Ccnl Distribuzione Organizzata (DMO): aumento di 70 euro in arrivo ad aprile

Paolo Ballanti 11/04/24
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Lo scorso 27 marzo le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno comunicato la rottura delle trattative con Federdistribuzione finalizzate al rinnovo del Ccnl Distribuzione Organizzata, datato 19 dicembre 2018 e scaduto il 31 dicembre 2019.

Le organizzazioni sindacali hanno contestualmente proclamato una giornata di sciopero nazionale, tenutasi lo scorso 30 marzo.

Federdistribuzione, da parte sua, oltre ad auspicare un ritorno dei sindacati al tavolo negoziale, ha deciso di riconoscere un importo a titolo di acconto sui futuri aumenti contrattuali, in attesa appunto di giungere al rinnovo del Ccnl “a distanza di 51 mesi dalla sottoscrizione del primo e ultimo Ccnl di settore” come evidenziato dal comunicato di Filcams Cgil dello scorso 27 marzo (disponibile su “filcams.cgil.it”).

Analizziamo la questione in dettaglio.

Indice

Il Ccnl distribuzione organizzata del 2018

Il primo e sinora unico Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) è stato sottoscritto il 19 dicembre 2018 con validità dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019.

Come indicato nell’accordo per aziende operanti nel settore della DMO si “intendono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le imprese del commercio moderno alimentari e non alimentari operanti attraverso le formule della grande distribuzione, distribuzione organizzata / associata, catene di negozi, franchising, ingrosso, cash and carry e shopping on line, che sviluppano la propria attività attraverso centri commerciali, negozi a libero servizio di ogni dimensione” come, ad esempio, ipermercati, superstore, supermercati, negozi di vicinato, grandi magazzini, grandi superfici specializzate e non, in tutte le categorie merceologiche in gestione diretta, franchising, e-commerce o altre formule distributive.

I minimi retributivi
Il Contratto collettivo nazionale della DMO (ccnl distribuzione organizzata) riconosce, dal 1° gennaio 2019, i seguenti minimi retributivi:

  • 2.697,76 euro per il livello Quadro;
  • 2.246,01 euro per il I livello;
  • 2.010,40 euro per il II livello;
  • 1.791,06 euro per il III livello;
  • 1.616,68 euro per il IV livello;
  • 1.508,95 euro per il V livello;
  • 1.405,87 euro per il VI livello;
  • 1.281,32 euro per il VII livello.

Con riguardo agli operatori di vendita, il fisso mensile con decorrenza 1° gennaio 2019 è il seguente:

LivelliFisso mensileIndennità di contingenza
I categoria1.031,25530,04
II categoria864,16526,11

Aumenti di paga base
A decorrere dal 1° aprile 2023 è riconosciuta una somma da intendersi come incremento della paga base, a titolo di acconto assorbibile dai futuri aumenti contrattuali:

  • euro 52,08 per il livello Quadro;
  • euro 46,92 per il I livello;
  • euro 40,58 per il II livello;
  • ero 34,69 per il III livello;
  • euro 30,00 per il IV livello;
  • euro 27,10 per il V livello;
  • euro 24,33 per il VI livello;
  • euro 20,83 per il VII livello.

Per gli operatori di vendita, l’acconto è pari a 28,32 euro per quanti sono inquadrati nella I categoria e ad euro 23,78 per la II categoria.

Le mensilità aggiuntive
Il Ccnl distribuzione organizzata (DMO) prevede due mensilità aggiuntive, nello specifico:

  • la tredicesima, riconosciuta in coincidenza con la Vigilia di Natale e di importo pari ad una mensilità della retribuzione di fatto (di cui all’articolo 191 del Ccnl);
  • la quattordicesima, corrisposta il 1° luglio di ogni anno e pari ad una mensilità della retribuzione di fatto (di cui all’articolo 191 del Ccnl) in atto al 30 giugno immediatamente precedente.

La retribuzione di fatto è costituita dalla normale retribuzione nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o una tantum, oltre a ogni elemento espressamente escluso dalle Parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall’imponibile contributivo a norma di legge.


Leggi anche > Ccnl Commercio 2024/27: testo, aumenti e novità dell’accordo di rinnovo

Rottura delle trattative sul Ccnl distribuzione organizzata

Come anticipato, il 27 marzo 2024 le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno comunicato la rottura delle trattative per il rinnovo del Ccnl della DMO e proclamato una giornata di sciopero nazionale per il successivo 30 marzo.  

L’associazione imprenditoriale, si legge nel comunicato diffuso sul portale istituzionale da Filcams Cgil (“filcams.cgil.it”), dopo una “lunga e snervante trattativa no stop con i sindacati di categoria” e a “distanza di 51 mesi dalla sottoscrizione del primo e ultimo Ccnl di settore, ha calato nuovamente la maschera, palesando la persistente resistenza nel sottoscrivere accordi contrattuali”.

Il 28 marzo 2024 Federdistribuzione ha manifestato, attraverso un comunicato stampa, il proprio “rammarico per la rottura unilaterale della trattativa sul rinnovo del contratto collettivo” e giudicato “immotivata e irresponsabile la proclamazione di una giornata di sciopero per il 30 marzo 2024”.

Aumento di 70 euro lordi

Nel comunicato del 28 marzo scorso Federdistribuzione ha altresì affermato che malgrado “il rifiuto delle organizzazioni sindacali di rinnovare il Contratto Collettivo Nazionale” le imprese aderenti all’associazione imprenditoriale “hanno quindi deciso di riconoscere ai propri lavoratori un aumento di 70 euro lordi (riparametrati al IV livello) a decorrere dal prossimo mese di aprile a titolo di anticipo sui futuri aumenti contrattuali”.
Federdistribuzione, conclude il comunicato, mantiene “l’auspicio che le organizzazioni sindacali possano tornare quanto prima al tavolo negoziale con l’obiettivo comune di giungere al rinnovo contrattuale”.

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