Jobs Act, come cambiano i contratti con la riforma di Renzi e Poletti

Redazione 18/03/14
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E’ ormai passata una settimana dalla presentazione del Jobs Act e, per quanto, ancora non sia stato pubblicato in Gazzetta alcun decreto, possiamo comunque enunciare le principali modifiche introdotte con la riforma del lavoro 2014.

Come noto, in realtà il governo ha varato, nel corso del Consiglio dei ministri di mercoledì scorso, un decreto legge sulle misure più urgenti e un disegno di legge che, una volta approvato, ma in tempi ben più dilatati, dovrebbe conferire la delega all’esecutivo in materia di ammortizzatori sociali.

Ciò che, invece, dovrebbe subire m0difiche immediate, è la materia dei contratti che, anche se non vedrà l’avvento dell’annunciato – e poi scomparso – contratto unico di assunzione, conoscerà comunque importanti interventi, specialmente per i rapporti a termine e quelli più frequenti per i neo assunti.

 

Apprendistato

La riforma Fornero approvata nel 2012 ha cercato di disincentivare il ricorso ai contratti definiti precari, per favorire il ricorso all’apprendistato professionalizzante. Se, però, nella vecchia legge del governo Monti si definiva come parte integrante del contratto la formazione pubblica in base a un piano scritto, con le modifiche di renzi e Poletti, la foamzione diventerà facoltativa, con retribuzione per le ore di formazione pari al 35%.

Contratto in scadenza

Fino a oggi, per stipulare un contratto di lavoro entro i 12 mesi, era necessaria una causale, con eccezione del primo rapporto con il datore di lavoro. Adesso, invece, no appena entreranno in vigore le novità del piano Renzi, la causale può essere evitata fino a 36 mesi, con possibilità di massimo 8 proroghe, sempre nei 3 anni. Viene, inoltre, posto il tetto del 20% dell’organico ai contratti a termine che possono essere firmati nell’ente.

Nuova formulazione dei contratti

Questa è la parte che richiederà più tempo alle novità del governo sul lavoro, cioè la riforma dei contratti di assunzione, che attualmente sono divisi in 27 tipologie diverse, tra subordinati e rapporti assimilabili, autonomi e forme speciali. Obiettivo del governo è quello di emanare un nuovo testo di legge, per ridurre il numero delle forme di contrattualizzazione e, dall’altra parte, aumentare le garanzie per i lavoratori.

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