Mediazione incostituzionale: parlano gli avvocati

Redazione 24/10/12
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La notizia, almeno per gli avvocati ed il mondo forense, è di quelle bomba; la mediazione civile obbligatoria è stata ritenuta incostituzionale dalla Corte Costituzionale, la sentenza è recente, anzi recentissima, di poche ore fa, eppure le reazioni non sono tardate a venire, ma soprattutto è apparso subito evidente come il mondo dell’avvocatura si sia trovato diviso fra gioia e rabbia. La mediazione civile, infatti, vanta tanti sostenitori quanti detrattori, sono molte le associazioni contro la mediazione, l’Oua di De Tilla in testa, come sono altrettante quelle a favore, l’Apm presieduta dalla Morello, su tutte.

Secondo alcuni, questa decisione, che è stata presa in quanto la mediazione civile è stata ritenuta illegittima per eccesso di delega, è solo provvisoria e presto, nel giro di pochi mesi, verrà riproposta mediante un D.Lgs approntato per il caso specifico.  Secondo l’avvocato Simona Tosi, invece, la bocciatura della mediazione è semplicemente una mossa di carattere politico perché si stava rivelando efficace, e lo sostiene anche la Severino, ma inconveniente in quanto scomoda per la categoria degli avvocati.  La speranza della Tosi, e con lei di tutti i mediatori, è che ci sia appunto un nuovo intervento del legislatore, il più celere possibile,  per sanare il provvedimento di incostituzionalità e per far sì che venga ripristinata.

Per l’avv. Gianluca Tucci con questo provvedimento le norme ed i principi costituzionali ritrovano la loro giusta centralità perché in questo modo il cittadino non ha più l’obbligo di passare attraverso l’imbuto costoso e farraginoso della mediazione per ricorrere alla giustizia. A riprova di questo, l’avvocato Tucci, ricorre ad un esempio pratico; un accordo di mediazione che determina una usucapione non è trascrivibile, questo comporta la necessità di dover ricorrere al giudice, ma la cosa è naturale visto che l’usucapione non può che essere verificata mediante le prove testimoniali, documentali, cioè a mezzo di una autorità garante e terza e con sentenza giudiziale, quindi la mediazione sarebbe solo uno step superfluo, vista la necessità di passare in ogni caso davanti al giudice.

Meno ortodosso e morbido nelle sue dichiarazioni l’avvocato Franco Zuanni che parla di boiata colossale dai chiari intenti speculativi. Effettivamente sono molte le organizzazioni che si sono gettate a capofitto in questa pratica pensando ad un guadagno facile ed immediato, spesso questa fretta, questa approssimazione rischia di accompagnarsi pericolosamente ad una deprofessionalizzazione della professione, che poi è una delle obiezioni principali del partito di quanti sono contro la mediazione civile.

Questa decisione della Corte non ha scoraggiato la presidentessa dell’Apm, l’associazione pro – mediazione, Lorenza Morello “la pronuncia della Consulta relativa alla mediazione mi rincuora e mi stimola, per diversi motivi” ha affermato la Morello “in primis su tutti i punti sottoposti all’attenzione del Giudice delle leggi è stato bocciato il solo profilo legato all’ obbligatorietà, senza toccare gli altri aspetti che reggono l’istituto. In secundis, essendo la vera natura della mediazione la volontarietà, ed essendo venuta meno l’obbligatorietà oggi si apre un ciclo nuovo – afferma Morello -, uno stimolo per dimostrare a tutti quanto la mediazione sia “Lo strumento” per lo snellimento della giustizia, che è un punto cardine della nostra economia e della nostra società. Fondamentale resta altresì il ruolo delle istituzioni, e mi rivolgo in primis alla ministra Severino, per far sì che l’istituto venga conosciuto da tutti, in quanto la vera e sola pecca è che non si è ancora fatta una campagna di divulgazione seria di una forma stragiudiziale che sta dando, e darà sempre più, ottimi risultati” ha concluso la presidentessa.

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