Modello 730 integrativo 2020: scadenza 26 ottobre, perchè e come presentarlo

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Chiara Arroi 07/10/20
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Come e perché si presenta il modello 730 integrativo 2020

Il termine per trasmettere al Fisco la nostra Dichiarazione dei redditi 730 è scaduto il 30 settembre 2020. Quest’anno i tempi si sono notevolmente allungati a causa dello slittamento di quasi tutte le scadenze fiscali causa Covid. Così dal tradizionale 23 luglio di ogni anno, il termine ultimo per presentare il 730 è slittato al 30 settembre.

Ciò non toglie che il contribuente possa essersi accorto tardi di aver commesso errori o inesattezze o ancora piccole omissioni. Cosa fare?

Diciamo subito che si possono correggere eventuali errori o dimenticanze rispetto a quanto precedentemente dichiarato in Dichiarazione dei redditi, ed è possibile farlo presentando due modelli post dichiarazione: Modello 730 integrativo Modello rettificativo.

Bene, in estrema sintesi, se si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l’assistenza (Caf ad esempio) per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo.

Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:

  • presentare entro il 26 ottobre 2020 un modello 730 integrativo. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista),
  • presentare, in alternativa, un modello REDDITI Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo. Quest’anno entro il 2 novembre 2020.
  • Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello REDDITI Persone fisiche e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

Vediamo ora in dettaglio a cosa servono, in quali casi si possono presentare, le modalità con cui è possibile farlo ed entro quando, soffermandoci in modo dettagliato sul modello 730 integrativo.

Modello 730 integrativo 2020: entro 26 ottobre

Tramite questo documento, si ha la possibilità di integrare la dichiarazione dei redditi precedentemente trasmessa. Scade lunedì 26 ottobre 2020 il termine per presentare un eventuale modello integrativo, qualora il contribuente si sia accorto di aver dimenticato di dichiarare qualcosa. Il termine sarebbe il 25 ottobre di ogni anno. Ma quest’anno cade di domenica, ecco perché il termine ultimo slitta al primo lunedì utile: cioè il 26 ottobre.

>> Tutte le novità sul Modello 730

Modello 730 rettificativo 2020: perché si presenta

Attenzione però: errori ed omissioni sono due situazioni ben diverse. A ognuna quindi il suo modello specifico. Se il contribuente riscontra errori di compilazione o di calcolo nella Dichiarazione dei redditi, si può rivolgere a chi ha prestato l’assistenza fiscale per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo, destinato quindi ai contribuenti che hanno commesso chiari errori di dichiarazione. In pratica con il rettificativo si corregge.

Modello 730 integrativo 2020: perché presentarlo

Quando invece non ci sono errori, il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, non va presentato il modello rettificativo, bensì quello integrativo. In pratica si integra qualcosa. In particolare si può:

  • presentare entro il 26 ottobre un modello 730 integrativo. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico o era stato presentato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate
  • presentare, in alternativa, un modello REDDITI Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.
  • Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello REDDITI Persone fisiche (ex Unico) e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

>> Scadenze di ottobre 2020: calendario e adempimenti 

Modello integrativo 2020 solo se a favore del contribuente

La correzione del 730 con l’integrativa è possibile solo nei casi in cui si verifichi una situazione a favore del contribuente. Se invece la correzione della dichiarazione dei redditi comporta situazioni di maggior debito o minor credito per il contribuente, sarà necessario presentare il modello Redditi a correzione del modello 730, potendolo presentare entro fine novembre.

Il Modello Redditi Persone fisiche può essere inviato entro il 30 novembre 2020

Modello 730 integrativo 2020: 3 casi in cui presentarlo

In 3 casi al contribuente (tramite intermediario) è concesso presentare il 730 integrativo:

  • Per la modifica o integrazione di dati presenti nel 730 originario da cui emergono, per ogni singola imposta, un maggior importo a credito, un minor debito,
  • modifica o integrazioni di dati presenti nel 730 originario che riguardano esclusivamente i dati del sostituto d’imposta,
  • entrambe le cose.

>> Pignoramenti e riscossione: riparte tutto il 16 ottobre

Modello 730 integrativo 2020: come presentarlo  

Il Modello integrativo 2020 va presentato con l’aiuto di chi ha prestato al Contribuente l’assistenza fiscale in fase di dichiarazione dei redditi: quindi un Caf o un consulente fiscale. Serve sempre in pratica un intermediario.

Il professionista poi invierà il 730 Integrativo all’Agenzia delle entrate o all’Inps, in tempo utile affinché il sostituto d’imposta possa poi effettuare il conguaglio nella prima retribuzione utile.

 

Chiara Arroi

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