Bonus autonomi 350 euro, riesame domanda: istruzioni Inps

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La finestra temporale per richiedere il Bonus autonomi 350 euro previsto dal Decreto Aiuti ter si è chiusa il 30 novembre 2022. La misura è rivolta ai lavoratori autonomi che, nel periodo d’imposta, 2021 hanno percepito un reddito complessivo lordo non superiore a 20.000 euro. I lavoratori che hanno invece percepito un reddito non superiore a 30mila euro sempre nello stesso periodo d’imposta hanno potuto comunque richiedere l’indennità, ma nella misura ridotta a 200 euro.

Con il Messaggio numero 317 del 19 gennaio 2023 l’Inps ha fornito le istruzioni per la presentazione delle istanze di eventuali riesami da parte dei richiedenti, le cui istanze sono state respinte per non avere superato i controlli inerenti all’accertamento dei requisiti normativamente previsti.

Vediamo nei prossimi paragrafi come funziona il bonus, i requisiti necessari e come fare riesame della domanda respinta.
Indice
Bonus autonomi 350 euro nel Decreto Aiuti ter All’articolo 20 del Decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, si legge che:

L’indennità una tantum prevista dal decreto di cui all’articolo 33 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50 convertito, con modificazioni, con la legge 15 luglio 2022, n. 91 è incrementata di 150 euro a condizione che, nel periodo d’imposta 2021, abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro e conseguentemente il limite di spesa di cui al comma 1 dello stesso articolo 33 è incrementato di 412,5 milioni di euro per l’anno 2022.

Invece di erogare un doppio contributo, come sarà invece per le categorie di beneficiari che hanno già ricevuto il bonus 200 euro, il bonus autonomi sarà erogato a chi ne fa richiesta nell’importo di:
  • 200 euro, per i professionisti con reddito non superiore a 35mila euro nel 2021;
  • 350 euro, per i professionisti con reddito non superiore a 20mila euro nel 2021.
  • Bonus autonomi 350 euro: requisiti I requisiti per accedere al bonus autonomi 350 euro sono i medesimi per l’indennità base di 200 euro, l’unica differenza è rappresentata dai limiti di reddito. Nello specifico occorrerà:
  • essere iscritti alle gestioni previdenziali Inps o agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;
  • non aver già ricevuto l’indennità come dipendente o pensionato;
  • avere partita IVA e attività lavorativa avviata;
  • aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020;
  • aver percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non superiore a 35mila euro per l’indennità base di 200 euro, non superiore a 20mila euro per l’indennità di 350 euro.
  • Decreto Aiuti ter, ok in Cdm: bonus 150 euro, crediti d’imposta, bollette. Tutte le novità Con specifico riferimento ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS, l’Istituto stesso ha chiarito con il Messaggio numero 317 che appartengono a questa categoria di beneficiari:
  • lavoratori iscritti alla gestione speciale dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani, istituita presso l’INPS ai sensi dell’articolo 3 della legge 4 luglio 1959, n. 463;
  • lavoratori iscritti alla gestione speciale dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali, istituita presso l’INPS ai sensi dell’articolo 5 della legge 22 luglio 1966, n. 613;
  • lavoratori iscritti alla gestione speciale per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri, istituita ai sensi dell’articolo 6 della legge 26 ottobre 1957, n. 1047, compresi gli imprenditori agricoli professionali iscritti alla predetta gestione;
  • pescatori autonomi di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250, recante “Previdenze a favore dei pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne”, che istituisce, tra l’altro, tutele previdenziali a favore delle persone che esercitano la pesca quale esclusiva o prevalente attività lavorativa, quando siano associate in cooperative o compagnie e rapporto di lavoro autonomo oppure esercitino tale attività per proprio conto, senza essere associate in cooperative o compagnie;
  • liberi professionisti iscritti alla Gestione separata dell’INPS, di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, quali soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 53 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici.
  • Sono inoltre destinatari del bonus autonomi 350 euro anche i lavoratori iscritti in qualità di coadiuvanti e coadiutori alle gestioni previdenziali degli artigiani, degli esercenti attività commerciali e dei coltivatori diretti.
    Bonus autonomi 350 euro: domande chiuse Come anticipato, la domanda per il bonus autonomi 350 euro doveva essere inviata, analogamente a quanto richiesto per ricevere l’indennità base di 200 euro, alla propria Cassa di appartenenza, nei termini, con le modalità e secondo lo schema predisposto dai singoli Enti, entro il 30 novembre 2022.

    Per quanto riguarda i professionisti pensionati titolari di trattamenti in cumulo e in totalizzazione, quindi erogati da Inps e dalla propria Cassa di riferimento, il bonus è stato erogato dall’Inps. Per i titolari di trattamenti non gestiti dall’Inps, invece, il bonus è stato erogato d’ufficio dalla propria Cassa di riferimento sulla base delle informazioni in possesso al momento dell’erogazione.

    Il provvedimento precisa che l’indennità è corrisposta sulla base dei dati dichiarati dal richiedente e disponibili all’ente erogatore al momento del pagamento ed è soggetta a successiva verifica, anche attraverso le informazioni fornite in forma disaggregata per ogni singola tipologia di redditi dall’amministrazione finanziaria e ogni altra amministrazione pubblica che detenga informazioni utili. Se si ritiene di non essere in possesso dei requisiti di reddito, per evitare di dover restituire l’indennità, è possibile rinunciare all’indennità attraverso il sito della propria Cassa di appartenenza.
    Bonus autonomi 350 euro: istruzioni Inps sul riesame Dopo la presentazione delle domande per il bonus autonomi 350 euro, queste sono state verificate utilizzando una procedura centralizzata mediante controlli automatici sui requisiti, sulle incompatibilità e incumulabilità normativamente previsti. L’Inps ha fornito le istruzioni per gli interessati che volessero eventualmente presentare istanza di riesame a seguito di domanda respinta per non aver superato i controlli sul possesso dei requisiti. L’utente può presentare richiesta di riesame accedendo alla stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità una tantum 200 euro”. Per le domande il cui stato è impostato su “Respinta” è possibile verificare le motivazioni della reiezione, ed è inoltre presente il tasto “Chiedi riesame” che consente di inserire la motivazione della richiesta e, attraverso la funzione “Allega documentazione”, i documenti previsti per il riesame.

    Ad esempio, se la domanda di un richiedente iscritto alla gestione speciale per l’assicurazione obbligatoria
    invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani è stata respinta poiché non risulta l’iscrizione o la posizione attiva, questo dovrà produrre un’autocertificazione della comunicazione della iscrizione presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura della posizione con indicazione di data e n. protocollo.

    Nell’Allegato 1 al Messaggio Inps numero 317 sono disponibili tutti i documenti da produrre per richiedere il riesame della propria domanda respinta, in base alle motivazioni di reiezione.
    Alessandro Sodano