’autospurghista, la non tracciabilità di tali rifiuti, avrebbe fatto un rinvio, formale o materiale, all’art. 266, comma 4, del D.Lgs. 152/2006, che prevede espressamente che i rifiuti “si considerano prodotti presso la sede o il domicilio” del soggetto che svolge attività manutentiva. Al contrario, non è stata fatta – e non per caso – alcuna assimilazione con i rifiuti da attività manutentiva vera e propria, ex art. 266 citato.

Peraltro, l’eventuale mancanza di tracciabilità sin dall’esatto punto della rete fognaria oggetto dell’attività di pulizia manutentiva, comprometterebbe l’applicabilità del divieto di smaltimento fuori ambito, così come stabilito dall’art. 110, comma 3, del D.Lgs. 152/2006.

Infatti, i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature (codice CER 20.03.06), di cui alla lett. c) del comma 3, art. 110 citato, verrebbero fatti viaggiare senza alcuna tracciabilità (nè cartacea, nè SISTRI) dalle varie fognature sino alla sede dello spurghista; poi, da qui, verrebbe fatta da quest’ultimo una movimentazione SISTRI (ove non si evincerebbero mai i punti di prelievo dei rifiuti) sino all’impianto di depurazione.

In poche parole, per fare un esempio concreto, uno spurghista che eserciti spurgo anche di fognature – qualora dovesse passare questa pericolosissima interpretazione -potrebbe andare a fare pulizie manutentive di fognature (o almeno così direbbe sempre, a prescindere dalla reale qualità dei rifiuti e dei punti di prelievo) in ogni parte d’Italia e poi trasportarli – senza alcuna tracciabilità – sino alla propria sede; da qui trasporterebbe poi tutti i rifiuti “stoccati” sino all’impianto di depurazione del nord Italia, accompagnando il carico con un unico formulario (dal 1° giugno 2011 un’unica movimentazione SISTRI), da cui il gestore dell’impianto non potrà mai verificare che in verità si tratta di rifiuti prelevati da tante altre fognature fuori ambito territoriale ottimale.

Chiarito, dunque, che i rifiuti da pulizia manutentiva delle reti fognarie vanno sempre e comunque tracciati, vediamo ora di individuare il reale (e corretto) confine di questa tipologia.

L’art. 74, comma 1, lett. dd) del D.Lgs. 152/2006 fornisce queste definizioni:

dd) “rete fognaria”: un sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane;
i) “acque reflue urbane”: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato.

L’art. 100, al primo comma, stabilisce poi l’obbligo della sussistenza di reti fognarie per le acque reflue urbane per gli agglomerati con numero di abitanti equivalente superiore a 2000.

Tale regola può trovare eccezione, secondo il successivo comma 3, “Per insediamenti, installazioni o edifici isolati che producono acque reflue domestiche, le regioni individuano sistemi individuali o altri sistemi pubblici o privati adeguati che raggiungano lo stesso livello di protezione ambientale, indicando i tempi di adeguamento degli scarichi a detti sistemi”.

Riepilogando: i rifiuti oggetto della particolare disciplina prevista dall’art. 230, comma 5, del T.U.A. sono solamente quelli derivanti dalla pulizia manutentiva di condotte per il convogliamento delle acque reflue urbane dai siti di produzione (civili abitazioni, opifici industriali ed artigianali, uffici pubblici, locali commerciali etc.) sino al corpo ricettore.

I rifiuti prelevati, invece, da fosse settiche e pozzi neri, in quanto insediamenti non connessi alle reti fognarie, non rientrano nella speciale disciplina.

Stessa cosa si deve dire per i rifiuti prelevati dai bagni mobili, che sono anch’essi degli insediamenti non connessi alle reti fognarie, ai quali non è applicabile il 5° comma dell’art. 230 del T.U.A.

Si noti che i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature sono notoriamente identificati con il codice C.E.R. (catologo europeo rifiuti) 20.03.06 (rifiuti della pulizia delle fognature), mentre
i rifiuti prelevati dai pozzi neri, fosse imofh e bagni mobili, sono identificati con il codice C.E.R. 20.03.04 (fanghi delle fosse settiche).

Certo, sarebbe stato opportuno estendere la disciplina dei rifiuti da pulizia manutentiva delle reti fognarie anche ai rifiuti da insediamenti non connessi alle reti fognarie (fosse settiche, pozzi neri e serbatoi dei bagni mobili).

In definitiva, dopo l’ultima novella, l’autospurghista deve essere iscritto all’Albo Gestori Ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 5, del D.Lgs. 152/2006 (trasporto di rifiuti prodotti da terzi), deve essere sempre iscritto al SISTRI (cfr. art. 188-ter, comma 1, lett. f), del D.Lgs. 152/2006), ma allorchè va ad effettuare pulizia manutentiva di fognature dovrà qualificarsi “produttore” ed i rifiuti dovranno essere identificati col codice C.E.R. 20.03.06 (rifiuti della pulizia delle fognature), mentre quando va ad effettuare lo spurgo di pozzi neri, fosse imofh o di bagni mobili, dovrà qualificarsi “trasportatore di rifiuti prodotti da terzi” ed i rifiuti dovranno essere identificati col codice C.E.R. 20.03.04 (fanghi delle fosse settiche).


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Vincenzo Vinciprova
Sono nato a Enna, lo scorso millenio (esattamente il 14 novembre 1970). Scorpione, con ascendente Gemelli. Vivo a Leonforte (EN), sono sposato ed ho cinque figli. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Nicosia dal 2006. No, non ho completo tardi gli studi, ma, semplicemente, dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania, ho voluto fare esperienze professionali aziendali, occupandomi di marketing diretto, di sistemi di gestione della qualità aziendale, di gestione rifiuti e di trasporti. Non posso definirmi un “nativo digitale”, sia per motivi anagrafici che per iniziale avversità verso la tecnologia in genere, ma, man mano, anche grazie alla frequenza ed amicizia con formidabili professionisti, ho sperimentato sulla mia pelle i vantaggi dell’ ICT, in termini di maggiore produttività, efficienza e libertà. Mi diletto a leggere pubblicazioni su management, neuroscienze e socialnetworking - negli ultimi anni mi hanno segnato, in particolare, le letture di: “LA FINE DEL LAVORO” (di Jeremy RIFKIN), “NEURO-FITNESS” (di Katherine Benziger), “Fare business con Facebook” (di Luca CONTI) e “PROCESSO ALLA RETE” (di Guido SCORZA). Ovviamente, cerco pure di tenermi in forma sul versante della professione forense, frequentando, più o meno, un Master l’anno e vari seminari e convegni, prediligendo gli argomenti afferenti il processo amministrativo, gli appalti pubblici, la gestione dei rifiuti, internet ed il diritto digitale in genere, ma anche penale. Ogni tanto, infine, lavoro e cerco di mandare avanti e far crescere il mio giovane studio legale - e quando dico ogni tanto, è solo perchè sono modesto e non do tanto peso al fatto di dovere lavorare tantissimo per vivere e mantenere la famiglia ed anche perchè mi diverto così tanto che non riesco a capire dove (e quando) finisce il lavoro e dove (e quando) inizia il divertimento. Per ultimo, ma non ultimo, ho un costante cruccio: non sarebbe il caso che noi avvocati iniziassimo a pensare meno al ripristino dei minimi tariffari e più all’incremento della nostra produttività?

30 COMMENTI

  1. Rispondo al quesito di:

    “antonio
    19 marzo 2014 alle 16:10
    quesito
    ho ricevuto una sanzione penale per non aver smaltito i rifiuti di una fossa imhoff 200304
    entro dodici mesi8 no l’ho fatto perchè non vi era necessità e perche’ la fossa lavora meglio con presenza di fanghi attivi) posso contestare questa sanzione?
    grazie”

    ————————————–

    Egregio Sig. Antonio,

    a mio modesto avviso, se è questa la contestazione, è assolutamente infondata, giacchè, sino a quando il liquame, come da Lei riportato, assolve ad una funzione biologica, non può essere considerato rifiuto in quanto non ha ancora finito il suo ciclo di vita. Diverrà rifiuto, solo se e quando, occorrerà smaltirlo. In ogni caso, anche a considerarlo rifiuto, il suo accumulo e deposito all’interno della fossa, in virtù dell’istituto del “deposito temporaneo”, dovrebbe essere consentito sino ad un anno.

    Sperando di essere stato esaustivo ed a Lei utile, Le auguro Buone Festività pasquali.

    Avv. Vincenzo Vinciprova

  2. quesito
    ho ricevuto una sanzione penale per non aver smaltito i rifiuti di una fossa imhoff 200304
    entro dodici mesi8 no l’ho fatto perchè non vi era necessità e perche’ la fossa lavora meglio con presenza di fanghi attivi) posso contestare questa sanzione?
    grazie

  3. Buonasera Avvocato ,
    devo porle un quesito in vista di una causa che ho con il vicino di casa:
    ho acquistato una villetta unifamiliare già provvista di fossa settica tipo imhoff, ma è posta al confine al limite dei due metri. I pozzetti di ispezione però non sono a “distanza” legale. In questo caso è la “fossa principale” che deve necessariamente stare a distanza oppure anche i pozzetti ispettivi?
    E poi , il codice civile parla di” fosse e latrine” che devono stare ” OBBLIGATORIAMENTE A DISTANZA”, ma la fossa settica può essere annoverata tra queste?
    Grazie mille !

  4. In risposta al quesito postato dalla Sig.ra Marina Polizzi il 16 novembre 2011, ore 16.02

    ove è stato chiesto:

    Gentile avvocato,
concordo pienamente con quanto scrive nel suo articolo.
La realtà purtroppo si discosta pericolosamente dalla teoria; mi risulta infatti (sicuramente nella provincia di Siracusa dove vivo) che le ditte di autospurgo stiano già operando interpretando alla lettera quanto riportato nel Manuale Operativo Sistri (versione del 26 04 2011, paragrafo 5.4.6), ovvero come produttori anche in caso di spurgo di pozzi neri CER 20.03.04.
La cosa mi sembra pericolosisima.
Che ne pensa?

    Risposta:
    La realtà che Lei descrive, e non solo in provincia di Siracusa, è una realtà tanto diffusa quanto illegale (ed illecita).
    Purtroppo, anche prima del SISTRI e del citato Manuale Operativo, vi è stata sempre parecchia resistenza, da parte di diversi autospurghisti, a tracciare i rifiuti sin dal loro luogo di effettivo prelievo; così come mi è ben nota la prassi (sempre illegale) di considerarsi spesso come produttori di tali rifiuti e non come trasportatori di rifiuti prodotti da terzi.
    Il fatto è che gli organi di controllo, probabilmente, non controllano o fanno finta di non vedere.
    Parlando, poi, nello specifico, del Manuale Operativo Sistri, versione 2.4 del 26.04.2011, ho poi scritto un articolo in cui ho elencato diversi errori (anche contra legem) – lo trova pubblicato su questa testata, con il titolo “Sistri: attenti agli errori nel manuale operativo”, a questo indirizzo: http://www.leggioggi.it/2011/11/24/sistri-attenti-agli-errori-nel-manuale-operativo/
    Che la prassi da Lei menzionata sia illegale, oggi è ancor più evidente se si pensa che alla Camera dei Deputati, nella seduta del 16 febbraio 2012, sono stati respinti gli emendamenti 2.010 e 2.011 che prevedevano proprio di considerare “produttore” anche il soggetto che va a spurgare le fosse settiche ed i bagni mobili – se vuole leggere tali emendamenti, basta andare a pag. 8 e 9 dell’Allegato A al resoconto della seduta del 16 febbraio 2012: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed587/AINTERO.pdf); il loro respingimento, lo può leggere a pag. VI del resoconto sommario della seduta del 16 febbraio 2012: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed587/pdfsomm.pdf

  5. In risposta al quesito postato dalla Sig.ra Stefania il 6 ottobre 2011 alle 06.29,
    ove è stato scritto:
    “bellissimo e chiarissimo articolo.
A questo punto mi chiedo: per il solo spurgo di un disoleatore (ma anche di un pozzo nero) NON collegato alla rete fognaria non posso invocare l’art. 266 c.4 e quindi sono solo trasportatore conto terzi obbligato al FIR, mentre se sui suddetti manufatti NON collegati alla rete fognaria faccio lo spurgo ed un po’ di manutenzione (p.e: ai galleggianti) allora posso invocare l’art. 266 c. 4 e divento legittimamente produttore del rifiuto “fingendo” di averlo prodotto addirittura presso la mia sede o domicilio quindi senza obblighi di FIR dalla sede del cliente alla mia sede?
    Le sembra azzardato? grazie in anticipo per la Sua disponibilità
Stefania”

    Risposta:
    Sig.ra Stefania, come Lei stessa ha scritto, è sicuramente azzardato, oltre che illegale, “fingere” di essere produttore del rifiuto ex art. 266 c. 4 solo perchè si effettua anche “un po di manutenzione”.
    Il discrimine tra i rifiuti da manutenzione ed i rifiuti prodotti da terzi è abbastanza semplice, se ci pensiamo. Rimanendo all’esempio di una fossa settica, se Lei va lì a sostituire, non so, un pezzo rotto o a praticare dei fori etc., certamente produrrà dei rifiuti da manutenzione e allora, quelli sì, potranno rientrare nel regime di cui all’art. 266, comma 4, del D.Lgs. 152/2006. Però se Lei aspira dei liquami che già si trovano all’interno della fossa settica, è altrettanto chiaro che non sono rifiuti da “manutenzione”, ma rifiuti prodotti da terzi, per cui occorrerà tracciarli sin dal prelievo dalla fossa settica.

  6. […] L’articolo 3 del progetto di legge in argomento prevede la sostituzione dell’attuale comma 5 dell’articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che, a seguito della modifica apportata dall’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269), ha previsto la speciale disciplina per i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, di cui già si è diffusamente trattato nell’articolo pubblicato su questa testata il 5 marzo 2011, dal titolo: “I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie” […]

  7. […] L’articolo 3 del progetto di legge in argomento prevede la sostituzione dell’attuale comma 5 dell’articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che, a seguito della modifica apportata dall’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269), ha previsto la speciale disciplina per i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, di cui già si è diffusamente trattato nell’articolo pubblicato su questa testata il 5 marzo 2011, dal titolo: “I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie” […]

  8. […] L’articolo 3 del progetto di legge in argomento prevede la sostituzione dell’attuale comma 5 dell’articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che, a seguito della modifica apportata dall’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269), ha previsto la speciale disciplina per i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, di cui già si è diffusamente trattato nell’articolo pubblicato su questa testata il 5 marzo 2011, dal titolo: “I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie” […]

  9. […] L’articolo 3 del progetto di legge in argomento prevede la sostituzione dell’attuale comma 5 dell’articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che, a seguito della modifica apportata dall’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269), ha previsto la speciale disciplina per i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, di cui già si è diffusamente trattato nell’articolo pubblicato su questa testata il 5 marzo 2011, dal titolo: “I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie” […]

  10. si è un problema io spurgo pulisco la rete fognaria condominiale cer rifiuto prodotto 20.03.06 arrivo a pulire la fossa settica dovrei fermarmi e cambiare spurgo rifiuto cer 20.03.04 poi continuo la pulizia della rete e dei pozzetti e perciò riprendo lo spurgo del 20.03.06 è un poco complessa la cosa per me o è tutto 20.03.06 o tutto 20.03.04 chi ha idee in merito

  11. finalmente un chiarimento in merito

    ma quello che non capisco ancora scusate se sono duro di capa
    è
    i rifiuti derivati dalla pulizia della fossa settica di un condominio allacciata alla fognatura sono da considerarsi CER 200304 come di norma fanno ora la totalità degli spurghisti e perciò prodtti dal proprietario della fossa settica
    oppure
    cer 200306 prodotti dallo spurghista dato che con 200304 si identificano i manufatti NON allacciati alla fognatura?

    scusate se insisto ma mi ci stò perdendo dietro a questa definizione

  12. oppss scusate gli errori ma uso un portatile con tastiera mini
    il problema è per fognatura dove ci sono manufatti tipo fosse settiche o pozzetti o degrassatori il tutto facente parte di una fognatura dove inizia il cer 200304 e dove inizia il cer 200306?

  13. la distinzione che opportuno fare è
    fossa settica collegata e facente parte di impianto fognario è 200306 o 200304
    la classixa fossa settica oppure pozzetto o cisterna o degrasatore ma collegati e facenti parte dell ‘impianto fognario privato che è collegato alla pubblica fognatura è tutto quì il dubbio sono d’accordo per i manufatti non collegati alla fognatura il produttore è il proprietario ma quelli collegati alla fognatura ?
    non posso separare se pulisco la condotta 200306 se pulisco la vasca o il pozzetto 200306
    spero che qualcuno chiarisca questa mia lacuna
    grazie

  14. Gentile avvocato,
    concordo pienamente con quanto scrive nel suo articolo.
    La realtà purtroppo si discosta pericolosamente dalla teoria; mi risulta infatti (sicuramente nella provincia di Siracusa dove vivo) che le ditte di autospurgo stiano già operando interpretando alla lettera quanto riportato nel Manuale Operativo Sistri (versione del 26 04 2011, paragrafo 5.4.6), ovvero come produttori anche in caso di spurgo di pozzi neri CER 20.03.04.
    La cosa mi sembra pericolosisima.
    Che ne pensa?

  15. Gentile Avvocato,
    nel Riepilogando Lei dice, cito: <>

    Mi perdoni Avvocato ma le acque reflue degli “opifici industriali” non sono considerate acque reflue industriali e quindi non rientranti nella definizione di “reti fognarie” che fa riferimento esclusivamente “al convogliamento delle acque reflue URBANE” ?

    Se fosse così significa che la manutenzione e pulizia di un disoleatore (p.es: di una autorimessa) pur collegato alla fogna nera NON potrebbe rientrare nel comma 5 art. 230 poichè sto scaricando acque reflue industriali e non urbane ?

    Come spurghista in questo caso posso però usare dell’art. 266 comma 4, che dice Avvocato?
    Grazie molte, Marco

  16. bellissimo e chiarissimo articolo.
    A questo punto mi chiedo: per il solo spurgo di un disoleatore (ma anche di un pozzo nero) NON collegato alla rete fognaria non posso invocare l’art. 266 c.4 e quindi sono solo trasportatore conto terzi obbligato al FIR, mentre se sui suddetti manufatti NON collegati alla rete fognaria faccio lo spurgo ed un po’ di manutenzione (p.e: ai galleggianti) allora posso invocare l’art. 266 c. 4 e divento legittimamente produttore del rifiuto “fingendo” di averlo prodotto addirittura presso la mia sede o domicilio quindi senza obblighi di FIR dalla sede del cliente alla mia sede?

    Le sembra azzardato? grazie in anticipo per la Sua disponibilità
    Stefania

  17. In risposta al quesito posto della Sig.ra Erika (“Per i tratti di fognatura privata (dall’edificio alla pubblica fognatura) e la loro manutenzione, il codice CER è comunque il 20 03 06?”):

    Si, certamente, il codice C.E.R. è 20.03.06.

  18. Per i tratti di fognatura privata (dall’edificio alla pubblica fognatura) e la loro manutenzione, il codice CER è comunque il 20 03 06?

  19. @Sig.ra Anna, il sito del SISTRI non ha valore di fonte legale (http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=189&Itemid=113
). Il manuale operativo del 26 aprile 2011, in particolare, contiene diversi errori. 
I rifiuti della pulizia delle fognature non posso che essere quelli identificati col codice C.E.R. (catalogo europeo rifiuti) 20.03.06 (rifiuti della pulizia delle fognature), così come è statuito dall’allegato D, parte IV, del D.Lgs. 152/2006. 
Invero, il codice C.E.R. 20.03.04, sempre secondo l’allegato D, parte IV, del D.Lgs. 152/2006, va utilizzato per i “fanghi delle fosse settiche”, che sono tutt’altra cosa e non può essere utilizzato per tracciare i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature. 
Altro errore è ritenere che i rifiuti di pulizia manutentiva delle fognature, in quanto non pericolosi (e ciò è vero), qualora siano trasportati verso l’unità locale di riferimento dell’opertore per il raggruppamento, saranno soggetti a quanto previsto per le attività di manutenzione e quindi non soggetti ad alcun tracciamento, nè cartaceo (FIR), nè elettronico (SISTRI). In realtà, l’art. 33 del D.Lgs. 205/2010, nell’introdurre la speciale disciplina di cui al nuovo comma 5 dell’art. 230 del D.Lgs. 152/2006, che qui interessa, non ha fatto alcun riferimento ai rifiuti di attività manutentiva di cui all’art. 266, comma 4, del D.Lgs. 152/2006.
    Tant’è che il novellato comma 5 dell’art. 230 prevede espressamente che “I soggetti che svolgono attivita’ di pulizia manutentiva delle reti fognarie aderiscono al sistema SISTRI ai sensi dell’articolo dell’art. 188-ter, comma 1, lettera f)”, cioè debbono iscriversi al SISTRI quali trasportatori professionali, che sono soggetti obbligati a tracciare elettronicamente i rifiuti.
Peraltro si evidenzia che secondo l’art. 188-bis, primo comma, del D.Lgs. 152/2006, “la tracciabilità dei rifiuti deve essere garantita dalla loro produzione sino alla loro destinazione finale”.

  20. Da quanto ho capito leggendo l’articolo sopra esposto, l’espurghista diventa produttore solamente per quanto riguarda il codice cer 200306 e non per il 200304. Se pero’ andiamo a leggere l’ultimo manuale operativo stampato da Sistri in data 26 Aprile 2011 e precisamente alla pagina 65 punto 5.4.6 non e’ così perche si menzionano entrambi i codici e quindi l’espurghista diventa produttore sia del 200306 che del 200304. E anche noi ci domandiamo, come @Andrea, abbiamo l’obbligo di iscriverci come produttori? Per alcuni no … perche’ trasportiamo rifiuti non pericolosi e siamo un’azienda con meno di dieci dipendenti… Per altri invece siamo obbligati … Cosa alquanto importante perché la procedura a livello sistri è estremamente diversa…

  21. Sono un geometra di un Ente pubblico. Mi occupo di manutenzione ordinaria della rete fognante cittadina (riparazione e pulizia). Tali lavori vengono affidati tramite appalto pubblico ad imprese edili che con subappalto affidano il servizio di spurgo e pulizia: il produttore, in questo caso, chi è? L’impresa edile appaltatrice dei lavori o la ditta di autospurghi che opera in subappalto?

  22. Qualora si voglia fare stoccaggio di rifiuti provenienti dall’attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie, in base al nuovo comma 5 dell’art. 230 del T.U.A., si potrà effettuare presso la propria sede senza l’autorizzazione che di norma è richiesta per questo tipo di gestione; in sostanza si tratta di un’eccezione ex lege al principio della necessaria previa autorizzazione (art. 208 del T.U.A.) dell’attività di stoccaggio, in quanto attività di smaltimento (D15) o di recupero (R13). Ovviamente se l’attività di stoccaggio viene effettuata presso manufatti installati in loco, bisogna però ottemperare alle norme urbanistiche ivi vigenti …
    Se, invece, si vuole fare lo stoccaggio di rifiuti prelevati da pozzi neri, fosse imohf, bagni mobili etc., allora occorre acquisire le autorizzazioni previste negli artt. 208 e segg. del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. …
    Vincenzo Vinciprova
    info@vinciprova.eu
    http://www.vinciprova.eu

  23. Gent.le Avv. Vinciprova … vorrei organizzarmi per gestire lo stoccaggio presso la mia unità locale, visto che eseguo attività di spurgo in vista del Sistri di giugno, le chiedo se sa darmi le indicazioni o a chi mi devo rivolgere per sapere come si puo’ realizzare … La ringrazio infinitamente.
    Malaguti Andrea

  24. Vorrei rispondere ai quesiti lasciati dal Sig. Andrea Malaguti.

    1) In relazione al primo quesito direi che la chiavetta del “trasportatore” che già avete dovrebbe andare bene. 

    Ciò per tre ragioni. 

    Innanzitutto una ragione pratica: mi risulta che  per l’iscrizione on-line di un soggetto quale  “trasportatore” il percorso obbligato imponga l’associazione dell’attività di “produttore” a quella di  trasportatore – almeno questo è quello che è stato osservato nel corso i iscrizioni entro il febbraio dello scorso anno, ma non posso assicurare che sia ancora così. Pertanto,  se la Vs. impresa è stata iscritta quale “trasportatore”, la Vs. posizione dovrebbe già includere anche la qualità di “produttore”; se è così, il Suo legittimo dubbio non dovrebbe porre alcun problema pratico, nè normativo.

    In secondo luogo va detto che la norma di cui ci stiamo occupando, il nuovo comma 5 dell’art. 230 del T.U.A., pur introducendo la fictio juris secondo la quale l’autospurghista che effettua la pulizia manutentiva delle reti fognarie vada considerato “produttore”, ha però tenuto fermo il suo status di trasportatore di rifiuti prodotti da terzi, poichè ha espressamente previsto che egli sia iscritto all’Albo ai sensi dell’art. 212, comma 5, del T.U.A. (che si riferisce ai trasportatori di rifiuti prodotti da terzi) – mentre i trasportatori di rifiuti propri si debbono iscrivere ai sensi dell’art. 212, comma 8, del T.U.A. -, ed ha pure previsto che egli si iscriva al SISTRI ai sensi dell’art. 188-ter, comma 1, lett. f), che è l’ipotesi di iscrizione obbligatoria prevista, appunto, dai trasportatori professionali di rifiuti prodotti da terzi.

    In terzo luogo, si osserva che le norme regolamentari sul SISTRI, cioè i cinque Decreti emanati sull’argomento dal Ministero dell’Ambiente, non contemplano regole particolari per la gestione dei rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, forse anche per mancanza di armonizzazione tra la normativa regolamentare e la nuova versione dell’art. 230, comma 5, di cui stiamo trattando; magari nel c.d. Testo Unico Sistri, che è di imminente pubblicazione, sarà regolamentata questa fattispecie. Speriamo. In ogni caso, stando così le cose, si ritiene che l’autospurghista debba accedere al SISTRI ed aprire la movimentazione, prima, nella veste di “produttore” e poi, proseguirla nella veste di “trasportatore” – sempre che il sistema non crei difficoltà ad indicare nella scheda Sistri il luogo di effettiva produzione del rifiuto quale unità locale del “produttore”.

    2) In relazione al secondo quesito, in base al nuovo comma 5 dell’art. 230 del T.U.A., solo nel caso in cui l’autospurghista gestisca i rifiuti da pulizia manutentiva delle reti fognarie, potrà effettuare di fatto uno stoccaggio presso la propria sede senza l’autorizzazione che di norma è richiesta per questo tipo di gestione; in sostanza si tratta di un’eccezione ex lege al principio della necessaria previa autorizzazione (art. 208 del T.U.A.) dell’attività di stoccaggio, in quanto attività di smaltimento (D15) o di recupero (R13). Va detto però che nel caso l’autospurghista proceda allo stoccaggio, i rifiuti vanno però tracciati già dal luogo di effettiva produzione.

    Sperando di avere chiarito i Suoi dubbi, si porgono cordiali saluti.

    Vincenzo Vinciprova

    info@vinciproa.eu http://www.vinciprova.eu

  25. La spiegazione è molto chiara sono perplesso solo su 2 punti:

    -alla luce della variazione normativa relativa all’attività di manutenzione reti fognarie(noi siamo autospurghi) devo ,oltre ad essere iscritto come trasportatore che sono gia’, iscirvermi anche come produttore e richiedere chiavetta? quindi a seconda del rifiuto che carico utilizzo o la chiavette trasportatore oopure produttore?

    -per quanto concerne la possibilità dello stoccaggio per quanto produciamo da attività manutentiva come funziona? potete darmi maggiori chiarimenti per noi spurghisti?

    grazie
    Malaguti Andrea

  26. un plauso all’articolo.
    Grazie Vincenzo.
    Molto bello e chiarificatore.
    Ti chiedo un ulteriore passo avanti: uno spurghista di pozzi neri, fosse imofh e bagni mobili come si comporterà dato che NON è ipotizzabile che i produttori si iscrivano al SISTRI (privati cittadini per lo più)?
    grazie anticipatamente,

    Claudio Fordini Sonni

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