Pensionati e Cessione del quinto INPS 2022: ecco tutto quel che c’è da sapere

Redazione 08/08/22
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Può capitare a tutti di dover affrontare spese più o meno impreviste (l’acquisto di un’auto, il conto del dentista, un guasto alle tubature del bagno) ma quando questi contrattempi accadono ad un pensionato, l’impegno della rata mensile di un prestito può pesare maggiormente sul ménage familiare.

Fortunatamente gli over 65 hanno la possibilità di richiedere una particolare tipologia di prestito agevolato: la Cessione del quinto INPS.

Un po’ di storia…

La cessione del quinto nasce ai tempi di re Vittorio Emanuele II il quale volle “privilegiare” la categoria dei dipendenti pubblici e statali semplificando il loro accesso al credito. Con la legge 180/50 tale corsia agevolata fu estesa anche ai pensionati del settore pubblico e solo nel 2004 hanno ottenuto l’accesso anche i dipendenti e pensionati del settore privato.

Perché parliamo di finanziamento agevolato?

La cessione del quinto INPS è un prestito agevolato perché offre al pensionato una serie di benefici e vantaggi dedicati.

In ambito finanziario la categoria dei pensionati è notoriamente considerata come una “categoria fragile” per due motivi:

  • età anagrafica avanzata: il pensionato agli occhi di banche e finanziarie è un soggetto rischioso, perché con maggiore probabilità di decesso durante la fase di rimborso;
  • entrate economiche ridotte, spesso al di sotto dei 1000€ mensili.

Proprio per tutelare questa delicata categoria, l’INPS ha deciso di emettere ogni due anni una specifica Convenzione a cui banche e finanziarie possono aderire o meno. Da tale Convenzione i soggetti partecipanti (pensionati e istituti di credito) traggono reciproco vantaggio:

  • i pensionati sono tutelati dall’INPS che fissa tassi soglia più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato. Inoltre, per legge la rata mensile non potrà mai superare il 20% della pensione netta (quota cedibile) riducendo notevolmente il rischio di sovraindebitamento;
  • le banche e finanziarie aderenti accettano di buon grado l’applicazione di tassi più bassi poiché in cambio hanno una maggiore garanzia del rimborso. Infatti, in virtù della Convenzione INPS, l’ente previdenziale interverrà personalmente nella fase di rimborso trattenendo mensilmente dal cedolino della pensione la rata dovuta e provvedendo puntualmente al versamento della stessa a favore dell’ente creditore;
  • infine, la normativa stabilisce anche che la cessione del quinto della pensione deve essere accompagnata da un’assicurazione vita. In tal modo l’età anagrafica del pensionato non rappresenta più un ostacolo in quanto sia la banca che gli eredi del pensionato saranno tutelati in caso di premorienza.

Quali differenze rispetto ad un prestito personale?

Al momento della richiesta di un prestito personale le banche valutano il “merito creditizio” del richiedente, quindi verificano sia la presenza di altri prestiti in corso (che potrebbero influenzare negativamente la sua capacità di rimborso), sia eventuali passate segnalazioni al CRIF come cattivi pagatori.

Richiedendo una cessione del quinto INPS tale indagine non viene effettuata perché gli istituti di credito convenzionati ritengono sufficiente la garanzia della pensione e dell’intervento dell’INPS nella fase di rimborso.

Quindi la cessione del quinto INPS, a differenza del prestito personale, è una via percorribile anche dai cattivi pagatori e protestati o da chi abbia già altri finanziamenti in corso.

Importo e durata della Cessione del quinto INPS

Poiché, come abbiamo visto, la rata mensile non può superare il 20% della pensione netta percepita, l’importo massimo richiedibile varia in base all’entità della propria pensione e alla durata scelta per il rimborso (da 24 fino ad un massimo di 120 mesi). Più alta è la pensione, maggiore sarà l’importo ottenibile, così come evidente in tabella.

pensione netta quota cedibile montante (capitale + interessi)
1.300€ 260€ (20%della pensione netta) max. 31.200€ (260€ x 120 mesi)
2.500€ 500€ max. 60.000€ (500€ x 120 mesi)

 

Attenzione: non sempre la quota cedibile corrisponde pienamente al 20% della pensione. Infatti, per legge deve sempre essere garantita la pensione minima fissata annualmente dallo Stato (nel 2022 quest’ultima ammonta a 524€). Quindi, se sottraendo il 20% della rata dalla pensione netta si scende sotto tale soglia, la quota cedibile sarà ridotta in modo tale da garantire che mensilmente nelle tasche del pensionato entrino almeno 524€.

Ad esempio, se si percepisce una pensione netta di 610€, la quota cedibile non sarà pari al 20% (122€) perché altrimenti al pensionato rimarrebbero in tasca solo 488€. In questo caso la quota cedibile sarà quindi ridotta a 86€ con un montante massimo di 10.320€.

N.B. Non tutte le pensioni sono cedibili, ad esempio sono escluse:

  • le pensioni e gli assegni sociali;
  • le pensioni e gli assegni di di invalidità;
  • gli assegni di accompagnamento ed assistenza ad un invalido.

(Per ulteriori approfondimenti https://www.calcoloprestito.org/guida/cessione-quinto-inps)

Ricapitolando: ecco i 5 grandi vantaggi della cessione INPS

  1. Tasso Fisso e Conveniente, sempre inferiore ai tassi soglia convenzionati;
  2. Rata Leggera, mai superiore al 20% della pensione netta;
  3. Rimborso Facilitato grazie alle trattenute dirette sul cedolino;
  4. No garanti, NO ipoteche;
  5. accessibile ai Cattivi Pagatori o in presenza di Altri Finanziamenti in Corso.

Cosa fare?

Se percepisci una pensione maggiore di 600€ e sei interessato alla Cessione del quinto INPS clicca sulla tua regione per richiedere un Preventivo Gratuito e senza alcun impegno.

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(Foto di copertina: iStock/Ivan-balvan)

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