Jobs Act, con l’articolo 18 addio anche a tutte le forme di precariato

Redazione 29/09/14
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Jobs Act, ancora polemiche sull’articolo 18. Ieri sera, il premier Matteo Renzi ospite alla trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, è intervenuto nuovamente sul tema che sta spaccando la scena politica e sindacale del Paese, nella vigilia di questa giornata decisiva. Oggi, infatti, non solo è in programma la direzione del Pd che dovrebbe sancire la posizione definitiva del partito guidato dal premier-segretario, ma anche un summit tra i sindacati che dovrebbe portarli a un accordo sulla linea comune da seguire in tema di contratti di lavoro.

Ovviamente, la battaglia è tra il governo, intenzionato a ridurre le coperture dai licenziamenti – in primis ai neo assunti – così come sono attualmente in vigore – già allentate, ricordiamo dalla legge Fornero del 2012 – e le rappresentanze dei lavoratori, in particolare la Cgil, che si erge a scudo dell’articolo 18 e degli ultimi scampoli di tutela del posto di lavoro.

“Quando hai un disoccupato non devi fare una battaglia ideologica sull’articolo 18 ma devi fare in modo che trovi un lavoro – ha notato il premier in televisione – Non è il reintegro la soluzione dei problemi, è una battaglia ideologica della sinistra”. 

Con queste parole, il presidente del Consiglio si è rivolto in maniera conclamata anche alla minoranza del proprio partito, con i vari Bersani, Cuperlo e D’Alema che, negli ultimi giorni, hanno rialzato la testa schierandosi apertamente contro la linea del governo in materia di Jobs Act. “Per 20 anni c’è stata una generazione di persone che ci ha raccontato cos’è la sinistra disinteressandosi della realtà delle persone. Il mio obiettivo non è far contento D’Alema, ma la mamma che non ha la maternità. E non la si difende con l’articolo 18”, ha aggiunto il primo ministro.

Al centro di tutto, ritiene Renzi, la solita guerra agli imprenditori, i quali, però, “non sono cattivi e devono avere il diritto di lasciare a casa”. Da parte loro, invece, i sindacati sarebbero corresponsabili di un sistema che ha incentivato e fomentato il ricorso ai contratti precari come modalità principale di inserimento al lavoro. Così, assicura il premier, oggi in direzione “dirò che cancelliamo i Cocopro e tutte quelle forme di collaborazione precarie”.

Legge di stabilità. Anticipazione importante anche quella fornita sulla prossima finanziaria che, ha assicurato il premier, sarà un’operazione da 20 miliardi “e non un centesimo di più di tasse”. Si avvicina, dunque, la presentazione del testo che metterà a punto il bilancio dello Stato, con gli interventi molto attesi sulla sfera fiscale e sociale.

 Il video completo dell’intervista a Renzi

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