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Province, per favore non chiamiamoli tagli

La finanziaria impone alle province di sostenere una nuova forma di spesa, ma non tagli. Altrimenti sarebbero dovute calare le imposte

Province: commissariata la democrazia

L’Assemblea Regionale Siciliana, con l’approvazione della l.r. n. 26/2014, ha prorogato fino al 7 aprile 2014 la possibilità di nominare i Commissari straordinari nei Liberi Consorzi (già Province regionali). Le istituzioni di area vasta matureranno, quindi, ben due anni di commissariamento. La legge prevede anche una nuova causa d’inconferibilità dell’incarico: le nomine di commissario straordinario non potranno essere conferite, a pena di nullità, a soggetti titolari di altri incarichi assegnati dall’Amministrazione regionale.

Province verso il default: ma ne valeva davvero la pena?

Dopo la riforma Delrio, si materializzano tagli ai servizi, difficoltà nella gestione degli oltre 56mila dipendenti e i problemi dello svolgimento funzioni

Riforma delle province, rischio esubero per 20mila dipendenti

Entro fine anno andranno redistribuite le funzioni. Tagli pesanti

Città metropolitane? Costeranno più delle province

Due miliardi sono due miliardi e non quattro o tre. Una buona riforma è buona se produce effetti veri e buoni, non se è un caos più costoso. Basterebbero queste banalissime asserzioni “alla Catalano”, per certificare che la riforma Delrio delle province è il fallimento totale che si è sempre pronosticato ed evidenziato.

Riforma delle Province in Sicilia. Un fallimento annunciato

Pochissimi sono i Comuni che hanno deliberato il distacco dai Consorzi di comuni d’appartenenza e/o dalle individuate Città metropolitane

Città metropolitane e liberi consorzi, ci mettiamo una croce sopra?

A circa due anni dalla legge regionale n. 7/2012 che abrogava le Province, il percorso voluto dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, si è arrestato. La riforma dell'architettura istituzionale in Sicilia si è impantanata. Anci Sicilia e sempre più deputati regionali hanno acquisito la convinzione che è preferibile recepire anche nell'Isola la legge n. 56/2004. L'Assemblea Regionale Siciliana avrebbe, però, la possibilità di migliorare la normativa nazionale, assicurando maggiore democrazia ed efficacia.

Elezioni provinciali 2014, il calendario con tutte le date del voto

Ecco quando si terranno i rinnovi di Consiglio e giunta in 64 province

Elezioni provinciali: rito sacrificale all’anticasta

Entro il 12 ottobre si terranno le elezioni di secondo livello per la scelta dei vertici politici delle Province. L'abolizione delle elezioni a suffragio universale sembra celebrare un sacrificio alla religione dell'anti-casta. Il rischio è quello di confondere costi della politica con costi della democrazia. Le elezioni di secondo livello si stanno trasformando in una mera negoziazione tra le segreterie politiche. Nelle more che venisse definita la sorte delle Province sarebbe stato più opportuno mantenere i livelli di democrazia pre-esistenti.

Ddl Delrio, il testo del decreto attuativo che riforma le Province

Ok al Dpcm: le prossime tappe e il destino dei dipendenti

Il bicameralismo delle città metropolitane

In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane

Le moriture province al voto il 12 ottobre

La legge di riforma costituzionale "Renzi-Boschi", recentemente approvata dal Senato, prevede l'abolizione delle Province. Nelle more che l'iter della riforma costituzionale si completi e che siano emanate le norme di attuazione, le Province dovranno dotarsi di nuovi organi politici, secondo la disciplina della legge 56/2014. L’elezione dei nuovi organi dovrebbe avvenire entro il 12 ottobre 2014 per le Province i cui organi scadono per fine mandato nel 2014, oppure entro trenta giorni dalla fine del mandato, ovvero dalla decadenza o dallo scioglimento anticipato degli organi provinciali. Una tornata elettorale che sembra non interessare nessuno.

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