Le istruzioni per la compilazione del modello 730-2026 relativo al periodo d’imposta 2025 pubblicate sul sito dell’Agenzia Entrate (“agenziaentrate.gov.it”) dedicano particolare attenzione al tema delle detrazioni per le spese mediche sostenute dai contribuenti per sé stessi o i loro familiari.
L’attenzione dell’AE è giustificata dal fatto che tante sono le ipotesi di spese detraibili, se consideriamo che esistono le spese sanitarie ordinarie, per patologie esenti e, ultime ma non meno importanti, quelle per persone con disabilità o non vedenti.
Analizziamo la fattispecie in dettaglio.
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Indice
Spese sanitarie
All’interno del quadro E – Oneri e spese del modello 730 è possibile indicare nel rigo E1, colonna 2, l’importo delle spese sanitarie sostenute nell’interesse proprio e dei familiari a carico.
Chi presta l’assistenza fiscale calcolerà la detrazione del 19 per cento solo sulla parte delle spese che eccede la franchigia di 129,11 euro.
La detrazione (secondo le istruzioni per la compilazione del 730, pagina 143) spetta per le spese sostenute in virtù di:
- Prestazioni chirurgiche;
- Analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
- Prestazioni specialistiche;
- Acquisto o affitto di protesi sanitarie;
- Prestazioni rese da un medico generico;
- Ricoveri collegati ad una operazione chirurgica o a degenze;
- Acquisto di medicinali da banco e / o con ricetta medica (anche omeopatici);
- Acquisto o affitto di dispostivi medici;
- Trapianto di organi;
- Ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
La misura è riconosciuta altresì per le spese di assistenza specifica sostenute per:
- Assistenza infermieristica e riabilitativa;
- Prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
- Prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
- Prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e / o di terapia occupazionale;
- Importi dei ticket pagati, se le spese citate sono state sostenute nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Spese per patologie esenti
Le spese sanitarie relative a patologie esenti, per le quali è possibile che la detrazione spettante sia superiore all’IRPEF lorda, devono essere indicate in colonna 1 (rigo E1).
Trattasi, di alcune malattie e condizioni patologiche per le quali il Servizio Sanitario Nazionale ha riconosciuto l’esenzione dal ticket (l’elenco completo è disponibile nella banca dati del Ministero della Salute, portale “salute.gov.it”).
Rateizzazione
Se le spese sanitarie indicate nei righi E1, E2 ed E3 qui citati, superano complessivamente i 15.493,71 euro la detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali costanti e di pari importo.
Nel rigo E6 devono invece essere indicate le spese sanitarie superiori a 15.493,71 euro, sostenute negli anni 2022, 2023 o 2024, per le quali i contribuenti hanno optato per la rateizzazione nelle precedenti dichiarazioni dei redditi.
Leggi anche Modello 730/2026 e detrazioni per figli a carico: la guida aggiornata a quest’anno
Spese sanitarie per familiari non a carico con patologie esenti
Il rigo E2 ospita l’ammontare delle spese sanitarie sostenute nell’interesse del familiare non fiscalmente a carico con patologie esenti, la cui detrazione (19 per cento delle spese) non ha trovato capienza nell’imposta lorda da questi dovuta.
L’ammontare massimo delle spese indicate in questo rigo non può eccedere i 6.197,48 euro.
Anche in tal caso chi presta l’assistenza fiscale calcola la detrazione solo sulla parte di spese che eccede l’importo di 129,11 euro.
Spese sanitarie per persone con disabilità
Si calcola in misura pari al 19 per cento degli importi indicati al rigo E3 (senza franchigia) la detrazione per le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità e, in particolare:
- per i mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento di persone con disabilità riconosciute tali ai sensi dell’articolo 3, Legge numero 104/1992;
- per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione delle persone disabili ai sensi del citato articolo 3, Legge numero 104/1992.
Appartengono alla prima categoria le spese per:
- acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
- trasporto in autoambulanza della persona con disabilità;
- acquisto arti artificiali per la deambulazione;
- trasformazione dell’ascensore adattato al contenimento della carrozzella;
- costruzione di rampe per l’eliminazione delle barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
- installazione e / o manutenzione delle pedane di sollevamento per persone disabili.
Rientrano invece tra i sussidi tecnici informatici l’acquisto di fax, modem o computer.
Spese per l’acquisto di cani guida
Il rigo E5 è dedicato alle spese sostenute dai non vedenti per l’acquisto del cane guida.
La detrazione è calcolata in misura pari al 19 per cento dell’intero costo (senza franchigia) con riguardo all’acquisto di un solo cane e una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale.
La detrazione può essere ripartita in quattro rate annuali di pari importo, indicando nell’apposita casella del rigo il numero corrispondente alla rata di cui si vuole fruire e l’intero importo della spesa sostenuta.
Mantenimento dei cani guida
Barrando la casella del rigo E81 il contribuente usufruisce della detrazione forfettaria di 1.100,00 euro (valore aumentato dal 2025 rispetto ai precedenti 1.000,00 euro) per le spese di mantenimento die cani guida.
La detrazione spetta esclusivamente al soggetto non vedente (e non anche alle persone di cui questi risulti fiscalmente a carico).
Dall’anno d’imposta 2020 la misura è riservata ai soli titolari di reddito complessivo fino a 120 mila euro.
In caso di superamento della predetta soglia la detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 240 mila euro.
Per la verifica del limite reddituale si tiene conto anche dei redditi assoggettati a cedolare secca.
Spese per addetti all’assistenza personale
Indicando nei righi da E8 a E10 il codice identificativo 15 il contribuente beneficia della detrazione pari al 19 per cento delle spese sostenute (anche per i familiari non a carico) per gli addetti all’assistenza personale, nei casi di non autosufficienza (accertata da apposita certificazione medica) nel compimento degli atti della vita quotidiana.
La detrazione è calcolata su un importo massimo di 2.100,00 euro (per singolo contribuente, a prescindere dal numero di persone cui si riferisce l’assistenza) e spetta solo se il reddito complessivo non supera i 40 mila euro.
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Foto copertina: istock/DNY59