Fringe benefit 2026: conferme, novità e regole di quest’anno per il welfare aziendale

Paolo Ballanti 19/01/26
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Il datore di lavoro può integrare la retribuzione in denaro riconosciuta ai dipendenti in busta paga con una serie di beni e servizi erogati in natura, i cosiddetti fringe benefit.

L’erogazione risponde a obiettivi di fidelizzazione dei dipendenti ovvero per accrescere benessere in azienda.

Per incentivare il ricorso alla retribuzione in natura le regole sono drasticamente cambiate nel corso degli ultimi due anni ad opera delle leggi di bilancio 2025 e 2026.

Analizziamo in dettaglio lo stato dell’arte.

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Indice

Beni e servizi di modico valore

La Manovra 2025 (approvata con Legge numero 207/2024) è intervenuta sul regime di esenzione contributiva e fiscale con riguardo ai beni e servizi di modico valore riconosciuti dall’azienda.

Questi ultimi, a norma del TUIR (articolo 51, comma 3), sono esenti se non superano, nel periodo d’imposta, un valore complessivamente pari a 258,23 euro.

La legge di bilancio introduce una disciplina derogatoria al TUIR, tale per cui la soglia di esenzione è eccezionalmente elevata a 1.000,00 euro con riguardo alle annualità 2025, 2026 e 2027.

La soglia è ulteriormente aumentata a 2.000,00 euro per i soli dipendenti con figli fiscalmente a carico (compresi i figli nati fuori del matrimonio, riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati e, dal 2025, i figli conviventi del coniuge deceduto).

I limiti di 1.000,00 / 2.000,00 euro comprendono anche le somme riconosciute entro il 12 gennaio dell’anno successivo per:

  • Il pagamento delle utenze domestiche di gas, luce e acqua, con riguardo agli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari;
  • Il contratto di locazione regolarmente registrato dell’abitazione principale ovvero per gli interessi sul mutuo della stessa.

Se i beni – servizi e / o le somme rimborsate eccedono le soglie in parola, l’intero valore (e non solo l’eccedenza) concorre al calcolo di contributi e tasse.

Buoni pasto elettronici esenti fino a 10 euro

La Manovra 2026 (articolo 1, comma 14) in vigore dallo scorso 1° gennaio eleva la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici da 8,00 euro giornalieri a 10,00 euro (sempre giornalieri).

La sola eccedenza concorre a formare il reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.

Restano ferme le disposizioni riguardanti i buoni pasto cartacei, esenti fino alla soglia giornaliera di 4,00 euro.

Nessuna novità per quanto riguarda l’indennità sostitutiva della mensa (erogata in busta paga) esclusa da contributi e tasse fino all’importo complessivo giornaliero di 5,29 euro se corrisposta a:

  • Addetti ai cantieri edili;
  • Addetti ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo;
  • Addetti ad unità produttive situate in zone prive di strutture o servizi di ristorazione.

Bonus affitti

I dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025 e con un reddito di lavoro dipendente nel 2024 non superiore a 35 mila euro possono beneficiare dell’esenzione fiscale con riguardo alle somme rimborsate dal datore di lavoro (o da questi erogate) per pagare:

  • Le spese di locazione dei fabbricati presi in affitto con contratto registrato;
  • Le spese di manutenzione dei fabbricati in affitto (fornitura di acqua, energia, ascensore, portineria, spurgo pozzi);

sostenute dai lavoratori stessi dalla data di assunzione, nel limite di 5.000 euro annui. Se l’ammontare dei rimborsi è superiore solo l’eccedenza è soggetta a tassazione.

L’agevolazione riguarda:

  • I dipendenti che trasferiscono la residenza di oltre 100 chilometri rispetto alla precedente;
  • I rimborsi effettuati nei primi 24 mesi dalla data di assunzione.

Mezzi di trasporto

I mezzi di trasporto concessi dall’azienda ai dipendenti sono soggetti a tasse e contributi (secondo il loro valore normale) in caso di utilizzo per motivi prettamente personali.

Non rileva, al contrario, l’ipotesi di uso per finalità esclusivamente lavorative.

Al contrario, se il mezzo è attribuito per un utilizzo promiscuo (motivi personali e aziendali) l’assoggettamento a contributi e tasse avviene assumendo a riferimento un valore forfettario, diverso a seconda del tipo di veicolo, della data di immatricolazione nonché di quella di assegnazione al dipendente.

Nello specifico, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in relazione a veicoli immatricolati dal 2025 si assume a riferimento il 50% del valore corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri, calcolato in base alle tabelle ACI, al netto delle somme trattenute al dipendente.

La percentuale si riduce:

  • Al 10% per i veicoli a batteria a trazione esclusivamente elettrica;
  • Al 20% per i veicoli elettrici ibridi plug-in.

La disciplina citata figlia di quanto disposto dalla legge di bilancio dell’anno precedente, opera per i veicoli che dal 1° gennaio 2025 sono immatricolati, concessi in uso promiscuo al dipendente e consegnati al medesimo.

Prestiti agevolati

I finanziamenti riconosciuti dal datore di lavoro ai dipendenti (ovvero da terzi convenzionati con l’azienda) generano un reddito imponibile ai fini contributivi e fiscali:

  • Per i prestiti a tasso fisso, pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di concessione del prestito e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sui prestiti;
  • Per i prestiti a tasso variabile, pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di scadenza di ciascuna rata e l’importo degli interessi applicato sui prestiti.

Il reddito così determinato è tassato con ritenuta d’acconto al momento del pagamento delle singole rate del prestito, come risultano dal piano di ammortamento.

Fabbricati

I fabbricati di proprietà del datore di lavoro (o dallo stesso presi in locazione) concessi in locazione, uso o comodato ai dipendenti rilevano per il calcolo di contributi e tasse in misura pari alla differenza tra:

  • La rendita catastale del fabbricato;
  • Quanto corrisposto dal dipendente per l’utilizzo del fabbricato.

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Foto copertina: istock/Alex Cristi

Paolo Ballanti

Dopo la laurea in Consulente del Lavoro, conseguita all’Università di Bologna nel 2012, dal 2014 si occupa di consulenza giuslavoristica ed elaborazione buste paga presso un’associazione di categoria in Ravenna. Negli anni successivi alla laurea ha frequentato tre master: El…Continua a leggere

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